Cresme: ‘nel 2015 è iniziato il primo ciclo dell’ambiente costruito’
20/10/2016 - La fase recessiva del settore delle costruzioni è finita nel 2015 e si è avviato un ciclo nuovo, il “primo ciclo dell’ambiente costruito” lo ha definito Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme - sottolineando l’importanza della riqualificazione del patrimonio esistente, ormai pari al 73% del valore della produzione del settore nel 2016, attraverso l’integrazione tra costruzioni, impianti e servizi”.
È questo il dato saliente del XXIV Rapporto Congiunturale Previsionale del Cresme, realizzato quest’anno con il patrocinio di SAIE e con il contributo di Integra, Sistemi Urbani, Cnce e Formedil, presentato il 18 ottobre a Bologna.
Il tasso di crescita degli investimenti nel settore delle costruzioni nel 2016 è del 2,2%, mentre nel 2017 sarà del 2,6%. “Il mercato è trainato nel 2016 dagli investimenti in manutenzione straordinaria e riqualificazione del patrimonio energetico, dalle opere pubbliche e dall’edilizia non residenziale di nuova costruzione. Il motore principale della nuova fase ciclica - ha spiegato Bellicini - è l’attività di manutenzione straordinaria e ordinaria del patrimonio esistente che per l’Italia vale l’82%”.
Molto positivi sono anche i dati nei primi 9 mesi del 2016, che descrivono le compravendite immobiliari, il credito alle famiglie, la vendita di finiture e impianti, la vendita di macchine movimento terra. Non ci sono invece segnali positivi dalla nuova produzione residenziale che continua a frenare: nel 2016 gli investimenti in nuove costruzioni residenziali in Italia sono di poco superiori all’8% del valore della produzione dell’intero mercato delle costruzioni.
Il valore della produzione del mercato delle costruzioni nel 2016 è stato di 166,2 miliardi di euro (contro i 165,5 miliardi di euro del 2015) ma si consideri che il valore degli investimenti in fonti energetiche rinnovabili è stato stimato pari a 1,6 miliardi di euro, considerando che nel 2010 superava i 32 miliardi. Tra i dati critici anche quello della mancata crescita dell’occupazione nel settore delle costruzioni. Ma “un insieme di nuove norme e direttive - si legge nel rapporto Cresme - ha puntato negli ultimi anni a riconfigurare il settore verso nuovi modelli operativi”.
Il motore principale dell’innovazione resta quella tecnologica, l’evolversi di modelli organizzativi e la crescita di produttività. Non solo, il mercato delle costruzioni e quello delle infrastrutture hanno via via integrato quello degli impianti, allagandosi al mondo dei servizi. Ne consegue che il partenariato pubblico e privato, il facility management, l’energy technology e la gestione sono temi centrali per ripensare come innovare il mercato, sposando innovazione tecnologica e digitalizzazione.
Alla presentazione è intervenuto Franco Boni, presidente di BolognaFiere, che ha ripreso il piano del governo per l’Industria 4.0 sottolineando che il settore delle costruzioni sta partecipando attivamente alla sfida di rinnovamento e innovazione.
Da BolognaFiere anche una proposta concreta per testare sul campo la sfida. “Un piccolo contributo lo daremo anche noi come BolognaFiere - ha dichiarato il presidente - nell’immediato futuro il Quartiere fieristico sarà interessato da un importante programma di revamping e ampliamento che integrerà bellezza ed efficienza energetica. Avvieremo un concorso e coinvolgeremo architetti e ingegneri”.