
Formazione obbligatoria, InarSind chiede di sospenderla
PROFESSIONE
Formazione obbligatoria, InarSind chiede di sospenderla
Il Sindacato dei liberi professionisti propone di studiare un Regolamento unico per architetti e ingegneri
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del 02/12/2014
09/07/2013 - Sospendere l’esame dei Regolamenti per l’aggiornamento professionale degli Architetti e degli Ingegneri - che i rispettivi Consigli nazionali hanno presentato al Ministero della Giustizia - e studiare percorsi omogenei per queste due professioni che condividono lo stesso ente di Previdenza, le stesse Organizzazioni sindacali, le stesse tariffe e lo stesso mercato di riferimento.
Lo chiede InarSind - il Sindacato degli Architetti e Ingegneri Liberi Professionisti, in una lettera inviata al Ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri.
Il sindacato chiede con forza che l’esame dei Regolamenti sia sospeso e che sia presa in considerazione la modifica del punto riguardante la formazione continua, solo uno dei “punti incerti” legati all’entrata in vigore del Regolamento di riforma degli ordinamenti professionali (Dpr 137/2012) che impone ai professionisti di “curare il continuo e costante aggiornamento della propria competenza professionale” pena una sanzione per violazione delle norme deontologiche.
Ricordiamo che i Consigli Nazionali stanno predisponendo i propri Regolamenti per l’aggiornamento professionale. Dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori è stata diffusa a febbraio una bozza di Regolamento in attuazione dell’articolo 7, comma 1, del Dpr 137/2012 (leggi tutto).
La formazione continua - spiegano nella lettera il Presidente del Sindacato, Salvatore Garofalo, e il Segretario nazionale, Michela Diracca - è un elemento fondante della professione: per i liberi professionisti l’aggiornamento non è un obbligo ma una necessità per misurarsi con il libero mercato, che giorno dopo giorno “certifica” e “valuta” le capacità del libero professionista.
Diversa la situazione per quei professionisti che lavorano alle dipendenze di Enti pubblici e privati, università e scuole di ogni ordine e grado che, pur erogando servizi essenziali, non sono sottoposti a nessuna forma di verifica. Per questo, secondo InarSind, i liberi professionisti dovrebbero essere esonerati dalla certificazione obbligatoria, una modifica del DPR che verrà chiesta a breve al Parlamento.
Questi le modifiche che InarSind propone di apportare ai Regolamenti di attuazione:
1) studiare un Regolamento unico per Architetti e Ingegneri, che i rispettivi Consigli nazionali concertino con le più rappresentative organizzazioni sindacali di categoria;
2) concedere il tempo necessario affinché si formino gli Enti di Formazione e gli Enti di Vigilanza, assegnando un congruo numero di Crediti Formativi Professionali iniziali, in modo da evitare il fiorire incontrollato di corsi di formazione;
3) evitare che chi vigila sui corsi li possa anche organizzare “in proprio”, anche attraverso organismi controllati (Ordini e Fondazioni, ad esempio);
4) disporre che le organizzazioni sindacali riconosciute come parte sociale attraverso la confederazione di appartenenza abbiano un preventivo e generale accreditamento (secondo le modalità previste dal comma 2 dell'articolo 7 del Decreto137/2002) e non la validazione della singola iniziativa formativa, differenziando nettamente il percorso di validazione delle proposte formative da quello delle società a fine di lucro;
5) considerare il collocamento di chi non svolge le attività di formazione prevista, o non si doti di assicurazione professionale obbligatoria a regime, in un apposito elenco degli iscritti inattivi (dipendenti, docenti o liberi professionisti inadempienti).
Oltre a questo, InarSind chiede il rinvio di un anno dell’obbligo assicurativo, perché “a un mese dall’entrata in vigore dell’obbligo, tutto appare troppo indefinito, come le prestazioni e i rischi connessi da assicurare, le franchigie e i massimali in rapporto al fatturato del professionista”. La stessa richiesta è stata avanzata anche da Federarchitetti (leggi tutto).
Lo chiede InarSind - il Sindacato degli Architetti e Ingegneri Liberi Professionisti, in una lettera inviata al Ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri.
Il sindacato chiede con forza che l’esame dei Regolamenti sia sospeso e che sia presa in considerazione la modifica del punto riguardante la formazione continua, solo uno dei “punti incerti” legati all’entrata in vigore del Regolamento di riforma degli ordinamenti professionali (Dpr 137/2012) che impone ai professionisti di “curare il continuo e costante aggiornamento della propria competenza professionale” pena una sanzione per violazione delle norme deontologiche.
Ricordiamo che i Consigli Nazionali stanno predisponendo i propri Regolamenti per l’aggiornamento professionale. Dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori è stata diffusa a febbraio una bozza di Regolamento in attuazione dell’articolo 7, comma 1, del Dpr 137/2012 (leggi tutto).
La formazione continua - spiegano nella lettera il Presidente del Sindacato, Salvatore Garofalo, e il Segretario nazionale, Michela Diracca - è un elemento fondante della professione: per i liberi professionisti l’aggiornamento non è un obbligo ma una necessità per misurarsi con il libero mercato, che giorno dopo giorno “certifica” e “valuta” le capacità del libero professionista.
Diversa la situazione per quei professionisti che lavorano alle dipendenze di Enti pubblici e privati, università e scuole di ogni ordine e grado che, pur erogando servizi essenziali, non sono sottoposti a nessuna forma di verifica. Per questo, secondo InarSind, i liberi professionisti dovrebbero essere esonerati dalla certificazione obbligatoria, una modifica del DPR che verrà chiesta a breve al Parlamento.
Questi le modifiche che InarSind propone di apportare ai Regolamenti di attuazione:
1) studiare un Regolamento unico per Architetti e Ingegneri, che i rispettivi Consigli nazionali concertino con le più rappresentative organizzazioni sindacali di categoria;
2) concedere il tempo necessario affinché si formino gli Enti di Formazione e gli Enti di Vigilanza, assegnando un congruo numero di Crediti Formativi Professionali iniziali, in modo da evitare il fiorire incontrollato di corsi di formazione;
3) evitare che chi vigila sui corsi li possa anche organizzare “in proprio”, anche attraverso organismi controllati (Ordini e Fondazioni, ad esempio);
4) disporre che le organizzazioni sindacali riconosciute come parte sociale attraverso la confederazione di appartenenza abbiano un preventivo e generale accreditamento (secondo le modalità previste dal comma 2 dell'articolo 7 del Decreto137/2002) e non la validazione della singola iniziativa formativa, differenziando nettamente il percorso di validazione delle proposte formative da quello delle società a fine di lucro;
5) considerare il collocamento di chi non svolge le attività di formazione prevista, o non si doti di assicurazione professionale obbligatoria a regime, in un apposito elenco degli iscritti inattivi (dipendenti, docenti o liberi professionisti inadempienti).
Oltre a questo, InarSind chiede il rinvio di un anno dell’obbligo assicurativo, perché “a un mese dall’entrata in vigore dell’obbligo, tutto appare troppo indefinito, come le prestazioni e i rischi connessi da assicurare, le franchigie e i massimali in rapporto al fatturato del professionista”. La stessa richiesta è stata avanzata anche da Federarchitetti (leggi tutto).