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Edilportale Tour 2016 a Cagliari: dare gambe ad un’idea di sviluppo sostenibile

Edilportale Tour 2016 a Cagliari: dare gambe ad un’idea di sviluppo sostenibile

Professor Desogus: ‘se questi eventi sono così seguiti, vuol dire che la voglia di formazione c’è’

Vedi Aggiornamento del 20/05/2016
Edilportale Tour 2016 a Cagliari: dare gambe ad un’idea di sviluppo sostenibile
Vedi Aggiornamento del 20/05/2016
06/04/2016 - “L’architettura è davvero benessere. Penso che la gente voglia sentirsi bene in uno spazio... Da un lato si tratta di un riparo, dall’altro si tratta anche di un piacere”. Con le parole di Zaha Hadid si è aperta ieri a Cagliari la settima tappa di Edilportale Tour 2016.
 
Dopo il doveroso omaggio all’archistar anglo-irachena recentemente scomparsa, i lavori sono entrati nel vivo, con l’interessante intervento di Antonello Sanna, docente al Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, Architettura dell’Università di Cagliari: “Bisogna avere una visione del mondo che deve tornare ad essere più ambientalmente responsabile e più etica. Se vogliamo uscire dalla crisi non abbiamo alternativa: dobbiamo dare gambe ad un’idea di sviluppo sostenibile”.
 
Per fare questo è necessario rapportarsi alla riqualificazione secondo un approccio che valuta e analizza tutto il ciclo di vita di un edificio. In questo - secondo Sanna - “l’Università deve avere una nuova missione: non solo ente di formazione e ricerca ma, anche, ente al servizio del territorio. Non si esce dalla crisi se non si fa sistema”. Bisogna dare organicità ai programmi che sono oggi in campo.
 
Ma quali solo le criticità e gli ostacoli che ancora oggi i professionisti incontrano negli interventi di riqualificazione energetica? La risposta prova a darla Giuseppe Desogus, docente al Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, Architettura dell’Università di Cagliari: “bisogna operare con degli interventi importanti che considerino il concetto di riqualificazione secondo un approccio sistemico. I nostri edifici hanno bisogno di riqualificazione sotto tanti punti di vista. Bisogna concepirli come un sistema che deve essere integrato nelle sue singole parti e migliorato in un’ottica di riqualificazione secondo diversi punti di vista”.
 
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Solo così si può arrivare a concepire l’edificio come un Nearly Zero Energy Building (NZEB), come illustrato da Claudio Del Pero, docente al Dipartimento Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito del Politecnico di Milano. “È necessario ridurre il fabbisogno energetico dell’involucro”. Inevitabile è l’intervento su quest’ultimo e ricorrere alle fonti rinnovabili”.
 
Solo intraprendendo questa strada si può arrivare a concepire l’edificio ad energia quasi zero: strutture che contemporaneamente rispettino il Decreto Requisiti Minimi e abbiano una copertura del 50% dei consumi per riscaldamento, raffrescamento e acqua calda sanitaria. Tutto ciò serve a concepire l’edificio, o l’insieme degli edifici, in un’ottica di risparmio energetico a livello globale e contemporaneamente genera benessere abitativo per chi lo vive.
 
Questo benessere, però, necessita di una quantificazione. “Il miglior kilowattora risparmiato è il kilowattora non consumato” secondo Francesco Nesi, Direttore di ZEPHIR - Passivhaus Italia. Su questa base si fonda un atteggiamento progettuale come quello della Passivhaus: concetto low-cost che tende al comune raggiungimento del benessere e del risparmio, in grado di delineare le migliori soluzioni progettuali in base alle esigenze del committente ed alle ‘condizioni a contorno’ presenti in fase di progettazione.
 
A dare soluzioni concrete e tecniche alla platea è stato Carlo Luisi (Ruredil) con il consolidamento ed il ripristino della parte strutturale dell’edificio. Utilizzando la fibra in P.B.O. è possibile avere un sistema con più performace ma con una tecnologia meno invasiva.
 
Sono seguiti gli interventi di: Marco Sandri (Italcementi) con nuovi percorsi per la sostenibilità nelle costruzioni con la malta cementizia biodinamica destinata ad elementi architettonici non strutturali dalle geometrie complesse e a sezione sottile; Giuseppe Perrica (Tecnova Group) con interessanti spunti sulle tecnologie per il comfort abitativo ed il risparmio energetico, come le microsfere in ceramica vacuizzate utilizzate per le missioni spaziali della NASA e trasferite nell’edilizia perché in grado di garantire efficienza energetica.
 
A chiusura della giornata Sabatino Faraone (Faraone) ha mostrato ai tecnici un nuovo modo di concepire scale in vetro, facciate e balaustre: elementi dal design elegante, in linea con le esigenze delle committenze ma soprattutto conformi alle norme vigenti in Italia e all’estero. Per tale ragione è stato realizzato un laboratorio in cui vengono costantemente effettuati test sui prodotti realizzati.
 
I numeri della tappa di Cagliari parlano chiaro: “Se eventi di questo genere sono così seguiti - ha concluso Desogus - vuol dire che la voglia di formazione c’è”.
 
ISCRIVITI ALLA TUA TAPPA
 
La partecipazione dà diritto a crediti formativi per ingegneri, geologi, geometri (secondo quanto deciso dai singoli Ordini e Collegi professionali provinciali), a 4 crediti formativi per architetti e a 4 crediti formativi per periti industriali, utili all’assolvimento dell’obbligo di aggiornamento professionale.

Edilportale Tour è un’iniziativa di Edilportale in collaborazione con VeluxTecnova GroupAlubel.
 
Con la partecipazione di: Italcementi, Beta Formazione, Duravit, Rubinetterie Zazzeri, Isopan, Hella, Eurothex, Jansen, Rockwool, Robur, Idrosistemi, Rockfon, Riverclack, New Coming, Mogs, Olimpia Splendid, CVR, Acmei, Pantherm, Ruredil, Faraone, MV Line, Fibrotubi, Tecnostrutture, Tile of Spain, GG Consulting, Metal.Ri, Ottimax Italia, HP Italy.
 
Partner organizzativo: Agorà
 
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