
Consumo di suolo, operativo il Fondo da 160 milioni di euro
NORMATIVA
Consumo di suolo, operativo il Fondo da 160 milioni di euro
Pubblicato il decreto per il riparto delle risorse: Regioni e Province autonome potranno avanzare le prime ipotesi di intervento
Aggiornato al 10/03/2025

Diventa operativo il Fondo da 160 milioni di euro per il contrasto al consumo di suolo.
Con la pubblicazione sul sito del Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (Mase) del decreto ministeriale, parte la fase istruttoria e di programmazione degli interventi di rinaturalizzazione dei suoli degradati in ambito urbano e periurbano.
In vista dell’apertura ufficiale delle richieste di finanziamento, Regioni e Province autonome potranno avanzare le prime ipotesi di intervento.
“Rigenerare le aree compromesse - sottolinea la Viceministra Vannia Gava - significa investire nel futuro del territorio, migliorando la qualità ambientale e la sicurezza delle nostre città”.
Per la ripartizione delle risorse sono stati considerati parametri quali la superficie territoriale investita dalle problematiche ambientali, la popolazione residente e la densità del suolo consumato.
Il decreto semplifica la modalità di programmazione degli interventi, che avverrà attraverso la stipula di accordi di programma tra le Direzioni generali regionali e la Direzione del Mase competenti in materia di consumo di suolo. In questo modo, le modifiche e gli aggiornamenti che dovessero rendersi necessari saranno effettuate in tempi rapidi.
Nella prima fase della programmazione degli interventi contro il consumo di suolo, le regioni valuteranno l’ammissibilità delle richieste di finanziamento avanzate dagli enti locali. Nella seconda fase avverrà l’istruttoria tecnica da parte delle Autorità di bacino distrettuali.
La definizione dei criteri per la ripartizione delle risorse contro il consumo di suolo è stata demandata ad un successivo decreto del Ministero dell’Ambiente. Decreto che è arrivato a quasi 2 anni di distanza.
Con la pubblicazione sul sito del Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (Mase) del decreto ministeriale, parte la fase istruttoria e di programmazione degli interventi di rinaturalizzazione dei suoli degradati in ambito urbano e periurbano.
In vista dell’apertura ufficiale delle richieste di finanziamento, Regioni e Province autonome potranno avanzare le prime ipotesi di intervento.
“Rigenerare le aree compromesse - sottolinea la Viceministra Vannia Gava - significa investire nel futuro del territorio, migliorando la qualità ambientale e la sicurezza delle nostre città”.
Consumo di suolo, i criteri per la ripartizione delle risorse
Il decreto (vedi bozza) definisce i criteri per la ripartizione tra le Regioni dei 160 milioni di euro contro il consumo di suolo e renderà possibile la programmazione e il finanziamento di interventi per la rinaturalizzazione di suoli degradati o in via di degrado, in ambito urbano e periurbano.Per la ripartizione delle risorse sono stati considerati parametri quali la superficie territoriale investita dalle problematiche ambientali, la popolazione residente e la densità del suolo consumato.
Il decreto semplifica la modalità di programmazione degli interventi, che avverrà attraverso la stipula di accordi di programma tra le Direzioni generali regionali e la Direzione del Mase competenti in materia di consumo di suolo. In questo modo, le modifiche e gli aggiornamenti che dovessero rendersi necessari saranno effettuate in tempi rapidi.
Nella prima fase della programmazione degli interventi contro il consumo di suolo, le regioni valuteranno l’ammissibilità delle richieste di finanziamento avanzate dagli enti locali. Nella seconda fase avverrà l’istruttoria tecnica da parte delle Autorità di bacino distrettuali.
Il Fondo contro il consumo di suolo
Ricordiamo che il Fondo da 160 milioni di euro per arginare il fenomeno del consumo di suolo è stato istituito dalla Legge di Bilancio per il 2023. Le risorse sono suddivisione negli anni: 10 milioni di euro per l’anno 2023, di 20 milioni di euro per l’anno 2024, di 30 milioni di euro per l’anno 2025 e di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027.La definizione dei criteri per la ripartizione delle risorse contro il consumo di suolo è stata demandata ad un successivo decreto del Ministero dell’Ambiente. Decreto che è arrivato a quasi 2 anni di distanza.