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Oice: giù il mercato dei servizi di progettazione

Oice: giù il mercato dei servizi di progettazione

‘‘Senza tariffe sarà difficile per le stazioni appaltanti fissare i requisiti di partecipazione alle gare’’

Vedi Aggiornamento del 16/10/2012
Vedi Aggiornamento del 16/10/2012
16/03/2012 - Prosegue nel primo bimestre 2012 l’arretramento del mercato pubblico dei servizi di ingegneria e architettura: dopo il crollo di gennaio, il valore messo in gara nel mese di febbraio non è sufficiente a recuperare quanto perso rispetto al primo bimestre 2011.

Infatti, secondo l’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio Oice-Informatel, le gare di servizi di ingegneria e architettura bandite nel mese di febbraio sono state 334 (di cui 29 sopra soglia) per un importo complessivo di soli 30,4 milioni di euro (17,7 sopra soglia). Rispetto a febbraio 2011 il numero delle gare scende del 5,1% (-25,6% sopra soglia e -2,6% sotto soglia) mentre rimane stabile il loro valore complessivo (-6,6% sopra soglia e +11,0% sotto soglia).

“La continua contrazione del mercato pubblico - ha dichiarato il presidente dell’OICE Gabriele Giacobazzi - conferma la tendenza fortemente involutiva della domanda pubblica diretta di ingegneria e architettura, e la crescita degli appalti ‘misti’ di progettazione ed esecuzione non è sufficiente a diminuire la preoccupazione.
 
L'assenza drammatica di risorse per il mercato dei servizi di ingegneria e architettura rischia di bloccare l'intera filiera degli appalti. È un rischio che vogliamo denunciare con forza perché il nostro Paese non può permettersi di bloccare la sua progettualità sul territorio. È chiaro che stiamo vivendo una fase non semplice ma occorre trovare lo slancio per investire sul progetto e sugli interventi, anche piccoli e medi, sul territorio.
 
Ma non è solo questo - ha continuato il presidente dell'OICE -, vediamo con preoccupazione che, non soltanto non si riescono a mettere in campo risorse per la progettazione, né soluzioni per il gravissimo problema dei ritardi nei pagamenti, ma si continua ad intervenire sul quadro normativo a volte senza rendersi ben conto delle conseguenze. È il caso, ad esempio, della soppressione delle tariffe disposta da decreto liberalizzazioni che creerà problemi non di poco conto alle stazioni appaltanti nel calcolo della base d'asta e nella definizione dei requisiti di partecipazione alle gare.
 
Anche l'intervento in materia di società tra professionisti, previsto nello stesso decreto, per rispondere ad esigenze che nulla hanno a che fare con il settore delle professioni tecniche, non fa altro che creare confusione e problemi rispetto a regole consolidate che hanno consentito all'ingegneria e all'architettura organizzata di svilupparsi secondo modelli efficienti e moderni. Il settore della progettazione ha invece bisogno, oltre che di risorse economiche, di stabilità del quadro normativo .
 
Eventuali interventi - ha concluso Giacobazzi - dovrebbero avere lo scopo di garantire maggiormente la posizione dei progettisti all’interno degli appalti misti, di rimuovere strumenti di palese inefficienza della spesa pubblica, come l'incentivo del due per cento ai progettisti pubblici, e di favorire una maggiore aggregazione delle strutture progettuali anche al fine di una maggiore propensione all'internazionalizzazione”.
 
 
Fonte: OICE
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