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Progettazione gratis, Comune Catanzaro: ‘vantaggi per tutta la comunità’

Progettazione gratis, Comune Catanzaro: ‘vantaggi per tutta la comunità’

Cnappc: ‘cittadini di Catanzaro forse considerati di serie B, disinteresse del Comune per il destino delle opere pubbliche della città’

Vedi Aggiornamento del 30/11/2017
foto: TurisCalabria.it
foto: TurisCalabria.it
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 30/11/2017
10/10/2017 - Lavorare gratis è possibile se arreca un vantaggio alla comunità. Questo, in sintesi, quanto dichiarato in una lettera dall’architetto Giuseppe Lonetti, dirigente del Settore Urbanistica del Comune di Catanzaro, dopo le accese proteste dei professionisti contro la sentenza con cui il Consiglio di Stato ha affermato che la mancanza di un compenso non va contro la legge, ma viene bilanciata da un ritorno di immagine per il professionista.
 
Lonetti si è scagliato prevalentemente contro le dichiarazioni di Giuseppe Cappochin, presidente dell'Ordine degli Architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori (Cnappc), che all'indomani della sentenza ha parlato di "caporalato intellettuale e professionale".

Non si è fatta attendere la risposta di Cappochin, che ha accusato il Comune di "totale disinteresse per il destino delle opere pubbliche della città".
 

Incarichi gratis, la posizione del Comune di Catanzaro

In una nota, inviata al Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Giuseppe Cappochin, e a tutti i Consiglieri Nazionali, il funzionario del Comune ha definito sconcertante e angosciante” l’intervento di Cappochin, che a suo avviso “non ha adeguata contezza dei limiti afferenti i suoi compiti istituzionali”.
 
Lonetti difende il suo operato e quello dei colleghi. “Nel nostro ruolo di funzionari della Pubblica Amministrazione, abbiamo approfondito la normativa vigente soprattutto con riferimento al principio di concorrenza e libertà di mercato, principio cardine dell’Unione Europea. Il procedimento è stato gestito con la massima trasparenza e correttezza amministrativa nell'assoluto perseguimento dell'interesse pubblico, infatti, per garantire ulteriormente l'amministrazione comunale, abbiamo ritenuto, prima di indire il bando,  di chiedere specifico parere alla Corte dei Conti incidendo tale procedimento sul contenimento della spesa pubblica; sulla scorta del parere dettagliatamente favorevole abbiamo dato corso al bando malgrado le ripetute offese mediatiche ricevute dagli Ordini locali”.
 
E aggiunge “Il Consiglio di Stato ha stabilito la legittimità della procedura con argomentazioni giuridiche insuperabili e, soprattutto, orientate al pieno rispetto e applicazione della normativa europea. In sostanza, sulla questione degli incarichi gratuiti si è sempre determinata favorevolmente la Cassazione Civile, la Corte dei Conti e ora il Consiglio di Stato”.
 

Incarichi gratis, Comune Catanzaro: ‘intimidazioni degli Ordini’

Nella nota Lonetti scrive che al momento alla gara ha partecipato solo una ATP (Associazione Temporanea di Professionisti). Colpa, sostiene, delle “intimidazioni formalmente esercitate dagli Ordini e che non potranno non essere attenzionate dall'AGCM (Antitrust) che per motivi similari ha già sanzionato, con conferma del Consiglio di Stato nel 2016, il Consiglio Nazionale Forense per un importo di un milione di euro”.
 

Comune Catanzaro: ‘risorse risparmiate per la sicurezza’

Nella nota Lonetti sottolinea che si garantirà un risparmio di almeno 600mila euro. “Risparmio da cui trarrà beneficio la comunità catanzarese in quanto le ridotte risorse economiche disponibili, considerata la nota carenza finanziaria di tutti i comuni, saranno utilizzate per interventi urgenti di messa in sicurezza delle scuole, delle strade o di un miglioramento del decoro urbano. I progettisti che saranno incaricati, invece, ne avranno forte immagine professionale e miglioramento dei curricula personali concretizzandosi le posizioni giuridiche assunte dalla Cassazione Civile, dalla Corte dei Conti e dal Consiglio di Stato nel rispetto della concorrenzialità e libertà di mercato principio cardine della Unione Europea”.
 

Comune Catanzaro: ‘vita breve per l’obbligo del DM Parametri’

“Con riguardo al riferimento del presidente Cappochin alle modifiche normative introdotte dal decreto correttivo al codice appalti (D.lgs.50/2016), in particolare alla reintroduzione del decreto parametri (DM 17 giugno 2016) sulle prestazioni professionali - continua la nota - è bene ricordare le riserve negative espresse dal Consiglio di Stato alla luce del contrasto con la normativa europea. In prospettiva, tali modifiche potrebbero non avere vita giuridica lunga in seguito alle elezioni politiche della prossima primavera anche perché, ancora una volta, si va ad inficiare il Decreto Bersani sulla eliminazione dei minimi tariffari e, soprattutto, il principio fondamentale dell'Unione Europea di concorrenzialità e libertà di mercato”.
 
