Network
Pubblica i tuoi prodotti
Edilizia e professionisti, novità dopo il giro di boa del ddl Sviluppo

Edilizia e professionisti, novità dopo il giro di boa del ddl Sviluppo

Proroga del 55% a fine giugno 2013, semplificazione dei lavori e misure per stanare le false Partite Iva passano all’esame del Senato

Vedi Aggiornamento del 12/02/2013
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 12/02/2013
26/07/2012 - Ok della Camera al ddl sviluppo. Dopo il voto di fiducia di ieri mattina, l’Aula ha dato in serata il via libera definitivo al testo che dovrebbe contribuire al riavvio del sistema economico attraverso una serie di misure, che dovranno ora essere esaminate dal Senato.
 
Ma vediamo nel dettaglio cosa cambia per l’edilizia, l’urbanistica e le attività dei professionisti e quali sono le iniziative per far ripartire l’economia e riaprire i cantieri, incentivando gli investimenti dei privati.
 
Bonus 55% per la riqualificazione energetica
Una delle ultime novità è senz’altro la proroga fino al 30 giugno 2013 delle detrazioni fiscali del 55% sulle spese per la riqualificazione energetica degli edifici. In un primo momento, gli emendamenti che proponevano lo slittamento dei termini erano stati respinti. Ma poco prima di andare in Aula le Commissioni referenti hanno accolto le richieste degli operatori del settore, scontenti dal nuovo sistema in base al quale, dal primo gennaio al 30 giugno 2013, le detrazioni per gli interventi di risparmio energetico sarebbero scese al 50%, seguendo le sorti degli incentivi alle ristrutturazioni (leggi tutto).
 
Semplificazioni in edilizia
Il disegno di legge integra il Testo Unico dell’edilizia inserendo tra gli interventi di edilizia libera le modifiche interne di carattere edilizio sulla superficie coperta dei fabbricati adibiti ad esercizio d'impresa e quelle della destinazione d'uso dei locali adibiti ad esercizio d'impresa tra le attività di edilizia libera, per le quali non è necessario il titolo abilitativo, ma è richiesto l’invio della comunicazione all’amministrazione comunale prima di iniziare i lavori.
Per questi interventi e per le manutenzioni straordinarie, che non incidono sulle parti strutturali dell’edificio e non comportano né aumento delle unità immobiliari, né incremento dei parametri urbanistici, resta l’obbligo di indicare i dati identificativi dell’impresa  alla quale è affidato lo svolgimento dei lavori (leggi tutto).

Sportello unico edilizia
Lo Sportello Unico per l’Edilizia (SUE) d’ora in poi costituirà l’unico punto di accesso per il privato, in relazione a tutte le vicende amministrative riguardanti l’intervento edilizio e il relativo titolo abilitativo, e fornirà una risposta tempestiva in luogo di tutte le pubbliche amministrazioni coinvolte.Il nuovo SUE si occuperà di acquisire, anche mediante conferenza di servizi, gli atti di assenso delle amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumità e sarà l’unico ufficio competente a comunicare con il cittadino che ha richiesto il titolo abilitativo; gli altri uffici comunali e le P.A. diverse dal Comune, interessati al procedimento, dovranno inoltrare immediatamente al SUE denunce, domande, segnalazioni, atti e documenti eventualmente ricevuti (leggi tutto).
 
False Partite Iva
Le Commissioni Finanze e Attività Produttive della Camera hanno approvato un emendamento che modifica la Riforma del Lavoro (Legge 92/2012) voluta dal Ministro Elsa Fornero. In particolare, cambieranno i criteri per stabilire se una Partita Iva è vera o fittizia: i requisiti relativi al livello minimo di reddito e al periodo di lavoro per un stesso committente andranno valutati nell’arco di due anni consecutivi, e non su base annua come stabilito dal testo Fornero. Cioè, sarà considerato una “falsa Partita Iva” il collaboratore che percepisca dallo stesso committente più dell’80% del suo reddito annuo per due anni consecutivi e/o lavori per lo stesso committente per più di otto mesi all’anno ma nell’arco di due anni consecutivi (leggi tutto).

Piano Città e Politiche urbane
Il ddl prevede un piano per la riqualificazione delle aree urbane degradate e lo sviluppo delle città come motore per il settore edile. II Comuni inviano alla Cabina di regia proposte di interventi per la valorizzazione di aree urbane degradate indicando i finanziamenti necessari, i soggetti interessati, le eventuali premialità urbanistiche e i tempi per la realizzazione. I programmi di riqualificazione e sviluppo sono proposti dai Comuni ad una cabina di regia, che accorda i finanziamenti in base a valutazioni sugli effetti economici e sociali degli interventi. La cabina di regia seleziona le proposte in base all’immediata cantierabilità dell’intervento, alla capacità di attivare un effetto moltiplicatore del finanziamento pubblico nei confronti degli investimenti privati, nonché alla possibilità di risolvere i fenomeni di tensione abitativa, migliorare la dotazione infrastrutturale e valorizzare il patrimonio immobiliare e ambientale.
Con il nuovo testo si assiste inoltre alla nascita del Cipu, comitato interministeriale per le politiche urbane, istituito per coordinare le politiche urbane delle amministrazioni centrali e concertarle con le Regioni le autonomie locali, nella prospettiva della crescita, dell'inclusione sociale e della coesione territoriale. Il nuovo organismo sarà utile all'attuazione del Piano Città per il recupero delle aree urbane degradate (leggi tutto).
 
Liberalizzazione degli appalti
Le Commissioni referenti hanno dato l’ok a una proposta di modifica che anticipa al 2014 il momento a partire dal quale i concessionari autostradali dovranno mettere in gara il 60% dei lavori. L’emendamento approvato amplia la portata del Dl Sviluppo, che aveva fissato al 2015 la data di avvio del nuovo sistema, e del decreto sulle liberalizzazioni, che aveva ampliato dal 40% al 50% la quota di lavori da mettere obbligatoriamente in gara (leggi tutto).

Positivi i commenti dell'Ance, Associazione nazionale costruttori edili, che ha però sottolineato alcuni nodi irrisolti, come l'Imu sugli immobili invenduti e la detassazione a favore di chi acquista una casa di valore fino a 200 mila euro, ma anche la necessità di risposte concrete al problema dei ritardati pagamenti attraverso un adeguamento dei decreti alle specificità del settore edile.
Le più lette