Paesaggio, le Regioni chiedono semplificazioni
02/05/2012 - Regioni preoccupate dalla pianificazione paesaggistica. Tanto da chiedere un tavolo di confronto con il Ministero dei beni culturali. Lentezza attuativa, ripartizione delle competenze e peso sui bilanci regionali sono gli elementi che gravano maggiormente sugli enti locali.
Secondo gli esponenti degli enti locali, l'elaborazione congiunta dei piani paesaggistici tra Ministero e Regioni non avrebbe prodotto alcun concreto risultato a causa di diversi fattori, tra cui le incertezze su termini e condizioni.
Dopo le modifiche introdotte dal Dl Sviluppo 70/2011 al codice dei beni culturali e del paesaggio, sono cresciute le preoccupazioni delle Regioni, secondo le quali il raddoppio del termine per l’espressione del parere del Soprintendente dilata i termini del procedimento di rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche, ponendosi in controtendenza con la semplificazione dei procedimenti amministrativi.
A detta delle regioni, in questo modo viene disincentivata l’attività di redazione o revisione dei piani paesaggistici che, grava sui bilanci regionali dal momento che, sottolinea la Conferenza delle Regioni, i mezzi e le risorse utilizzate per le attività di ricognizione dei vincoli, così come per l’elaborazione delle prescrizioni d’uso, sono messi a disposizione dalle regioni, mentre l’apporto del Ministero si limita ad un’attività di validazione o presa d’atto.
Secondo la Conferenza delle Regioni, l’attività di pianificazione paesaggistica necessita della condivisione a livello locale, bilanciata da una contropartita in termini di semplificazioni procedurali che può essere garantita solo dalla riduzione dei termini per il rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche.