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A.E.R.E: l’ennesima “picconata” del governo contro il risparmio energetico

A.E.R.E: l’ennesima “picconata” del governo contro il risparmio energetico

Il nuovo decreto legge 29 novembre 2008 – N.185

03/12/2008 - Il governo nel “Provvedimento anticrisi” mette in una difficile situazione il settore del risparmio energetico, limitando le detrazioni fiscali al 55% che erano state un successo, ed avevano portato ad oltre 200.000 interventi di riqualificazione degli edifici in soli due anni.
A.E.R.E. - Associazione per il Risparmio Energetico - si è impegnata per la diffusione della cultura del risparmio nei condomini e per le famiglie, ed ora vede vanificato il proprio impegno ma, soprattutto, è preoccupata per le famiglie che sempre meno riescono a pagare le spese del riscaldamento.
 
Si chiede alle associazioni di mobilitarsi ed al governo di ripensare a questa parte del provvedimento introducendo i dovuti correttivi nell’iter di approvazione parlamentare.
 
Il concetto di efficienza energetica si conferma decisamente ostico per il governo. Dopo la battaglia per impedire l'obiettivo del miglioramento del 20% entro il 2020 imposto dalla apposita direttiva dell'Unione Europea e dopo aver cancellato l'obbligo di certificazione energetica nella compravendita degli immobili, Palazzo Chigi ha dato un'altra picconata alle misure per ridurre la bolletta energetica nazionale. Questa volta la misura è contenuta nel recente piano anticrisi approvato dall'esecutivo, tenuto segreto sino alla pubblicazione avvenuta sulla Gazzetta Ufficiale e che va a colpire la possibilità di ottenere vantaggi fiscali in caso di interventi di riqualificazione energetica.

La normativa introdotta un paio di anni fa prevede infatti l'opportunità di detrarre dalla dichiarazione dei redditi il 55% delle spese sostenute, ad esempio, per installare un pannello solare o sostituire un impianto di climatizzazione con un altro ad alta efficienza o cambiare gli infissi alle finestre. Ma ora, con l'entrata in vigore del decreto anticrisi, accedere a questo incentivo sarà molto più difficile.

L'iter per avere accesso alle detrazioni Irpef e Ires diventa decisamente più complesso. Il decreto prevede che per le spese sostenute nell’anno 2008 (e così negli anni successivi), i contribuenti debbano inviare all'Agenzia delle Entrate, esclusivamente in via telematica, "un'apposita istanza per consentire il monitoraggio della spesa e la verifica del rispetto dei limiti di spesa complessivi".

Il provvedimento stabilisce ancora che l'Agenzia delle entrate esamini le domande secondo l'ordine cronologico di invio e comunichi entro 30 giorni l'esito della verifica agli interessati. Decorsi i 30 giorni senza esplicita comunicazione di accoglimento "l'assenso si intende non fornito" e il cittadino non potrà usufruire della detrazione al 55% ma solo di quella al 36% e in dieci anni.
Infatti, per quanto riguarda le spese sostenute nel 2008, in caso di mancato invio della domanda o di diniego da parte dell'Agenzia, l'interessato potrà comunque usufruire di una detrazione dall'imposta lorda pari al 36% delle spese sostenute fino ad un massimo di 48.000 euro da ripartire in 10 rate annuali.
  
In realtà la verifica dell’Agenzia delle Entrate sarà rispetto ai limiti di spesa complessivi posti a 82,7 Milioni di Euro nell’anno 2009, 185,9 Milioni di spesa per l’anno 2010 e 314,8 Milioni di spesa per l’anno 2011 (nel 2010e 2011 si sommano le detrazioni degli anni precedenti). E’ proprio il limite di spesa che limiterà l’autorizzazione alla detrazione al 55%. In precedenza non sussistevano limiti e l’autorizzazione era subordinata solo alla compilazione dei dati riassuntivi sul sito ENEA e alla redazione dell’attestato energetico per alcuni interventi più qualificanti.
 
Un cambio di registro rispetto ai buoni risultati ottenuti sino ad ora e duramente criticabile. Lo sconto fiscale del 55% sulle ristrutturazioni edilizie a fini ambientali era valso ben 106.000 interventi nell’anno 2007 e (si dice) circa 130.000 interventi di riqualificazione nell’anno in corso.

Complessivamente si tratta di circa un miliardo di euro di lavori stimato per l’anno 2008 che portano a circa 550.000 milioni di euro di detrazione da suddividere il tre anni: circa 185.000 Euro per ogni anno a partire dal 2009: ben poco se si paragona con il rientro dell’IVA che viene assicurato dall’emersione del sommerso e dall’avvio della nuova economia e con il valore da 6,4 Miliardi di Euro del provvedimento nel suo insieme!
 
Inoltre, la differenza rispetto alla detrazione al 36% (che comunque spetta visto che è esplicitamente prevista anche dal decreto) riduce ancora l’onere a carico dello Stato a poche decine di milioni di euro all’anno.
 
Non si comprende la ragione per la quale si è deciso di cambiare un provvedimento che ha avuto un grande successo e che permetteva alle famiglie di risparmiare sulle bollette elettriche e termiche ed i condomini a spendere meno nel futuro.

 
 
Per informazioni: A.E.R.E.
Relazioni Esterne - Ufficio Stampa
dr.ssa Giovanna Pinazzi
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