
Matera, no al piano casa nelle aree “storiche”
Rimodulate le aree urbane da tutelare, più recupero e riqualificazione nella Città dei Sassi
13/03/2013 - Con l’approvazione di una delibera consigliare, il Comune di Matera rivede gli ambiti urbani oggetto delle previsioni urbanistiche del Piano Casa Basilicata.
La norma attua le previsioni della LR 25/2012 sulla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente che concedeva ai Comuni la possibilità di individuare ulteriori ambiti territoriali da escludere dagli ampliamenti edilizi elencati dalla LR 25/2009 (Piano Casa Basilicata).
La rimodulazione delle aree è stata fatta in seguito a valutazioni di carattere urbanistico, edilizio e paesaggistico per tutelare quelle più sensibili della città; inoltre, il provvedimento costituisce uno stimolo per il settore delle costruzioni a intervenire sul patrimonio edilizio comunale con azioni volte al recupero e alla riqualificazione urbana.
“Il Consiglio Comunale con la sua deliberazione - ha commentato il Sindaco del Comune di Matera, Salvatore Adduce - ha inteso salvaguardare gran parte del territorio in modo da non consentire stravolgimenti del disegno generale della città e tutelare le aree più sensibili come quelle storicizzate (centro storico, Spine bianche, Serra Venerdì, Lanera, i borghi La Martella e Venusio) o quelle caratterizzate da tipologie classiche dell'edilizia residenziale pubblica che hanno contraddistinto alcuni interventi qualificanti i Piani di zona della seconda metà del ‘900 (Villa Longo, via Nazionale, Don Sturzo, via Dante, Platani, San Pardo)”.
“Matera - ha dichiarato il Presidente della Sezione Edili ANCE Matera di Confindustria Basilicata, Giovanni Maragno - è l’unico comune della regione ad aver corretto nei tempi previsti dalla Legge 25/2012 gli ambiti di attuazione del Piano Casa, nel senso meno favorevole alla proposizione, ma con l'obiettivo di preservare sostanzialmente gli ambiti storici della città, pur nella condivisibile esigenza di promuovere iniziative a carattere privato che possano stimolare l’edilizia privata, dando vigore ad investimenti che generano lavoro ed occupazione”.
La delibera approvata sarà ora trasmessa alla Regione che, entro 30 giorni, dovrà manifestare il proprio parere vincolante.