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Piano Casa, nulle le compravendite senza collaudo statico

Piano Casa, nulle le compravendite senza collaudo statico

Certificazione in corso d’opera nelle zone a rischio sismico, proposti finanziamenti sul modello francese

Vedi Aggiornamento del 24/09/2009
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 24/09/2009
28/04/2009 - Compravendite nulle senza la certificazione di collaudo statico. È la novità antisismica introdotta nel Decreto Leggesul Piano Casa dal comma 4 dell’articolo 2. La disposizione, recepita all’interno del piano per il rilancio dell’edilizia all’indomani del sisma abruzzese, comporta qualche restrizione aggiuntiva rispetto alla versione originaria, giustificata con l’esigenza di garantire la sicurezza nel rispetto delle norme più avanzate.
 
Gli edifici ultimati dopo l’entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge dovranno riportare, per dichiarazione dell’alienante, gli estremi del certificato di collaudo statico. Solo in presenza di questi requisiti si potrà procedere alla trascrizione nei pubblici registri immobiliari.
 
La norma dovrebbe essere valida su tutto il territorio nazionale. Di fatto nel caso di zone non dichiarate sismiche basterà un collaudo statico effettuato alla fine dei lavori, come previsto dalla Legge 1086/1971. Al contrario in quelle a rischio il collaudo dovrà essere effettuato in corso d’opera, facendo riferimento al DM del 14 gennaio 2008, recante le norme tecniche per le costruzioni, che entreranno in vigore dal primo luglio.
 
Attesa per domani in Conferenza Unificata la pronuncia delle Regioni sulla bozza di decreto, che giovedì sarà discussa in Consiglio dei Ministri. Riassumendo, i punti salienti dell’accordo tra Governo ed Enti Locali riguardano:
  • Edifici residenziali uni e bifamiliari, o comunque di cubatura non superiore a mille metri cubi, con possibilità di ampliamento entro il 20% della volumetria esistente;
  • Interventi straordinari di demolizione e ricostruzione, con ampliamento, per gli edifici residenziali, fino al 35% della volumetria esistente e miglioramento di qualità architettonica, efficienza energetica e uso di fonti rinnovabili secondo criteri di sostenibilità ambientale;
  • Semplificazione delle procedure.
 
Gli oneri di certificazione ricadranno prevalentemente sul progettista, mentre non sono menzionati precisi controlli da parte degli uffici. Per far fronte alla tensione abitativa Governo, Regioni ed enti locali avvieranno anche studi di fattibilità per la realizzazione di nuovi insediamenti da destinare all’edilizia sociale.
 
Secondo Finco - Confindustria, oltre all’inserimento delle misure antisismiche alcune restrizioni nelle procedure di ampliamento delle cubature, apportate dalla nuova versione di DL, sarebbero eccessive, limitando gli effetti anticiclici sul settore delle costruzioni. Al contrario sarebbe utile affiancare al Piano Casa del Governo iniziative aggiuntive, replicando l’esempio francese, che mette a disposizione prestiti fino a 30 mila euro a tasso zero con durata da 10 a 15 anni a favore dei proprietari di prima casa che intendono migliorarne l’efficienza energetica.

L'analisi del Piano Casa comprenderà anche la stesura di un disegno di legge con cui si delegherà il Governo alla modifica al Testo Unico dell'edilizia.
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