
Sardegna, il permesso di costruire sarà autocertificabile
NORMATIVA
Sardegna, il permesso di costruire sarà autocertificabile
Via libera alla semplificazione degli iter amministrativi. Altra novità: negli atti ufficiali si scriverà ‘architetta’ e ‘ingegnera’
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del 23/01/2017

17/10/2016 - Un sistema di programmazione delle attività di semplificazione; strumenti per migliorare la qualità della regolazione; norme per ridurre i tempi dei procedimenti amministrativi; un primo pacchetto di misure di semplificazione di procedure amministrative di settore e, infine, l’istituzione del SUAPE, Sportello unico per le attività produttive e per l’edilizia.
Sono questi i cinque assi fondamentali del disegno di legge per la qualità della regolazione e di semplificazione dei procedimenti amministrativi approvato dal Consiglio Regionale della Sardegna.
La Sardegna che vuole crescere e creare sviluppo non può fare a meno di una pubblica amministrazione di qualità - spiega il comunicato. La legge detta norme sulla qualità della regolazione e di semplificazione dei procedimenti amministrativi: avere risposte dalla pubblica amministrazione sarà più semplice e, soprattutto, ci saranno maggiori certezze sui tempi della burocrazia.
Le legge prevede tutti gli interventi edilizi seguiranno lo stesso iter e, se non sono presenti vincoli, potranno essere iniziati immediatamente o dopo 20 giorni dalla presentazione dell’autocertificazione, senza dover attendere il rilascio di alcun atto, compreso il permesso di costruire.
La relazione al ddl sottolinea che, per il permesso di costruire, nel 2013 si è riscontrata una media nazionale pari a 233 giorni di attesa. Solo a titolo di esempio - prosegue la relazione -, oggi per ottenere un permesso di costruire in area con vincolo paesaggistico la legge prevede ben cinque passaggi successivi e un massimo di 180 giorni, che spesso vengono ampiamente superati.
“Proprio nel settore edile - ha aggiunto Piras - la legge abbatte i tempi per i procedimenti: finalmente anche i cittadini non dovranno più presentare documentazione cartacea, basterà un semplice invio e, soprattutto, in formato digitale”.
“Siamo tra le prime regioni in Italia - ha detto il presidente della Regione, Francesco Pigliaru - a dar vita allo Sportello Unico per le attività produttive e per l’edilizia. L’ampia diffusione dei servizi digitali fa il resto, aprendo la strada alla nuova cultura della semplificazione e dell’innovazione.”
“Abbiamo previsto nella legge le conferenze di servizio in modalità telematica e la contemporaneità delle verifiche procedimentali - ha aggiunto l’assessore Piras.
Quindi, nei documenti istituzionali della Regione presto si leggerà ‘sindaca’, ‘consigliera’, ‘assessora’ e anche ‘architetta’ e ‘ingegnera’.
La struttura della Giunta regionale preposta alla comunicazione istituzionale predisporrà la revisione del lessico giuridico e amministrativo di atti, provvedimenti e comunicazioni, secondo gli orientamenti europei e nazionali in materia e mediante l’analisi di buone pratiche.
Sono questi i cinque assi fondamentali del disegno di legge per la qualità della regolazione e di semplificazione dei procedimenti amministrativi approvato dal Consiglio Regionale della Sardegna.
La Sardegna che vuole crescere e creare sviluppo non può fare a meno di una pubblica amministrazione di qualità - spiega il comunicato. La legge detta norme sulla qualità della regolazione e di semplificazione dei procedimenti amministrativi: avere risposte dalla pubblica amministrazione sarà più semplice e, soprattutto, ci saranno maggiori certezze sui tempi della burocrazia.
Permesso di costruire autocertificabile
“Il nostro obiettivo - ha detto l’assessore dell’Industria, Maria Grazia Piras - è venire incontro alle numerose richieste per sveltire le procedure, richieste che sempre più provengono dal mondo imprenditoriale e dai semplici cittadini. Tutte faranno capo allo stesso sportello, il Suape, che racchiude le competenze delle attività produttive e dell’edilizia, quasi tutte saranno autocertificabili compreso il permesso di costruire”.Le legge prevede tutti gli interventi edilizi seguiranno lo stesso iter e, se non sono presenti vincoli, potranno essere iniziati immediatamente o dopo 20 giorni dalla presentazione dell’autocertificazione, senza dover attendere il rilascio di alcun atto, compreso il permesso di costruire.
La relazione al ddl sottolinea che, per il permesso di costruire, nel 2013 si è riscontrata una media nazionale pari a 233 giorni di attesa. Solo a titolo di esempio - prosegue la relazione -, oggi per ottenere un permesso di costruire in area con vincolo paesaggistico la legge prevede ben cinque passaggi successivi e un massimo di 180 giorni, che spesso vengono ampiamente superati.
“Proprio nel settore edile - ha aggiunto Piras - la legge abbatte i tempi per i procedimenti: finalmente anche i cittadini non dovranno più presentare documentazione cartacea, basterà un semplice invio e, soprattutto, in formato digitale”.
Il SUAPE Sportello unico per le attività produttive e per l’edilizia
Con il SUAPE la Sardegna è tra le prime regioni in Italia a dotarsi di uno sportello unico che garantisce al cittadino un solo punto di accesso, attribuendo a un singolo ufficio tanto le competenze esercitate dal SUAP (Sportello per le attività produttive) quanto le competenze relative all’edilizia privata finora gestite dal SUE. Per i disegni di legge e i provvedimenti, in base al principio della “priorità digitale”, vengono contemplate modalità attuative prevalentemente digitali.“Siamo tra le prime regioni in Italia - ha detto il presidente della Regione, Francesco Pigliaru - a dar vita allo Sportello Unico per le attività produttive e per l’edilizia. L’ampia diffusione dei servizi digitali fa il resto, aprendo la strada alla nuova cultura della semplificazione e dell’innovazione.”
“Abbiamo previsto nella legge le conferenze di servizio in modalità telematica e la contemporaneità delle verifiche procedimentali - ha aggiunto l’assessore Piras.
Le politiche di genere
Per favorire lo sviluppo delle politiche di genere, la Regione dovrà adottare un linguaggio amministrativo “non discriminante e rispettoso dell’identità di genere”, mediante l’identificazione sia del soggetto femminile che del soggetto maschile negli atti amministrativi, nella corrispondenza e nella denominazione di incarichi, di funzioni politiche e amministrative.Quindi, nei documenti istituzionali della Regione presto si leggerà ‘sindaca’, ‘consigliera’, ‘assessora’ e anche ‘architetta’ e ‘ingegnera’.
La struttura della Giunta regionale preposta alla comunicazione istituzionale predisporrà la revisione del lessico giuridico e amministrativo di atti, provvedimenti e comunicazioni, secondo gli orientamenti europei e nazionali in materia e mediante l’analisi di buone pratiche.