
I professionisti saranno equiparati alle PMI nell’accesso ai fondi europei
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I professionisti saranno equiparati alle PMI nell’accesso ai fondi europei
Stabilità 2016: le Regioni dovranno includere le Partite Iva nei bandi
Vedi Aggiornamento
del 05/06/2023

Vedi Aggiornamento del 05/06/2023
24/11/2015 - I professionisti saranno equiparati alle piccole e medie imprese (PMI) nell’accesso ai fondi europei. Se l’Unione Europea si era già espressa in tal senso, il maxiemendamento al disegno di Legge di Stabilità per il 2016 lo ha messo nero su bianco per colmare alcune lacune che di fatto potevano comportare la loro esclusione.
In base al ddl di Stabilità per il 2016, i professionisti sono considerati esercenti attività economica a prescindere dalla forma giuridica rivestita. In quanto tali possono quindi accedere alle risorse europee perché tra loro e le imprese non c’è nessuna differenza.
I contenuti del disegno di legge si adeguano alla raccomandazione della Commissione Europea 2013/361/CE, al Regolamento europeo 1303/2013 e alle linee d’azione per le libere professioni del piano imprenditorialità 2020.
La novità era stata subito accolta con favore, ma il presidente dell'Adepp, Andrea Camporese, aveva sottolineato la necessità che le Regioni, cioè gli enti che materialmente gestiscono l’erogazione di questi fondi, si adeguassero scrivendo bandi chiari ed esplicitamente aperti ai liberi professionisti.
Apre, l’Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea che opera in stretto collegamento con il Miur, aveva inoltre rilevato che nei fatti si continuava a chiedere al proponente il possesso della personalità giuridica Un’incongruenza di fondo con quanto previsto dall’Ue che avrebbe relegato i professionisti ad assumere subcontratti dalle imprese.
Il disegno di legge di Stabilità per il 2016 chiarisce ora che per l’accesso ai fondi Ue non sarà importante la forma giuridica. Di fatto professionisti e imprese saranno sullo stesso piano. Ora manca solo l’adeguamento dei bandi delle Regioni alle nuove indicazioni normative.
“Una vittoria per tutti i liberi professionisti” ha commentato il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, che ha aggiunto “a questo punto non ci sono più alibi per escludere i professionisti dai Piani operativi regionali e nazionali della programmazione 2014/2020 dei fondi strutturali europei”.
“Accogliamo questa equiparazione con estrema soddisfazione. - ha dichiarato Armando Zambrano, Coordinatore della Rete delle Professioni Tecniche - La struttura economica del Paese sta cambiando, è necessario che le politiche economiche facciano altrettanto. Dopo questo successo, per noi ora si apre una partita molto importante perché i POR e i PON ad oggi prevedono misure in via esclusiva tarate sulle imprese di tipo industriale e di servizi. Tutto questo dovrà cambiare”.
“L’accesso ai FSE - ha affermato Leopoldo Freyrie, presidente del il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC), che finalmente la Legge di Stabilità 2016 ha riconosciuto ai liberi professionisti, è effettivamente un traguardo importante, ma deve essere anche il primo passo per una piena equiparazione delle Professioni alle PMI. Ci auguriamo che a partire da questa norma Governo e Parlamento si adoperino per rimuovere tutti gli ostacoli che ancora impediscono ai professionisti di accedere alle opportunità e agli incentivi che possono favorire lo sviluppo degli studi professionali.”
Stabilità 2016: professionisti come imprese
I liberi professionisti saranno equiparati alle piccole e medie imprese per l'accesso ai fondi strutturali europei FSE e FERS e ai piani operativi POR e PON, previsti nella programmazione 2014/2020.In base al ddl di Stabilità per il 2016, i professionisti sono considerati esercenti attività economica a prescindere dalla forma giuridica rivestita. In quanto tali possono quindi accedere alle risorse europee perché tra loro e le imprese non c’è nessuna differenza.
I contenuti del disegno di legge si adeguano alla raccomandazione della Commissione Europea 2013/361/CE, al Regolamento europeo 1303/2013 e alle linee d’azione per le libere professioni del piano imprenditorialità 2020.
Professionisti e Fondi Ue: finora rischio di esclusione
L’anno scorso Antonio Tajani, che rivestiva la carica di vicepresidente della Commissione Europea, ha chiarito che sarebbero stati disponibili anche per i professionisti i fondi strutturali gestiti a livello nazionale o regionale, gli 80 miliardi di fondi Horizon 2020 per la ricerca e l’innovazione e i 2,4 miliardi di fondi Cosme, studiati per la competitività e la crescita economica. L’Unione Europea, che prima non permetteva ai professionisti di accedere alle agevolazioni per le imprese, ha infatti deciso di correggere il tiro valorizzando il giro d’affari creato dai professionisti.La novità era stata subito accolta con favore, ma il presidente dell'Adepp, Andrea Camporese, aveva sottolineato la necessità che le Regioni, cioè gli enti che materialmente gestiscono l’erogazione di questi fondi, si adeguassero scrivendo bandi chiari ed esplicitamente aperti ai liberi professionisti.
Apre, l’Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea che opera in stretto collegamento con il Miur, aveva inoltre rilevato che nei fatti si continuava a chiedere al proponente il possesso della personalità giuridica Un’incongruenza di fondo con quanto previsto dall’Ue che avrebbe relegato i professionisti ad assumere subcontratti dalle imprese.
Il disegno di legge di Stabilità per il 2016 chiarisce ora che per l’accesso ai fondi Ue non sarà importante la forma giuridica. Di fatto professionisti e imprese saranno sullo stesso piano. Ora manca solo l’adeguamento dei bandi delle Regioni alle nuove indicazioni normative.
I commenti
Per la senatrice e Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Simona Vicari, si tratta di un importante passo avanti che “ha dato risposte certe alle esigenze e alle richieste delle libere professioni. L’intervento normativo nazionale avanzato deve ora indirizzare le Regioni ad una interpretazione europea uniforme”.“Una vittoria per tutti i liberi professionisti” ha commentato il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, che ha aggiunto “a questo punto non ci sono più alibi per escludere i professionisti dai Piani operativi regionali e nazionali della programmazione 2014/2020 dei fondi strutturali europei”.
“Accogliamo questa equiparazione con estrema soddisfazione. - ha dichiarato Armando Zambrano, Coordinatore della Rete delle Professioni Tecniche - La struttura economica del Paese sta cambiando, è necessario che le politiche economiche facciano altrettanto. Dopo questo successo, per noi ora si apre una partita molto importante perché i POR e i PON ad oggi prevedono misure in via esclusiva tarate sulle imprese di tipo industriale e di servizi. Tutto questo dovrà cambiare”.
“L’accesso ai FSE - ha affermato Leopoldo Freyrie, presidente del il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC), che finalmente la Legge di Stabilità 2016 ha riconosciuto ai liberi professionisti, è effettivamente un traguardo importante, ma deve essere anche il primo passo per una piena equiparazione delle Professioni alle PMI. Ci auguriamo che a partire da questa norma Governo e Parlamento si adoperino per rimuovere tutti gli ostacoli che ancora impediscono ai professionisti di accedere alle opportunità e agli incentivi che possono favorire lo sviluppo degli studi professionali.”
Norme correlate
Legge dello Stato 28/12/2015 n.208
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di Stabilità 2016)
Approfondimenti
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