Secondo Lonetti, “allo stato attuale, in seguito al reinserimento del Decreto parametri uno stesso intervento avrà per la pubblica amministrazione un costo minimo tre volte superiore a quello richiesto al privato che invece beneficia della concorrenza e libertà di mercato”.
 
Lonetti conclude la sua nota promettendo non solo di accertare se le offese ricevute costituiscono diffamazione, ma anche di rivolgersi all’Antitrust, al Ministero della Giustizia, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e alla Corte dei Conti per capire se il comportamento degli Ordini ha condizionato la concorrenza e se l norme che impongono il DM parametri siano conformi ai limiti della spending review.
 

Cappochin: ‘cittadini di Catanzaro considerati forse di serie B’

“Quello che colpisce nelle irricevibili affermazioni di un dirigente del Comune del Catanzaro dopo l’intervento del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori - risponde Giuseppe Cappochin - è il totale disinteresse nei confronti dei cittadini di Catanzaro, considerati, forse, di serie B e non degni, quindi, di poter usufruire, come gli altri, di scelte strategiche e, di conseguenza, di opere pubbliche di qualità”.
 

Cappochin: ‘la qualità ha un costo’

“É bene che tutti tengano ben presente - si legge nella nota diramata dal Cnappc - che il Piano di una città è un impegno progettuale strategico dal quale deve nascere un nuovo paradigma della qualità della vita urbana, affinché la città sia, sempre più ed allo stesso tempo, un luogo desiderabile dove vivere, lavorare, formarsi, conoscere e divertirsi e luogo produttivo e attrattivo per gli investimenti, per i giovani, per i ricercatori e professionisti di talento. Ma la qualità ha un costo, comunque di gran lunga inferiore al plusvalore che è in grado di generare, principio questo che, ovviamente, vale sempre anche per le prestazioni professionali”.
 

Cappochin: ‘la sentenza è una vittoria di Pirro’

“Entrando, poi, nel merito della sentenza - continua - va sottolineato come essa rappresenti, per il Comune di Catanzaro, una vittoria di Pirro: quella procedura di gara, bandita oggi, sarebbe nulla ai sensi dell'art. 24 comma 8 del D.Lgs 50/2016, che prevede obbligatorio l'utilizzo del Decreto Parametri. Obbligatorietà che rappresenta una conquista per gli architetti italiani grazie all’accoglimento dei nostri emendamenti al Codice degli Appalti affinchè fosse introdotta. La sentenza del Consiglio di Stato ha “fotografato”, invece, solo la normativa vigente in precedenza senza considerare che oggi non è più attuabile una procedura di gara bandita senza compensi per i professionisti”.
 

Cnappc, battaglia contro le prestazioni gratuite

“La responsabilità del ruolo da me ricoperto, in qualità di Presidente del Consiglio Nazionale, mi impone - prosegue Cappochin -  di intervenire sempre laddove venga svilito l’interesse pubblico connesso all’esercizio della professione di architetto e di proseguire la battaglia contro le prestazioni gratuite, nel rispetto del principio che la professionalità e le competenze di ciascun professionista debbano essere sempre adeguatamente retribuite”. 
 
“A chi si è ritenuto personalmente offeso come professionista a seguito dell’intervento del Consiglio Nazionale sulla sentenza del Consiglio di Stato suggerisco di rileggere il proprio Codice Deontologico il quale prevede che l’assenza di compensi venga considerata pratica anticoncorrenziale scorretta e distorsiva dei normali equilibri di mercato e costituisce grave infrazione disciplinare. E il voler bandire una gara a compensi zero viola tale principio deontologico”.
 
Per il Consiglio Nazionale la sentenza del Consiglio di Stato disattende, poi, i principi del Trattato Ue e gli articoli della Direttiva 2014/24/UE e quello che si ritiene essere un bando a tutela della concorrenza è in realtà una "discriminazione alla rovescia", principio anch'esso di matrice comunitaria.  Questo poiché la concezione della procedura d’appalto con il compenso di un euro limita enormemente la possibile partecipazione, contravvenendo all’obiettivo di favorire una concorrenza reale tra i professionisti nel mercato dei servizi dell’architettura e dell’ingegneria. Utilizzare la concorrenzialità per arrivare al concetto di gratuità, come effettuato dal Consiglio di stato, è quindi un criterio che restringe la concorrenza anziché ampliarla.
 
A ciò si aggiunga, continua la nota, “il vantaggio ed il beneficio che acquisisce la Pubblica Amministrazione da una prestazione gratuita, e che il bando del Comune di Catanzaro costituisce per lo stesso Comune anche un indebito arricchimento ai sensi degli articoli 2041 e 2042 del Codice Civile tuttora vigenti”.
 
“Interverremo con tutte le necessarie azioni - annuncia Cappochin - per ribaltare le superabili argomentazioni giuridiche che sono alla base della sentenza del Consiglio di Stato avendo come obiettivo il futuro delle città italiane, che meritano progettazioni di qualità, e quello dei professionisti italiani, vero patrimonio culturale, tecnico e scientifico del nostro Paese”.
 
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