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Danilo Toninelli Ministro delle Infrastrutture, cosa lo attende?

Danilo Toninelli Ministro delle Infrastrutture, cosa lo attende?

Codice Appalti, investimenti per le infrastrutture, BIM e detrazioni fiscali: i temi che il neo-Ministro del Governo Lega-M5S troverà sul tavolo del dicastero

Vedi Aggiornamento del 16/07/2018
Danilo Toninelli Ministro delle Infrastrutture, cosa lo attende?
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 16/07/2018
01/06/2018 - Sarà Danilo Toninelli del Movimento 5 Stelle il nuovo Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del Governo Lega-M5S presieduto da Giuseppe Conte, che ha giurato questo pomeriggio al Quirinale.
 
Chi è Danilo Toninelli, cosa troverà sul tavolo, quali urgenze e sfide dovrà affrontare appena insediato?
 

Danilo Toninelli, Ministro delle Infrastrutture e Trasporti

Classe 1974, laureato in Giurisprudenza all’Università di Brescia, ha lavorato per due anni nell’Arma dei Carabinieri, poi come consulente assicurativo. È stato uno dei promotori del meet-up della sua città; nel 2013 è stato eletto alla Camera, dove ha presentato proposte di legge per l’abolizione delle province, l’introduzione del plurilinguismo nelle scuole dell’infanzia e il finanziamento della messa in sicurezza delle scuole, ma soprattutto per modificare la legge elettorale. Alle scorse elezioni è stato eletto in Senato.
 
Dal punto di vista della normativa di settore, Toninelli dovrà completare il pacchetto dei decreti attuativi del Codice Appalti - all’appello ne mancano molti tra cui débat public, qualificazione delle stazioni appaltanti, collaudo, a cui si aggiungono le Linee Guida dell’Anac in corso di revisione - e dare piena attuazione al nuovo sistema di regole.
 
Sistema di regole che però negli ultimi tempi ha ricevuto diverse critiche, ad esempio da Confindustria e Ance, che chiedono di semplificarlo per consentire alle amministrazioni di poterlo al fine di realizzare un grande piano delle infrastrutture, che avrebbe ricadute positive sulla competitività delle imprese e restituirebbe all’Italia la centralità nel panorama politico europeo.
 
Alle lungaggini delle procedure si aggiungono altri intoppi, ad esempio il recente stop della Corte Costituzionale al Fondo Investimenti da 83 miliardi di euro. La dichiarazione di illegittimità della ripartizione delle risorse mette a rischio importanti investimenti dedicati alle infrastrutture.
 
Un altro tema cruciale che attende Toninelli a Via Veneto è la transizione della progettazione e degli appalti verso il digitale, in una parola il BIM. Entro il 2025 l’utilizzo di metodi e strumenti elettronici di modellazione sarà obbligatorio per tutte le nuove opere. Un nuovo paradigma al quale i progettisti, ma soprattutto le pubbliche amministrazioni, devono adeguarsi.
 
Ma cosa dice il Contratto di Governo sui temi edilizia e territorio? Il testo afferma di voler fermare il consumo di suolo con l’obiettivo di eliminarlo completamente, attraverso il rilancio del patrimonio edilizio esistente, favorendo la rigenerazione urbana e il retrofit (riqualificazione energetica) degli edifici.
 
Le infrastrutture invece sono citate nel capitolo ‘Trasporti, Infrastrutture e Telecomunicazioni’ con riferimento alla mobilità sostenibile (veicoli poco inquinanti, car sharing, bike-sharing), al sistema dei porti, al trasporto ferroviario e aereo; per la Linea AV Torino-Lione, il contratto promette di ridiscuterne integralmente il progetto.
 
Per l’edilizia esistente, resta il nodo delle detrazioni fiscali: la flat tax e la conseguente cancellazione di tutte le deduzioni e le detrazioni fiscali fa temere per i bonus su ristrutturazioni, riqualificazione energetica, adeguamento sismico.
 
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