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Jobs Act autonomi, i professionisti denunciano un dietrofront sulle tutele

Jobs Act autonomi, i professionisti denunciano un dietrofront sulle tutele

Lanciata la protesta #NonCiGarba: a rischio la deducibilità totale dei costi di formazione. Confronto aperto su tempi di pagamento e esenzioni per malattia grave

Vedi Aggiornamento del 10/02/2016
Jobs Act autonomi, i professionisti denunciano un dietrofront sulle tutele
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 10/02/2016
22/01/2016 - Potrebbero essere ridimensionate le misure contenute nel Jobs Act degli autonomi. È la denuncia lanciata con l’hashtag #NonCiGarba dall’associazione dei freelance Acta in rete insieme ad Alta Partecipazione, Confassociazioni e Confprofessioni.
 
La totale deducibilità delle spese per la formazione e l’aggiornamento professionale, la tutela in caso di malattia grave, gli strumenti per difendersi dai ritardi nei pagamenti delle parcelle e l’aumento del periodo di congedo parentale sono alcuni dei cardini su cui poggia lo statuto dei lavoratori autonomi.
 
Rispetto al testo circolato ad ottobre, potrebbero essere inserite delle condizioni che limiterebbero la portata di alcune misure.
 

Jobs Act autonomi, formazione e aggiornamento professionale

Il testo circolato a ottobre prevede l’integrale deducibilità delle spese per la formazione e l’aggiornamento professionale fino a un massimo di 10 mila euro annui.
 
Le associazioni lamentano però che in una nuova versione sia stato inserito il vincolo dell’accreditamento. Questo significa che i professionisti potranno dedurre solo i costi dei corsi erogati da organismi ed enti accreditati. Secondo le associazioni si tratta di un vincolo inaccettabile dato che è il lavoratore a pagare i corsi e che dovrebbe quindi poter scegliere quelli in grado di garantirgli i migliori sbocchi occupazionali.
 

Statuto lavoratori autonomi e tempi di pagamento

La bozza estende ai lavoratori autonomi le tutele contro i ritardi nei pagamenti. Anche in questo caso le associazioni denunciano che, rispetto alla versione iniziale, si sia passati da 60 a 90 giorni per considerare il ritardo un abuso. Al momento il confronto è aperto, ma il Governo potrebbe confermare il limite a 60 giorni.
 
Nei giorni scorsi, un comunicato congiunto diramato dalle associazioni, scriveva infatti “esiste una legge che fissa a 30 giorni il tempo massimo per il saldo delle fatture. È sempre stata ignorata e ciò che ci attendiamo dallo Statuto è che finalmente sia operativo un limite e che impedisca accordi diversi”.
 

Jobs Act autonomi e tutela per malattia grave

Il testo prevede la sospensione degli obblighi previdenziali e fiscali durante il periodo della malattia, per un massimo di venti mesi. A detta delle associazioni, rispetto alla versione iniziale potrebbe essere cancellata la possibilità di equiparare alla degenza ospedaliera i periodi di malattia certificata conseguenti al trattamento di malattie oncologiche. Anche su questo punto il confronto è in atto e Palazzo Chigi potrebbe confermare la copertura delle terapie oncologiche. 
 

Congedi parentali nel Jobs Act autonomi

Potranno usufruire dei congedi parentali anche i padri lavoratori autonomi. Il periodo di congedo passerà dagli attuali tre mesi entro il primo anni di vita a sei mesi, anche non consecutivi, nei primi tre anni di vita del bambino.
 

Le altre tutele dello Statuto lavoratori autonomi

Il Jobs Act degli autonomi contiene anche misure per difendere le invenzioni sviluppate dal lavoratore autonomi nell’esercizio della sua attività.
 
L’ Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (Anpal) sarà coinvolta nella riorganizzazione dei centri per l’impiego, dove saranno istituiti sportelli unici territoriali dedicati ai lavoratori autonomi.
 
Le amministrazioni dovranno promuovere la partecipazione dei lavoratori autonomi agli appalti pubblici.
 
La no tax-area includerà i lavoratori autonomi da 4.800 a 8 mila euro, ricalcando i livelli dei lavoratori dipendenti. Saranno poi agevolati progressivamente gli autonomi nella fascia da 8 mila a 20 mila euro di reddito lordo, con risparmi di imposta stimati tra i 600 e gli 800 euro annui.
 
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