LAVORI PUBBLICI
Città Metropolitane, in arrivo 2,7 miliardi di euro per la rigenerazione urbana
Entro il 7 marzo 2022 i Piani Urbani Integrati per la trasformazione di territori vulnerabili in città intelligenti e sostenibili
Vedi Aggiornamento del 12/10/2023
10/12/2021 - Il Ministero dell’Interno dà il via ai Piani Urbani Integrati, la misura da oltre 2,7 miliardi di euro finalizzata al miglioramento di aree urbane degradate e per la rigenerazione e rivitalizzazione economica delle Città Metropolitane.
La misura, che copre il periodo 2022-2026, è prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), ‘Piani Integrati - M5C2 - Investimento 2.2’, ed è disciplinata dal DL 152/2021 di attuazione del PNRR.
Con il DM del 6 dicembre 2021, in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, è stato approvato il modello con il quale le Città Metropolitane potranno presentare i propri progetti per interventi di valore minimo di 50 milioni di euro.
I progetti dovranno riguardare investimenti volti al miglioramento di ampie aree urbane degradate, per la rigenerazione e rivitalizzazione economica, con particolare attenzione alla creazione di nuovi servizi alla persona e alla riqualificazione dell’accessibilità e delle infrastrutture.
Gli interventi dovranno consentire la trasformazione di territori vulnerabili in città intelligenti e sostenibili, attraverso:
a) la manutenzione per il riuso e la rifunzionalizzazione ecosostenibile di aree pubbliche e di strutture edilizie pubbliche esistenti per finalità di interesse pubblico;
b) il miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale, anche mediante la ristrutturazione degli edifici pubblici, con particolare riferimento allo sviluppo e potenziamento dei servizi sociali e culturali e alla promozione delle attività culturali e sportive;
c) interventi finalizzati a sostenere progetti legati alle smart cities, con particolare riferimento ai trasporti ed al consumo energetico, volti al miglioramento della qualità ambientale e del profilo digitale delle aree urbane mediante il sostegno alle tecnologie digitali e alle tecnologie con minori emissioni di CO2.
I progetti oggetto di finanziamento dovranno, inoltre, a pena di inammissibilità:
a) intervenire su aree urbane il cui IVSM è superiore a 99 o superiore alla mediana dell’area territoriale;
b) avere un livello progettuale non inferiore alla progettazione preliminare o studio di fattibilità tecnico economica;
c) assicurare, nel caso di edifici oggetto riuso, rifunzionalizzazione o ristrutturazione, l’incremento di almeno due classi energetiche;
d) assicurare l’equilibrio tra zone edificate e zone verdi nonché potenziare l’autonomia delle persone con disabilità e l’inclusione sociale attraverso la promozione di servizi sociali e sanitari a livello locale eliminando, laddove possibile, gli ostacoli all’accesso agli alloggi e alle opportunità di lavoro tenendo conto anche delle nuove possibilità offerte dalle tecnologie;
e) prevedere la valutazione di conformità alle condizioni collegate al principio del DNSH (Do Not Significant Harm);
f) prevedere la quantificazione del target obiettivo: metri quadri area interessata all’intervento, intesa come bacino territoriale che beneficia dell’intervento.
I progetti oggetto di finanziamento possono, inoltre, prevedere:
a) la possibilità di partecipazione dei privati, attraverso il ‘Fondo Ripresa Resilienza Italia’ nel limite massimo del 25% del costo totale dell'intervento;
b) la presenza facoltativa di start-up di servizi pubblici nella proposta progettuale;
c) la co-progettazione con il terzo settore.
Le Città Metropolitane sono tenute a trasmettere le proposte progettuali entro il 7 marzo 2022.
La misura, che copre il periodo 2022-2026, è prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), ‘Piani Integrati - M5C2 - Investimento 2.2’, ed è disciplinata dal DL 152/2021 di attuazione del PNRR.
Con il DM del 6 dicembre 2021, in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, è stato approvato il modello con il quale le Città Metropolitane potranno presentare i propri progetti per interventi di valore minimo di 50 milioni di euro.
I progetti dovranno riguardare investimenti volti al miglioramento di ampie aree urbane degradate, per la rigenerazione e rivitalizzazione economica, con particolare attenzione alla creazione di nuovi servizi alla persona e alla riqualificazione dell’accessibilità e delle infrastrutture.
Gli interventi dovranno consentire la trasformazione di territori vulnerabili in città intelligenti e sostenibili, attraverso:
a) la manutenzione per il riuso e la rifunzionalizzazione ecosostenibile di aree pubbliche e di strutture edilizie pubbliche esistenti per finalità di interesse pubblico;
b) il miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale, anche mediante la ristrutturazione degli edifici pubblici, con particolare riferimento allo sviluppo e potenziamento dei servizi sociali e culturali e alla promozione delle attività culturali e sportive;
c) interventi finalizzati a sostenere progetti legati alle smart cities, con particolare riferimento ai trasporti ed al consumo energetico, volti al miglioramento della qualità ambientale e del profilo digitale delle aree urbane mediante il sostegno alle tecnologie digitali e alle tecnologie con minori emissioni di CO2.
I progetti oggetto di finanziamento dovranno, inoltre, a pena di inammissibilità:
a) intervenire su aree urbane il cui IVSM è superiore a 99 o superiore alla mediana dell’area territoriale;
b) avere un livello progettuale non inferiore alla progettazione preliminare o studio di fattibilità tecnico economica;
c) assicurare, nel caso di edifici oggetto riuso, rifunzionalizzazione o ristrutturazione, l’incremento di almeno due classi energetiche;
d) assicurare l’equilibrio tra zone edificate e zone verdi nonché potenziare l’autonomia delle persone con disabilità e l’inclusione sociale attraverso la promozione di servizi sociali e sanitari a livello locale eliminando, laddove possibile, gli ostacoli all’accesso agli alloggi e alle opportunità di lavoro tenendo conto anche delle nuove possibilità offerte dalle tecnologie;
e) prevedere la valutazione di conformità alle condizioni collegate al principio del DNSH (Do Not Significant Harm);
f) prevedere la quantificazione del target obiettivo: metri quadri area interessata all’intervento, intesa come bacino territoriale che beneficia dell’intervento.
I progetti oggetto di finanziamento possono, inoltre, prevedere:
a) la possibilità di partecipazione dei privati, attraverso il ‘Fondo Ripresa Resilienza Italia’ nel limite massimo del 25% del costo totale dell'intervento;
b) la presenza facoltativa di start-up di servizi pubblici nella proposta progettuale;
c) la co-progettazione con il terzo settore.
Le Città Metropolitane sono tenute a trasmettere le proposte progettuali entro il 7 marzo 2022.