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Il ddl ecoreati sarà approvato entro la prossima settimana

Il ddl ecoreati sarà approvato entro la prossima settimana

Pene più pesanti per i responsabili di danno e disastro ambientale, traffico di materiale radioattivo e intralcio dei controlli

Vedi Aggiornamento del 01/06/2015
Il ddl ecoreati sarà approvato entro la prossima settimana
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 01/06/2015
15/05/2015 - Diventerà legge entro la prossima settimana il ddl sui reati ambientali. Le Commissioni Ambiente e Giustizia del Senato hanno approvato senza modifiche il testo trasmesso dalla Camera.
 
Per l’approvazione definitiva in Aula del Senato ci sarà tempo fino al 21 maggio, poi scatterà la pausa per le elezioni amministrative, ma il Governo si è impegnato a concludere l’iter prima di questa data.
 
A parte la cancellazione del divieto di air-gun, una tecnica di ispezione dei fondali marini usata per rinvenire la presenza di idrocarburi nel sottosuolo, restano confermate le sanzioni più pesanti a carico dei responsabili dei reati ambientali.
 

Danno ambientale

Il danno ambientale sarà punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da 10 mila a 100 mila euro. Per danno ambientale si intende una compromissione o un deterioramento rilevante dello stato del suolo, del sottosuolo, delle acque o dell’aria, dell’ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna selvatica. La pena sarà aumentata in caso di danno ambientale in un’area naturale protetta o sottoposta a vincolo paesaggistico, ambientale, storico, artistico, architettonico o archeologico, o in danno di specie animali o vegetali protette.
 

Disastro ambientale

Il disastro ambientale, cioè l’alterazione irreversibile dell’equilibrio dell’ecosistema o in una alterazione la cui eliminazione risulti particolarmente onerosa e conseguibile solo con provvedimenti eccezionali, sarà punitola reclusione da cinque a quindici anni. In caso di reati colposi, cioè non commessi volontariamente, le pene saranno diminuite da un terzo alla metà.
 

Traffico e abbandono di materiale radioattivo

punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da 10 mila a 50 mila euro chi cede, acquista, riceve, trasporta, importa, esporta, procura ad altri, detiene o trasferisce materiale ad alta radioattività. La pena è aumentata se da queste attività deriva il pericolo di compromissione o deterioramento del suolo o dell’ecosistema.

Chi intralcia i controlli subirà la reclusione da sei mesi a tre anni.
 
La nuova norma prevede il ravvedimento operoso. Ciò significa che chi eviterà ulteriori danni collaborando con la Giustizia o provvedendo alla bonifica e al ripristino stato dei luoghi potrà beneficiare di uno sconto della metà o di due terzi della pena.
 
La condanna implica sempre la confisca delle cose che costituiscono il prodotto del reato o che sono servite a commetterlo.


 
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