07/04/2016 - Delineare in modo chiaro le competenze dei professionisti tecnici per evitare contenziosi. È uno dei problemi sollevati dal
Piano nazionale di riforma delle professioni, che il Dipartimento Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei ministri ha inviato alla Commissione Europea nei giorni scorsi.
Il piano nazionale prevede anche la revisione dei percorsi formativi dei professionisti tecnici per adeguarsi alle attività professionali da svolgere. Argomenti di cui si occuperà nel dettaglio il tavolo tecnico istituito presso il Ministero della Giustizia, cui parteciperanno Ordini professionali e Governo.
Professionisti tecnici e sovrapposizione delle competenze
Architetti, ingegneri, geometri e periti svolgono in via concorrente opere di edilizia civile che comprendono interventi in materia di edilizia pubblica e privata e urbanistica, dal momento della progettazione a quello del collaudo, attività di coordinamento della sicurezza per appalti pubblici e privati e attività di certificazione, ad esempio antincendio ed energetica.
Il piano nazionale mette in risalto che dalla lettura delle norme spesso la linea di confine delle attività riservate in via esclusiva a ciascuna professione è molto sottile e l’esistenza di attività svolte in concorrenza con altri professionisti provoca confusione e numerosi contenziosi.
Nelle riunioni bilaterali con le amministrazioni competenti e con gli Ordini professionali è emersa quindi l’esigenza di definire in maniera più chiara le competenze di ciascuna professione e metterle nero su bianco in un Testo unico sulle professioni tecniche. Il tavolo tecnico lavorerà a questa soluzione per eliminare i conflitti sulle
competenze professionali che spesso rallentano e fanno lievitare i costi dei lavori.
Formazione e accesso alle professioni tecniche
Il piano nazionale analizza nel dettaglio la situazione di ogni professione, focalizzando l’attenzione sugli aspetti che il Tavolo tecnico potrà risolvere o decidere di tralasciare.
Per gli
architetti il documento sottolinea che, rispetto ai liberi professionisti, i dipendenti non hanno l’obbligo dell’esame di Stato e dell’iscrizione all’Albo perchè il datore di lavoro si assume i rischi per eventuali errori. Si crea quini una situazione di disparità.
Alla professione di
geometra si accede con specifico diploma di scuola superiore, laurea triennale o diploma universitario, cui devono seguire dei periodi di tirocinio. Si tratta di percorsi terminati i quali le competenze non emergono in modo chiaro. Soprattutto nei casi in cui è stata conseguita una laurea i ruoli possono confondersi con quelli dell’ingegnere e dell’architetto.
Per tutte le specializzazioni dell’
ingegneria, il piano nazionale mira ad adeguare i percorsi formativi all’evoluzione tecnologica con cui i professionisti devono poi confrontarsi nella pratica del lavoro.
Il piano ritiene inoltre necessaria una semplificazione nella formazione dei
periti industriali. La professione conta trentasette specializzazioni, mentre l’Albo è diviso in sette sezioni. Per accedervi, con esame di Stato, è aver conseguito il diploma di maturità specifico o il diploma di laurea. In questo ultimo caso si può essere ammessi a tredici esami di stato. Il piano nazionale prevede quindi la semplificazione e l’accorpamento delle diverse specialità per aree tematiche similari.
La situazione generale delle professioni in Italia
Al momento in Italia ci sono 174 professioni regolamentate. Per ciascuna di esse sono stati analizzati gli obiettivi della regolamentazione, l’adeguatezza delle misure e le eventuali criticità emerse. Il censimento delle professioni regolamentate è stato voluto dalla “
operazione trasparenza” prevista dalla Direttiva 2013/55/UE sul riconoscimento delle qualifiche professionali.
Nuove professioni regolamentate col Piano di riforma
Nel vecchio database, che conteneva 143 professioni, ne sono entrate altre 31, tra cui
conduttore impianti termici,
perito industriale in costruzioni ambiente e territorio, perito industriale in impiantistica elettrica ed automazione, perito industriale in meccanica ed efficienza energetica, perito industriale in prevenzione e igiene ambientale, tecnico del restauro dei beni culturali.
Gli elenchi sono stati aggiornati grazie alla collaborazione tra Dipartimento Politiche Europee, Regioni e l’Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori (Isfol).