
Riforma urbanistica, Ance chiede di normare la perequazione
URBANISTICA
Riforma urbanistica, Ance chiede di normare la perequazione
Necessario un quadro normativo certo anche per incoraggiare gli investimenti privati
Vedi Aggiornamento
del 21/09/2018
26/06/2012 - Dopo un stop di molti mesi è ripreso in Commissione Ambiente della Camera l’esame dei disegni di legge in materia di governo del territorio e fiscalità urbanistica e immobiliare.
Si tratta dei disegni di legge 329 Mariani, 438 Lupi, 1794 Mantini e 3543 Morassut recanti “Princìpi fondamentali per il governo del territorio. Delega al Governo in materia di fiscalità urbanistica e immobiliare” il cui iter è stato unificato, dal momento che i quattro ddl riguardano la medesima materia.
Sulle proposte legislative, il 20 giugno scorso è stata interpellata l’Ance, Associazione Nazionale dei Costruttori Edili, che ha in primo luogo ribadito la necessità di approvare al più presto la riforma del governo del territorio, per due motivi in particolare:
- per disciplinare con una legge i nuovi istituti di pianificazione introdotti da numerose Regioni ma concernenti l’ordinamento civile e il diritto di proprietà, cioè materie di competenza dello Stato;
- per definire un chiaro quadro normativo per gli interventi sul territorio che dia certezze all’elaborazione e all’attuazione di progetti in grado di raccogliere risorse anche da investitori privati.
Al centro della riforma - secondo l’Ance - va posto il principio della perequazione urbanistica, tema fondamentale del nuovo scenario della gestione del territorio, che trova il suo principale strumento attuativo nella compensazione. Tutto ciò anche alla luce della modifica dei criteri di determinazione dell’indennità di esproprio, avviata in seguito alle pronuncia della Corte Costituzionale (leggi tutto).
Analoga attenzione, secondo l’Ance, deve essere riservata alla premialità per la riqualificazione urbana ed alla concorrenzialità per selezionare le proposte private. Principi che il Governo ha iniziato ad introdurre con il nuovo Piano Città, il programma per la riqualificazione delle aree urbane degradate e lo sviluppo delle città (leggi tutto).
Per quanto riguarda la pianificazione, i costruttori propongono un modello tripartito, composto da piano strutturale, piano operativo e regolamento urbanistico, che è poi quello verso il quale si stanno orientando tutte le nuove leggi regionali.
L’Ance chiede, inoltre, di tendere verso una nuova urbanistica prestazionale, fondata sul binomio ‘funzioni urbane - standard adattabili nel tempo’, e di considerare il rapporto pubblico-privato nell’attuazione del piano come una possibilità operativa ordinaria, da codificarsi in accordi di progetto.
Ancora sui privati, l’Ance chiede che sia consentito loro di realizzare e gestire le opere a servizio della città, distinguendole dalle opere pubbliche in senso stretto, e di garantire pari opportunità di intervento ai promotori privati ed alle società miste con partecipazione pubblica.
Si tratta dei disegni di legge 329 Mariani, 438 Lupi, 1794 Mantini e 3543 Morassut recanti “Princìpi fondamentali per il governo del territorio. Delega al Governo in materia di fiscalità urbanistica e immobiliare” il cui iter è stato unificato, dal momento che i quattro ddl riguardano la medesima materia.
Sulle proposte legislative, il 20 giugno scorso è stata interpellata l’Ance, Associazione Nazionale dei Costruttori Edili, che ha in primo luogo ribadito la necessità di approvare al più presto la riforma del governo del territorio, per due motivi in particolare:
- per disciplinare con una legge i nuovi istituti di pianificazione introdotti da numerose Regioni ma concernenti l’ordinamento civile e il diritto di proprietà, cioè materie di competenza dello Stato;
- per definire un chiaro quadro normativo per gli interventi sul territorio che dia certezze all’elaborazione e all’attuazione di progetti in grado di raccogliere risorse anche da investitori privati.
Al centro della riforma - secondo l’Ance - va posto il principio della perequazione urbanistica, tema fondamentale del nuovo scenario della gestione del territorio, che trova il suo principale strumento attuativo nella compensazione. Tutto ciò anche alla luce della modifica dei criteri di determinazione dell’indennità di esproprio, avviata in seguito alle pronuncia della Corte Costituzionale (leggi tutto).
Analoga attenzione, secondo l’Ance, deve essere riservata alla premialità per la riqualificazione urbana ed alla concorrenzialità per selezionare le proposte private. Principi che il Governo ha iniziato ad introdurre con il nuovo Piano Città, il programma per la riqualificazione delle aree urbane degradate e lo sviluppo delle città (leggi tutto).
Per quanto riguarda la pianificazione, i costruttori propongono un modello tripartito, composto da piano strutturale, piano operativo e regolamento urbanistico, che è poi quello verso il quale si stanno orientando tutte le nuove leggi regionali.
L’Ance chiede, inoltre, di tendere verso una nuova urbanistica prestazionale, fondata sul binomio ‘funzioni urbane - standard adattabili nel tempo’, e di considerare il rapporto pubblico-privato nell’attuazione del piano come una possibilità operativa ordinaria, da codificarsi in accordi di progetto.
Ancora sui privati, l’Ance chiede che sia consentito loro di realizzare e gestire le opere a servizio della città, distinguendole dalle opere pubbliche in senso stretto, e di garantire pari opportunità di intervento ai promotori privati ed alle società miste con partecipazione pubblica.