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Manovra Monti: Ici più equa sulla prima casa, dubbi sull’Iva

Manovra Monti: Ici più equa sulla prima casa, dubbi sull’Iva

Ancora da sciogliere il nodo della patrimoniale, discussione su equità di prelievo fiscale e misure di rientro al prossimo CdM

Vedi Aggiornamento del 14/12/2011
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 14/12/2011
02/12/2011 - Alla resa dei conti imposte sugli immobili, patrimoniale e aumento dell’Iva. Con una parola d’ordine: equità. Alla base delle riforme anticrisi in discussione al CdM ci sarebbe infatti un adeguamento del prelievo fiscale al reddito o al patrimonio dei contribuenti. Soprattutto per quanto concerne la prima casa.
 
Se da una parte sembrano sempre più accreditate le ipotesi di tassare l’abitazione principale e i patrimoni oltre il milione di euro, resta alta l'attesa sull'atteggiamento che l’Esecutivo potrebbe tenere nei confronti di Iva e patrimoniale. 
 
Ma è sulla modalità con cui introdurre le imposte che si accende il dibattito delle componenti tecniche e politiche.
 
Tasse sull’abitazione principale
La prima casa sarà quasi sicuramente investita da una serie di imposte. Al momento tra gli scenari possibili c’è il ritorno dell’Ici, imposta comunale sugli immobili abolita nel 2008, ma anche l’arrivo dell’Imu, imposta municipale unica introdotta col federalismo fiscale.

L’idea che sta circolando è quella di individuare un sistema più equo rispetto all’Ici, introducendo detrazioni legate a reddito e alla composizione del nucleo familiare.

La progressività dell’imposta potrebbe basarsi anche sul numero di immobili posseduti, con una specie di “super Ici” su seconde e terze case. L'imposta comunale sugli immobili aumenterebbe al crescere del valore del patrimonio immobiliare del contribuente, cioè al numero di beni posseduti e al loro classamento.

In alternativa, si è pensato anche di abolire la detrazione Irpef sulla rendita catastale della prima casa in modo da far pagare un’imposta commisurata al reddito e non tanto all’immobile.
Sia che si torni all’Ici o che si opti per soluzioni diverse, sembra infatti certa anche la rivalutazione delle rendite catastali, cioè del valore su cui vengono calcolate le imposte sugli immobili. La percentuale attuale, ferma al 5% dal 1996, potrebbe salire al 15% o anche al 20%.

L’Anci ha accolto con favore la prospettiva di reintroduzione dell’Ici, a patto di garantire attenzione alle fasce più deboli e maggiore manovrabilità delle aliquote. Già nei giorni scorsi l’Associazione nazionale dei comuni italiani aveva proposto di destinare le maggiori risorse ottenute con il ritorno dell’imposta alla realizzazione di opere pubbliche al di fuori del patto di stabilità o alla creazione di un fondo perequativo.

Secondo quanto appreso da fonti di stampa, l’abolizione dell’Ici sulla prima casa avrebbe comportato una serie di effetti negativi, come il mancato riconoscimento ai comuni di un’importante leva di autonomia fiscale e un forte squilibrio del gettitito sul territorio. Sarebbero stati infatti favoriti i comuni delle località turistiche, che possono contare si una forte presenza di seconde case, ma anche quelli con insediamenti commerciali.

Dal ritorno dell’Ici ci si attende un risparmio di circa 5 miliardi di euro. Il CdM dovrà anche chiarire le modalità di fusione tra Ici e Imu, l’imposta municipale unica prevista dal D.lgs 23/2011 sul federalismo fiscale, che viene calcolata sul valore catastale degli immobili e può essere variata dai Comuni fino allo 0,3%.

Patrimoniale e Iva
Negli ultimi giorni si sono susseguite diverse ipotesi sull'Iva. Da una parte è stato prospettato l’aumento del 2% dell'aliquota ordinaria e dell’1% di quella agevolata. Misura che si sommerebbe alla manovra di ferragosto, che ha già fatto salire l'imposta al 21%. Dall'altra le voci di una possibile marcia indietro del Governo circolate nei giorni scorsi. Entrambe le posizioni sono ancora da confermare.
A detta di alcuni esperti, un aumento dell’Iva potrebbe implicare un effetto inflazionistico e anche avere l’effetto di una svalutazione, rendendo più competitivo l’export.

Resta inoltre da sciogliere il nodo sulla patrimoniale, che come ipotizzato dai diversi schieramenti potrebbe colpire i patrimoni superiori a un milione di euro, ma anche prevedere un prelievo progressivo al crescere del patrimonio.
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