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Federarchitetti: la corruzione nella P.A. danneggia i progettisti

Federarchitetti: la corruzione nella P.A. danneggia i progettisti

Le proposte: mobilità dei dirigenti, centrali di committenza regionali e procedure di affidamento unificate

Vedi Aggiornamento del 10/11/2014
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 10/11/2014
06/12/2013 - È necessario “contrastare le procedure poco corrette nei rapporti tra le pubbliche amministrazioni ed i liberi professionisti dell’area tecnica, quali architetti, geometri, geologi, ingegneri, periti”.
 
Lo ribadisce in una lettera al Presidente del Consiglio Enrico Letta, Federarchitetti, il Sindacato Nazionale Architetti Liberi Professionisti, in occasione del Rapporto annuale 2013 della Guardia di Finanza, che ha quantificato i danni della corruzione in Italia: 123 milioni di euro nel settore degli incarichi, 8,5 milioni nelle consulenze, 329 milioni nelle procedure di appalto.
 
Dati che si aggiungono ai “danni arrecati dai settori della burocrazia statale e dagli Enti Locali nella produzione incompleta e contraddittoria di provvedimenti legislativi emessi senza soluzione di continuità, nella lentezza delle procedure, nell’abusivismo professionale e nel più smaccato clientelismo”.
 
Un difetto di trasparenza - afferma il Sindacato - che comporta un danno al Paese sotto l’aspetto economico e sociale, contribuendo ad acuirne la crisi occupazionale. Tali oneri sono “penalizzanti per il settore della libera professione” - prosegue la nota - e aggravano una situazione caratterizzata dalla difficoltà, per l’Authority, di redigere bandi-tipo e dal moltiplicarsi di incarichi di servizi tecnici in difformità al Codice dei contratti.
 
Quest’ultimo fenomeno è stato recentemente rilevato dall’Antitrust che ha denunciato le anomalie messe in atto dalle Stazioni Appaltanti: il boicottaggio della gara a favore dei contratti in essere, le offerte di comodo, i sub-appalti, la rotazione delle offerte per la presenza di un cartello; errori diffusi e ripetuti da cui derivano distorsioni della concorrenza, lievitazione dei costi e danno diretto per la collettività.
 
Federarchitetti ricorda di aver più volte denunciato tutto questo e di aver proposto misure di riforma della Pubblica Amministrazione, “necessarie se si vuole contrastare, oltre all’interesse collettivo, anche la deriva in atto riguardante i professionisti del settore tecnico”.
 
Di seguito alcune delle proposte di Federarchitetti per contrastare le attuali discrasie del settore tecnico:
- mobilità interna obbligata tra i dirigenti degli Enti locali, e trasferimenti in Enti paralleli entro un prefissato periodo di tempo, anche al fine di un riequilibrio degli organici;
- centrali di committenza provinciali e/o regionali, per mitigare le interferenze nei rapporti interpersonali, e procedure di affidamento unificate;
- unificazione delle procedure tecniche;
- eliminazione di Albi Comunali ed unico Albo regionale indicante obbiettivi e caratteristiche dei candidati ad assumere affidamenti;
- applicazione di criteri meritocratici con finalità di preselezione e successive aggiudicazioni anche con sorteggio fra soggetti individuati.


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