
Edifici abusivi, l’ordine di demolizione non può essere generico
NORMATIVA
Edifici abusivi, l’ordine di demolizione non può essere generico
CdS: il Comune deve indicare gli estremi catastali dell’immobile da abbattere e l’assenza o la difformità dei permessi edilizi
Vedi Aggiornamento
del 23/08/2017

16/08/2016 - L’ordine di demolizione di uno o più manufatti abusivi non può essere generico. Con la sentenza 2963/2016, il Consiglio di Stato ha spiegato che gli edifici o le parti di edificio da abbattere devono essere indicate in modo puntuale.
Nel caso preso in esame, il titolare di un’impresa aveva ricevuto l’ordine di demolizione per alcuni edifici indicati in modo generico come “opere abusive” e “manufatti” in corso di esecuzione.
Il titolare aveva fatto quindi ricorso sostenendo che negli anni aveva realizzato molti interventi sui terreni di sua proprietà e che dall’ordine del Comune non si capiva per quali manufatti si chiedesse la demolizione.
I giudici hanno dato ragione al titolare dell’impresa giudicando il provvedimento carente per “evidente indeterminatezza e genericità dell’oggetto dell’ordine di demolizione”.
A detta del Consiglio di Stato, gli immobili devono essere individuati con precisione. È quindi necessario indicare, oltre alla loro ubicazione, i riferimenti catastali.
Necessari inoltre, ha sottolineato il CdS, gli estremi dei titoli abilitativi ottenuti e la segnalazione delle eventuali difformità tra quanto dichiarato e l’intervento effettivamente realizzato.
Per questi motivi il provvedimento del Comune è stato annullato. I giudici hanno però spiegato che l’Amministrazione può adottare nuovamente l’ordine di demolizione, questa volta completo di tutti gli elementi indicati.
Nel caso preso in esame, il titolare di un’impresa aveva ricevuto l’ordine di demolizione per alcuni edifici indicati in modo generico come “opere abusive” e “manufatti” in corso di esecuzione.
Il titolare aveva fatto quindi ricorso sostenendo che negli anni aveva realizzato molti interventi sui terreni di sua proprietà e che dall’ordine del Comune non si capiva per quali manufatti si chiedesse la demolizione.
I giudici hanno dato ragione al titolare dell’impresa giudicando il provvedimento carente per “evidente indeterminatezza e genericità dell’oggetto dell’ordine di demolizione”.
A detta del Consiglio di Stato, gli immobili devono essere individuati con precisione. È quindi necessario indicare, oltre alla loro ubicazione, i riferimenti catastali.
Necessari inoltre, ha sottolineato il CdS, gli estremi dei titoli abilitativi ottenuti e la segnalazione delle eventuali difformità tra quanto dichiarato e l’intervento effettivamente realizzato.
Per questi motivi il provvedimento del Comune è stato annullato. I giudici hanno però spiegato che l’Amministrazione può adottare nuovamente l’ordine di demolizione, questa volta completo di tutti gli elementi indicati.