05/02/2019 - Un contesto socio-economico in forte mutamento, una committenza con nuovi bisogni e dinamiche, nuove competenze richieste ai progettisti e soluzioni tecnologiche innovative. Sono questi gli elementi che delineano il
quadro di profondo cambiamento che il mondo dell’edilizia ha affrontato negli ultimi anni e che stanno stimolando il dibattito facendo emergere visioni e soluzioni.
Per immaginare gli scenari dei prossimi 10 anni e discuterne insieme nel corso di
Edilportale Tour 2019, abbiamo lanciato un sondaggio volto a capire come è cambiata la committenza, sia pubblica che privata, come si sono riordinate le priorità e quali nuovi bisogni sono emersi. Ecco i risultati.
I progettisti che hanno risposto al questionario sono per oltre i tre quarti
architetti, geometri e ingegneri; oltre la metà degli interpellati ha un’età compresa tra i 36 e i 55 anni; la distribuzione territoriale è omogenea sul territorio nazionale.
L’85% di chi ha risposto al sondaggio
lavora prevalentemente con una committenza privata e il settore nel quale svolge la maggior parte dei lavori è quello residenziale (85%), seguito da negozi, edifici produttivi e commerciali.
Abbiamo chiesto un giudizio sulla
drastica riduzione degli investimenti per opere pubbliche registrata negli ultimi anni: come ci aspettavamo, per la metà dei partecipanti non è cambiato nulla perché non lavora con la committenza pubblica, per l’altra metà invece gli effetti sono decisamente negativi perché hanno ridotto le opportunità lavorative.
Tuttavia, ai pochi ‘fortunati’ che negli ultimi anni hanno lavorato con la pubblica amministrazione, sono stati richiesti progetti orientati al
risparmio energetico e al risparmio economico. Quasi nulli i progetti orientati alla flessibilità e alla riciclabilità. Per i prossimi anni i progettisti prevedono che le pubbliche amministrazioni chiederanno progetti di efficientamento energetico, di
manutenzione e di miglioramento sismico.
È atteso a breve l’avvio della
‘Struttura per la progettazione di beni ed edifici pubblici’: la domanda della committenza pubblica diminuirà? I partecipanti al sondaggio appaiono divisi: di due gruppi identici (ciascuno composto dal 29% del campione), uno ritiene che la domanda della committenza pubblica diminuirà in tutti settori, l’altro pensa invece che il personale della Struttura (300 tecnici) sarà insufficiente e che la PA continuerà a rivolgersi ai progettisti privati.
Spostando il focus sulla
committenza privata, emerge che negli ultimi anni il lavoro è rimasto invariato o è variato di poco in positivo o in negativo per il 67% e
drasticamente diminuito per il 31%. Irrilevante il numero dei tecnici per i quale il lavoro da committenza privata è notevolmente aumentato.
Ma cosa chiede la committenza privata? In larga parte progetti orientati al
risparmio energetico e al risparmio economico, poi alla funzionalità e alla rapidità di realizzazione, meno alla sicurezza sismica. Da notare il 12% dei progettisti ai quali è stato richiesto un progetto orientato alla bellezza.
Ma la committenza privata potrebbe spendere (e quindi farsi progettare) molto ma molto di più: ben 250 miliardi all’anno a fronte degli attuali 4,4 (fonte: Nomisma). Ma allora perché i privati non investono? Secondo il 65% dei partecipanti, la prima causa è semplicemente la mancanza di denaro, seguono la scarsa fiducia nel futuro (indicata dal 32% dei partecipanti), incentivi fiscali poco convenienti (27%).
Come rimediare?
Velocizzando gli iter autorizzatori (secondo il 48%), accorciando i tempi dei rimborsi fiscali (46%) e semplificando la normativa tecnica (39%). Solo il 13% indica tetti di spesa più alti, quasi nessuno maggiore informazione sulle ESCo.