
Formazione continua degli architetti, in arrivo il Regolamento
PROFESSIONE
Formazione continua degli architetti, in arrivo il Regolamento
Federarchitetti contesta il mancato coinvolgimento di associazioni professionali e sindacati nella stesura del provvedimento
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del 02/12/2014
28/02/2013 - Sta per essere approvato dal Consiglio Nazionale, per poi passare all’esame del Ministero della Giustizia, il Regolamento per l’aggiornamento e lo sviluppo professionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.
Il Regolamento attuerà l’articolo 7, comma 1, del Dpr 137/2012 di riforma degli ordinamenti professionali, che impone ai professionisti di “curare il continuo e costante aggiornamento della propria competenza professionale” pena una sanzione per violazione delle norme deontologiche.
Il testo del regolamento è ancora top secret, tuttavia una bozza non definitiva del provvedimento è in circolazione.
La bozza definisce “aggiornamento e sviluppo professionale continuo” ogni attività formativa che sistematicamente migliora le competenze professionali e le abilità personali necessarie per lo sviluppo dell’architettura, della società e dell’ambiente e prevede che gli iscritti all’Albo degli APPC dovranno acquisire un certo numero (ancora da definire) di crediti formativi professionali (CFP) all’anno, di cui una parte sui temi della Deontologia, Previdenza e Compensi professionali. Un CFP corrisponde a un’ora di formazione. Gli iscritti potranno scegliere liberamente le attività formative da svolgere, ai fini dell’assolvimento dell’obbligo.
Secondo la bozza, la gestione, realizzazione e controllo del programma di aggiornamento e sviluppo professionale continuo sono di competenza del CNAPPC e degli Ordini territoriali. Sarà realizzata una apposita Piattaforma Informatica Nazionale nella quale il CNAPPC registrerà tutti gli eventi formativi validati; nella piattaforma gli iscritti dovranno inserire il proprio Curriculum Individuale della Formazione, consultabile on-line, contenente le attività curricolari di aggiornamento e i crediti formativi maturati.
Il CNAPPC promuoverà propri eventi formativi, fisserà i criteri per la valutazione e predisposizione delle attività formative, e validerà gli eventi da svolgersi all’estero; anche l’Ordine territoriale promuoverà propri corsi, valuterà le richieste di validazione avanzate da soggetti terzi e svolgerà attività di controllo. Gli Ordini provinciali e il CNAPPC concederanno l’accreditamento per i corsi erogati da altri soggetti, valutando tipologia, qualità e contenuti dell’evento formativo. Solo gli Ordini territoriali e il CNAPPC potranno organizzare corsi sui temi della Deontologia, Previdenza e Compensi professionali.
Per l’assolvimento degli obblighi formativi, saranno validi i corsi di formazione, anche a distanza online; master, seminari, convegni, giornate di studio, tavole rotonde, conferenze, workshop, relazioni e attività di aggiornamento, corsi abilitanti; altri eventi specificatamente individuati dal CNAPPC.
I contenuti della bozza non incontrano il favore di tutti i professionisti. In una lettera aperta al CNAPPC, Federarchitetti contesta in primis il fatto che il Consiglio Nazionale non ha coinvolto le associazioni professionali e i sindacati nella stesura del Regolamento, lo stesso CNAPPC che - afferma il Sindacato - “pretende la concertazione quando le iniziative sono altrui ma ignora il confronto quando l’iniziativa è propria”.
In secondo luogo, Federarchitetti manifesta il timore che la formazione continua obbligatoria sarà “un ‘balzello’, forse il peggiore, che calerà come una mannaia su tutti noi in un periodo disastroso per i liberi professionisti”.
Federarchitetti chiede quindi “di aprire, nel più breve tempo possibile, un Tavolo di concertazione, riservandosi ogni altra azione di salvaguardia della libera professione e di tutela dei liberi professionisti nelle sedi opportune”.
Il Regolamento attuerà l’articolo 7, comma 1, del Dpr 137/2012 di riforma degli ordinamenti professionali, che impone ai professionisti di “curare il continuo e costante aggiornamento della propria competenza professionale” pena una sanzione per violazione delle norme deontologiche.
Il testo del regolamento è ancora top secret, tuttavia una bozza non definitiva del provvedimento è in circolazione.
La bozza definisce “aggiornamento e sviluppo professionale continuo” ogni attività formativa che sistematicamente migliora le competenze professionali e le abilità personali necessarie per lo sviluppo dell’architettura, della società e dell’ambiente e prevede che gli iscritti all’Albo degli APPC dovranno acquisire un certo numero (ancora da definire) di crediti formativi professionali (CFP) all’anno, di cui una parte sui temi della Deontologia, Previdenza e Compensi professionali. Un CFP corrisponde a un’ora di formazione. Gli iscritti potranno scegliere liberamente le attività formative da svolgere, ai fini dell’assolvimento dell’obbligo.
Secondo la bozza, la gestione, realizzazione e controllo del programma di aggiornamento e sviluppo professionale continuo sono di competenza del CNAPPC e degli Ordini territoriali. Sarà realizzata una apposita Piattaforma Informatica Nazionale nella quale il CNAPPC registrerà tutti gli eventi formativi validati; nella piattaforma gli iscritti dovranno inserire il proprio Curriculum Individuale della Formazione, consultabile on-line, contenente le attività curricolari di aggiornamento e i crediti formativi maturati.
Il CNAPPC promuoverà propri eventi formativi, fisserà i criteri per la valutazione e predisposizione delle attività formative, e validerà gli eventi da svolgersi all’estero; anche l’Ordine territoriale promuoverà propri corsi, valuterà le richieste di validazione avanzate da soggetti terzi e svolgerà attività di controllo. Gli Ordini provinciali e il CNAPPC concederanno l’accreditamento per i corsi erogati da altri soggetti, valutando tipologia, qualità e contenuti dell’evento formativo. Solo gli Ordini territoriali e il CNAPPC potranno organizzare corsi sui temi della Deontologia, Previdenza e Compensi professionali.
Per l’assolvimento degli obblighi formativi, saranno validi i corsi di formazione, anche a distanza online; master, seminari, convegni, giornate di studio, tavole rotonde, conferenze, workshop, relazioni e attività di aggiornamento, corsi abilitanti; altri eventi specificatamente individuati dal CNAPPC.
I contenuti della bozza non incontrano il favore di tutti i professionisti. In una lettera aperta al CNAPPC, Federarchitetti contesta in primis il fatto che il Consiglio Nazionale non ha coinvolto le associazioni professionali e i sindacati nella stesura del Regolamento, lo stesso CNAPPC che - afferma il Sindacato - “pretende la concertazione quando le iniziative sono altrui ma ignora il confronto quando l’iniziativa è propria”.
In secondo luogo, Federarchitetti manifesta il timore che la formazione continua obbligatoria sarà “un ‘balzello’, forse il peggiore, che calerà come una mannaia su tutti noi in un periodo disastroso per i liberi professionisti”.
Federarchitetti chiede quindi “di aprire, nel più breve tempo possibile, un Tavolo di concertazione, riservandosi ogni altra azione di salvaguardia della libera professione e di tutela dei liberi professionisti nelle sedi opportune”.