28/05/2015 - Un intervento edilizio non può essere frazionato per eludere le norme sui titoli abilitativi. È il monito dato dalla Cassazione con la sentenza 16622/2015.
Il Caso
Il proprietario di un locale aveva realizzato una tettoia di 100 metri quadri presentando una Denuncia di inizio attività (Dia). Successivamente era stata presentata un’altra Dia per la chiusura dei lati.
La tettoia era stata sottoposta a sequestro preventivo motivando la decisione col fatto che l’intervento fosse stato eseguito in zona sismica e in un’area sottoposta a vincolo idrogeologico.
Frazionamento degli interventi edilizi
Il Tribunale ordinario in un primo momento aveva annullato il sequestro preventivo. Nei successivi gradi di giudizio, però, la situazione è cambiata.
La Cassazione ha fatto notare che l’intervento comportava in realtà un aumento della volumetria e che sarebbe stato necessario chiedere fin dall’inizio il permesso di costruire. La presentazione di due Dia riferite a due diversi interventi rivelava quindi la volontà di nascondere la vera entità dei lavori.
I giudici hanno quindi concluso che il
regime dei titoli abilitativi non può essere eluso suddividendo l’attività edificatoria finale nelle singole opere che concorrono a realizzarla.
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