
Tutela e gestione delle acque, in arrivo 90 milioni di euro
AMBIENTE
Tutela e gestione delle acque, in arrivo 90 milioni di euro
Fondi per tredici regioni del centro-nord. Il ministro Galletti: “Risposta concreta da parte del governo”
Vedi Aggiornamento
del 15/12/2014
18/11/2014 - Il governo finanzierà con quasi 90 milioni di euro tredici regioni del centro-nord e la provincia autonoma di Trento per potenziare la capacità di depurazione dei reflui urbani.
Con un decreto firmato nei giorni scorsi il Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, ha dato il via libera al Piano straordinario di tutela e gestione della risorsa idrica, operativo nel triennio 2014-2016. Oltre ai 90 milioni previsti si aggiungeranno anche i fondi di cofinanziamento regionale per un investimento totale di 240 milioni di euro.
“Questo Piano - spiega il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti - rappresenta una risposta concreta da parte del governo e delle istituzioni locali per il disinquinamento delle acque reflue depurate, dunque per la valorizzazione dell’acqua come bene comune e come risorsa preziosa di tutti i cittadini da difendere. Questo intervento ci consente anche il superamento dei contenziosi aperti nei confronti dell’Italia in Europa”.
L’impegno del governo per gli interventi sul territorio è crescente: 9 milioni e 800 mila euro nel 2014, 30 nel 2015, 50 nel 2016 per un totale di circa 89 milioni.
Le regioni che potranno usufruire del suddetto fondo sono la Lombardia con 13,4 milioni di euro, il Piemonte con 9,6, il Lazio con 9,2, Emilia Romagna con 8,8 e Veneto con 8,7. Sono finanziati per 8,6 milioni di euro gli interventi in Toscana, per 4 milioni e 800 quelli in Abruzzo, mentre ci sono 4,7 milioni per le Marche e 4,2 per Liguria e Friuli Venezia Giulia. All’Umbria sono assegnati 4 milioni, 3 milioni e 400 mila per la Provincia di Trento, 3 vanno al Molise e 2,6 alla Valle D’Aosta.
Sarà compito delle regioni monitorare gli interventi, assicurando il rilascio nei tempi previsti degli atti approvativi, autorizzativi, dei pareri e di tutti gli altri atti di competenza; provvederanno anche “al coordinamento con gli enti locali, all’informazione per garantire la condivisione degli obiettivi e al flusso delle risorse finanziarie di competenza”.
Tutti i fondi stanziati andranno impegnati entro il 31 dicembre 2016, pena la revoca delle risorse.
Le regioni del Sud invece possono contare sul Fondo per lo sviluppo e coesione destinato ad interventi simili con Delibera Cipe n.60 del 2012.
Con un decreto firmato nei giorni scorsi il Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, ha dato il via libera al Piano straordinario di tutela e gestione della risorsa idrica, operativo nel triennio 2014-2016. Oltre ai 90 milioni previsti si aggiungeranno anche i fondi di cofinanziamento regionale per un investimento totale di 240 milioni di euro.
“Questo Piano - spiega il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti - rappresenta una risposta concreta da parte del governo e delle istituzioni locali per il disinquinamento delle acque reflue depurate, dunque per la valorizzazione dell’acqua come bene comune e come risorsa preziosa di tutti i cittadini da difendere. Questo intervento ci consente anche il superamento dei contenziosi aperti nei confronti dell’Italia in Europa”.
L’impegno del governo per gli interventi sul territorio è crescente: 9 milioni e 800 mila euro nel 2014, 30 nel 2015, 50 nel 2016 per un totale di circa 89 milioni.
Le regioni che potranno usufruire del suddetto fondo sono la Lombardia con 13,4 milioni di euro, il Piemonte con 9,6, il Lazio con 9,2, Emilia Romagna con 8,8 e Veneto con 8,7. Sono finanziati per 8,6 milioni di euro gli interventi in Toscana, per 4 milioni e 800 quelli in Abruzzo, mentre ci sono 4,7 milioni per le Marche e 4,2 per Liguria e Friuli Venezia Giulia. All’Umbria sono assegnati 4 milioni, 3 milioni e 400 mila per la Provincia di Trento, 3 vanno al Molise e 2,6 alla Valle D’Aosta.
Sarà compito delle regioni monitorare gli interventi, assicurando il rilascio nei tempi previsti degli atti approvativi, autorizzativi, dei pareri e di tutti gli altri atti di competenza; provvederanno anche “al coordinamento con gli enti locali, all’informazione per garantire la condivisione degli obiettivi e al flusso delle risorse finanziarie di competenza”.
Tutti i fondi stanziati andranno impegnati entro il 31 dicembre 2016, pena la revoca delle risorse.
Le regioni del Sud invece possono contare sul Fondo per lo sviluppo e coesione destinato ad interventi simili con Delibera Cipe n.60 del 2012.