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Anagrafe delle opere incompiute, via libera all’invio dei dati

Anagrafe delle opere incompiute, via libera all’invio dei dati

Per le PA è operativo SIMOI, il Sistema Informatico di Monitoraggio delle Opere Incompiute

Vedi Aggiornamento del 15/03/2016
di Giovanni Carbone
Vedi Aggiornamento del 15/03/2016
03/09/2013 - È partita la fase operativa per costituire la banca dati delle opere incompiute in Italia. Lo ha comunicato il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con l’attivazione del Sistema Informatico di Monitoraggio delle Opere Incompiute (SIMOI).
 
L’obiettivo è quello di coordinare, a livello informativo e statistico, i dati sulle opere pubbliche incompiute in possesso delle stazioni appaltanti per individuare, in modo razionale ed efficiente, soluzioni ottimali per il completamento o il riutilizzo di tali opere, anche con diversa destinazione d’uso rispetto a quella prevista in origine.
 
Le Amministrazioni pubbliche come Regioni, Province e Comuni sono tenute ad accedere al sito www.serviziocontrattipubblici.it dove, per ogni opera, dovranno compilare un’apposita scheda identificativa e inviarne i dati.

Per ogni opera verrà indicata la localizzazione, la descrizione, la classificazione, ad esempio come edilizia pubblica, ferrovia o strada, la Stazione Appaltante di riferimento, l’importo complessivo dell’intervento e la percentuale di avanzamento dei lavori. 

Per quanto riguarda l’ambito statale si dovrà operare attraverso il SIMOI, mentre per l’ambito regionale si dovrà far riferimento ai sistemi attivati da ciascuna Regione e Provincia autonoma.
 
La rilevazione delle opere e la redazione del relativo elenco-anagrafe è disciplinata dal Regolamento 42/2013 emanato con decreto ministeriale e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 96 de 24 aprile 2013 (leggi tutto).
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