Bagheria, per il Comune le attività di progettazione valgono un euro
26/09/2013 - Un euro per gli ingegneri e gli architetti chiamati a redigere progetti per la riqualificazione degli edifici scolastici. È quanto intende pagare il Comune di Bagheria (Palermo), incassando dure proteste da addetti ai lavori e Consigli degli ordini professionali.
Le richieste del Comune
Il Comune di Bagheria ha pubblicato di recente un avviso rivolto ad ingegneri e architetti, chiamati a manifestare la propria disponibilità ad assumere incarichi di progettazione per la partecipazione al bando relativo alla delibera CIPE 79/2012 contro la dispersione scolastica.
In sostanza, il Comune doveva progettare e realizzare opere per il risanamento delle scuole, ma data la ristrettezza dei tempi e la carenza di personale ha fatto ricorso a un bando per la selezione di professionisti in grado di occuparsi di questi compiti.
In base all’avviso, la redazione del progetto avrebbe costituito titolo preferenziale per l’affidamento della direzione dei lavori. Per le prestazioni, però, l’avviso prevedeva il compenso di un euro. Di fronte alle prime critiche, il sindaco aveva inoltre risposto che si trattava di beneficenza da parte dei professionisti e che non si richiedeva nessuna concorrenza sleale, ma che i progettisti sarebbero stati inseriti negli elenchi dei fiduciari del Comune.
Le reazioni dei professionisti
Diversa l’idea dei professionisti. In una lettera inviata al Comune, il Cnappc, Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, ha affermato che l’avviso costituisce un ricatto nei confronti di professionisti in disperata ricerca di lavoro.
Gli studi professionali, continua il Cnappc, “non possono permettersi di redigere il progetto di un'opera pubblica, con tutti gli oneri e le responsabilità che questo comporta, dietro l'insultante compenso di un euro”.
A detta del Cnappc l’avviso pubblico non prende in considerazione il lavoro intellettuale dei tecnici, ma allo stesso tempo il Comune non comprende che troppi problemi dell'edilizia pubblica italiana derivano anche dal non aver sviluppato in modo corretto i progetti che sono a monte delle opere non finite o costellate da problemi tecnici e amministrativi.
Il progetto, sostiene il Cnappc, deve essere inteso come programmazione del futuro di una comunità e il non rendersene conto pone l’Italia all’ultimo posto per incapacità di investimento dei Fondi Strutturali Europei e l’assenza di manutenzione e riqualificazione.
Il Cnappc ha quindi diffidato il Comune di Bagheria a proseguire le procedure relative all'avviso pubblico, ideato secondo una logica “aberrante che illegittima dal punto di vista normativo”.