26/01/2007 - L’
History Channel , canale telematico statunitense dedicato alla storia, ha sfidato ingegneri ed architetti ad immaginare
“La Città del Futuro” . Attraverso tre competizioni, promosse rispettivamente a
New York ,
Chicago e
Los Angeles , i progettisti sono stati invitati a produrre il progetto visionario della propria città immaginata fra 100 anni che, come le meraviglie architettoniche delle civiltà passate, abbia la capacità di resistere nei secoli.
Tra novembre e dicembre scorsi sono stati selezionati i vincitori per ciascuna delle tre competizioni.
La migliore proposta visionaria per
New York porta la firma degli architetti Steve Cassell ed Adam Yarinsky dello studio
Architecture Research Office (ARO) .
Il progetto vincitore per la
Los Angeles del futuro è stato invece messo a punto da
Eric Owen Moss Architects .
L’immagine visionaria di come sarà
Chicago tra 100 anni appartiene infine allo studio
UrbanLab .
Il 3 gennaio scorso è stato dato il via alla gara finale che eleggerà la città vincitrice del National Grand Prize. I progetti selezionati come migliori proposte progettuali per le future New York, Chicago e Los Angeles sono visibili sul sito ufficiale di
History Channel perché gli internauti possano votare la migliore città del futuro.
New York City of Future
La proposta dello studio ARO presenta una visione innovativa della possibile nuova immagine di Manhattan dopo i cambiamenti climatici verificatisi nell’arco di 100 anni: una città con strade subacquee.
Per far fronte al diluvio che potrebbe inondare le strade di Manhattan tradizionalmente concepite, i progettisti prevedono la sistemazione in acqua di alcuni “pali” che sostituiranno le strade, definendo i diversi spazi della città.
Gli edifici saranno tuttavia costruiti al di sopra del livello dell’acqua, in modo che New York possa continuare a mostrare la sue innovative architetture.
Il noto architetto statunitense Daniel Libeskind definisce il progetto di ARO una “proposta apocalittica”, che affronta il possibile shock di una catastrofe traendone al tempo stesso una lezione positiva. “Gli autori di questo progetto passano dal confucianesimo alla Grecia ed alla Roma antiche sino alla new York del XXII secolo”.
Los Angeles City of Future
Agli occhi di Libeskind appare invece “provocatoria” la proposta di Eric Owen Moss per la futura Los Angeles. Si tratta infatti di un progetto che rivoluziona e moltiplica le infrastrutture della città proponendo di costruire “sopra, sotto, attorno ed attraverso” autostrade, fiumi e nuovi percorsi.
“Autostrade, ferrovie, centrali elettriche e canali artificiali originariamente costruiti per creare collegamenti in una città orizzontale, hanno rivelato un esito opposto: una città frammentaria, con infrastrutture diventate un consistente ostacolo alla integrazione delle diverse porzioni di città”.
Eric Owen Moss delinea il quadro di una città le cui esistenti infrastrutture hanno creato divisioni, delimitato le zone di servizio, separato per razza e capacità economica. È questo dunque il problema cui il progettista intende dare una soluzione, restituendo “un senso civico che l’ingegneria civile preclude da tempo”.
“La proposta – commenta Libeskind – implica una complessa idea urbanistica all’interno della quale spazi residenziali, pubblici e privati sono mescolati al fine di creare una totalità civica, eludendo il rischio di una città frammentaria. La proposta per Los Angeles ha la forza di mettere insieme un’idea visionaria con sufficienti poesia e pragmatismo per suggerire un urbanismo capace di dialogare con le dimensione infrastrutturale ma anche architettonica”.
Chicago City of Future
UrbanLab propone per Chicago il modello di una città che vive nel 2016 grazie alla nuova risorsa petrolifera del XXII secolo: l’acqua.
Il progetto, dal titolo “Growing Water”, prevede un sistema che consente di riciclare il 100% delle acque reflue e piovane della città. Tale sistema è reso possibile da una serie di “Eco-boulervards”, ovvero percorsi ecologici sparsi nella città che fungono da “Macchina vivente”: micro-organismi, piccoli invertebrati (come le lumache), pesci e piante trattano le acque che vengono successivamente raccolte oppure restituite al lago.
Il progetto, come spiegano gli stessi progettisti, trova ispirazione in tre peculiarità ingegneristiche storiche di Chicago:
- i parchi cittadini della “Emerald Necklace” (collana di smeraldo), che nel nuovo progetto sono sostituiti dagli Eco-Boulevards;
- lo sconvolgimento del fiume di Chicago, che UrbanLab propone di eliminare per conservare il Lago Michigan;
- il Deep Tunnel, per il quale UrbanLab propone come nuovo programma il traffico dei treni di trasporto di massa.
“Il progetto vincitore del concorso per la città di Chicago – commenta Libeskind – trae ispirazione dalle azioni miracolose dell’acqua. Concentrando la dimensione della città in un ecosistema, la proposta crea una infrastruttura verde…..Il nuovo stile di vita che la proposta implica è quello in cui il termine “urbano” ha perso ogni connotazione storica e sociale”.
Secondo Libeskind il progetto rivela tutte le contraddizioni della società moderna nonché l’idea che la natura abbia perso tutta la sua “naturalezza”.