30/05/2012 - È molto pesante il bilancio delle vittime del nuovo terremoto che ha colpito ieri le province di Modena, Bologna e Ferrara, a distanza di 8 giorni dalla terribile scossa del 20 maggio scorso. Diciassette persone hanno perso la vita, altre sono ancora disperse e circa 8.000 persone sono state evacuate dalle loro abitazioni.
Nel Consiglio dei Ministri di questa mattina, il Governo ha approvato un decreto legge che prevede:
- la concessione di contributi a fondo perduto per la ricostruzione e riparazione delle abitazioni danneggiate dal sisma, per la ricostruzione e la messa in funzione dei servizi pubblici (in particolare le scuole), per gli indennizzi alle imprese e per interventi su beni artistici e culturali;
- l’individuazione di misure per la ripresa dell’attività economica. In particolare sono previsti un credito agevolato su fondo di rotazione CDP e sul fondo di garanzia MedioCredito Centrale;
- la delocalizzazione facilitata delle imprese produttive nei territori colpiti dal terremoto;
- la proroga del pagamento delle rate del mutuo e la sospensione degli adempimenti processuali e dei termini per i versamenti tributari e previdenziali, degli sfratti;
- la deroga del Patto di stabilità, entro un limite definito per i Comuni, delle spese per la ricostruzione.
Questi interventi saranno finanziati con l’aumento di 2 centesimi dell’accisa sui carburanti per autotrasporto e con fondi resi disponibili dalla spending review.
È stato, inoltre, deciso di estendere lo stato di emergenza alle Province di Reggio Emilia e Rovigo e di rinviare a settembre i versamenti fiscali e contributivi. Il 4 giugno sarà lutto nazionale.
Ieri il Comune di Mirandola ha lanciato una richiesta di aiuto ai professionisti:
ingegneri e
architetti che vogliano contribuire possono contattare la Polizia Municipale ai numeri 0535/611039, 800/197197. Oggi invece il Comune chiede
bagni chimici e
container da adibire a uffici.
La sequenza sismica
Alle 9.07 di ieri mattina c’è stata la prima scossa di magnitudo 5.8 con epicentro nel modenese, avvertita in tutto il Nord Italia; alle 10.40, 11.30 e alle 13.00 nuove violente scosse di magnitudo compresa tra 5.1 e 5.3 hanno colpito i territori tra Modena, Reggio Emilia e Mantova.
I crolli
I danni maggiori si sono avuti a Cavezzo dove è andata distrutta la maggior parte degli edifici del paese, a San Felice sul Panaro con il crollo della torre già danneggiata dal sisma del 20 maggio e a Mirandola dove sono crollati il duomo e la chiesa di San Francesco. Gravemente danneggiata la Rocca Estense di Finale Emilia.
Ed è polemica sulle numerose fabbriche ancora in funzione nonostante le lesioni alle strutture causate da sisma della scorsa settimana. Proprio nei crolli dei
capannoni industriali sono morte 7 persone. Già dopo le scosse del 20 maggio la Procura di Modena ha aperto un’inchiesta per capire i motivi per i quali decine di capannoni di recente costruzione sono crollati.
“D’ora in poi non permetteremo più a nessuno di entrare nei capannoni che hanno lesioni” ha annunciato il comandante provinciale dei Carabinieri di Modena,
Salvatore Iannizzotto.
Le vittime del sisma che ha colpito l’Emilia sono lavoratori e “questo mi fa pensare che non si è provveduto alla messa in sicurezza degli stabilimenti prima di far tornare le persone al lavoro” ha detto
Susanna Camusso, segretaria generale della CGIL.
“Non è vero che sono crollati capannoni di carta velina - ha replicato il presidente di Confindustria,
Giorgio Squinzi - quelli nel settore della ceramica erano signori capannoni, costruiti con tutti i crismi. Quindi mi sembra che i crolli siano da attribuire alla fatalità”.
Foto tratta da Youreporter.it