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Stefano Boeri: ‘in Italia troppi architetti rispetto alla domanda’

Stefano Boeri: ‘in Italia troppi architetti rispetto alla domanda’

‘Il segreto per la sopravvivenza è solo uno: avere il coraggio di muoversi’

Vedi Aggiornamento del 09/03/2016
Stefano Boeri: ‘in Italia troppi architetti rispetto alla domanda’
di Alessandra Marra
Vedi Aggiornamento del 09/03/2016
02/02/2016 - “In Italia il numero degli architetti è sproporzionato rispetto alla domanda. In questo contesto il segreto per la sopravvivenza è solo uno: avere il coraggio di muoversi ".
 
A sostenerlo Stefano Boeri, archistar pluripremiata per il suo innovativo Bosco Verticale di Milano, in un'intervista all’Agenzia Giornalistica Italia (AGI). 
 

Architetti italiani: le criticità per Boeri

Secondo Boeri l'Italia conta oltre quattro milioni di edifici che dovrebbero essere abbattuti e ricostruiti secondo i nuovi criteri di sostenibilità ed estetica. L’architetto ha dichiarato: "Siamo all'interno di un trend negativo. Fatta eccezione di qualche segnale di ripresa tra Roma, Milano e il Nord Est, nel resto d'Italia si costruisce molto poco".
 
A questa prima causa di crisi del settore si unisce una seconda legata "all'altissimo, quasi sproporzionato, numero degli architetti rispetto alla domanda": troppi professionisti, una concorrenza spietata e committenti in difficoltà economiche che tirano sul prezzo.
 
Boeri ha infatti dichiarato: "Purtroppo non esiste una parcella minima, una linea di demarcazione rigida, perché il mercato è diverso e il costo del lavoro cambia da città e città. È necessario impostare con i committenti un rapporto economico molta lucido in cui non bisogna mai cedere al sottoprezzo, ma allo stesso tempo non bisogna andare fuori mercato. Si tratta di un'oscillazione molto delicata, e non sempre l'Ordine è in grado di andare in supporto. La conseguenza è che il professionista si ritrova solo".
 
“Il 10% degli architetti del mondo è italiano e la maggior parte vuole lavorare all'interno dei confini italiani. Niente di più sbagliato", ha continuato l'architetto. "In questo contesto il segreto per la sopravvivenza è solo uno: avere il coraggio di muoversi. Il mondo intero è terreno di progettazione, un architetto italiano capace è molto apprezzato. Girando il mondo incontro giovani architetti italiani molto affermati e stimati in Cina come nei Paesi arabi e negli Stati Uniti".
 
"L'architettura italiana è un bene oggi esportabile con successo, però va fatto con gli istituti di cultura e di commercio". Infine ha consigliato: “E’ necessario continuare ad avere fiducia nel luogo di origine. E’ importante non perdere mai il contatto con il proprio territorio o luogo di origine, sia esso una grande città o un paesino. E' il primo fondamentale luogo di lavoro, magari all'inizio si progettano piccole cose, ma quando si torna, con le spalle più larghe, si può prendere parte a lavori più importanti" ha concluso Boeri.
 

Edilizia sostenibile e rigenerazione

Questi temi sono stati ripresi durante l’incontro “Gli alberi nel cielo e il futuro delle città - Dialogo con Stefano Boeri”, tenutosi il 28 gennaio 2016 presso il Senato della Repubblica (Palazzo Giustiniani). L'incontro, promosso dal senatore Roberto Cociancich, ha visto anche la partecipazione del Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, Boeri e di Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. 
 
Il Consiglio Nazionale Architetti ha infatti sottolineato l’importanza di rigenerare gli edifici da un punto di vista energetico “non solo per rispettare un obbligo comunitario, ma per aumentare il PIL e contenere i consumi energetici, senza bisogno di grandi investimenti pubblici”.

Leopoldo Freyrie ha dichiarato: “Ci auguriamo che si colga l’opportunità del bando per la riqualificazione delle periferie per  avviare un’agenda urbana efficace e compiere scelte innovative delle quali hanno bisogno le nostre città e i cittadini italiani. Per farlo serve che si  valorizzino i  progetti di qualità, vengano superati i complicati e farraginosi meccanismi burocratici  per dare vita ad  un grande progetto d’investimento di idee sulle città, prevedendo coraggiosi strumenti operativi che consentano di realizzare interventi di vera rigenerazione urbana”.
 
“Come architetti siamo responsabili nei confronti della  comunità dei cittadini, perché l’architettura e l’urbanistica sono pubbliche per definizione, ed è per noi imprescindibile mantenere sempre vivo il dialogo con coloro che abitano case e città. Lo siamo anche verso l’ambiente e la storia e questo vuol dire esserlo verso il futuro. Responsabilità delle istituzioni è, invece, quella di rimettere al centro della strategia del nostro Paese la politica per le città e di scrivere regole e norme adatte ad attuarle” ha concluso Freyrie.
 
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