27/03/2017 - Centri di ricerca scientifica universitaria o a servizio delle imprese, ma anche musei per avvicinare il pubblico ai temi della scienza. Sono i tecnopoli, parchi scientifici in cui le attività di ricerca e sviluppo vanno di pari passo con le iniziative turistiche e culturali.
Dopo il viaggio tra i
Science park più all’avanguardia nel mondo, ecco una carrellata di poli scientifici e tecnologici tutti italiani.
Technology Centre, Bologna
Il
progetto degli architetti von Gerkan, Marg e Partner dello studio Gmp sta trasformando la vecchia Manifattura Tabacchi, a nord di Bologna, in un moderno parco tecnologico. Il progetto ha previsto la restaurazione degli edifici esistenti, già opera dell’architetto Pier Luigi Nervi. Quelli nuovi proseguiranno sulla stessa linea, ma in chiave moderna con spazi flessibili per adattarsi ad esigenze variabili. Il centro è stato scelto come sede migliore per il nuovo data center dell' ECMWF, il Centro Europeo per le previsioni meteo a medio termine, che dovrebbe entrare in funzione nel 2019.

Foto: Archilovers - Gartner & Christ
Città della scienza, Napoli
Il polo lavora per costruire un’economia basata sulla conoscenza. Completamente distrutto da un rogo di origine dolosa a marzo 2013, è stato ricostruito in tempi record. Al suo interno c’è “Corporea”, il primo museo interattivo in Europa interamente dedicato al tema della salute, delle scienze e tecnologie biomedicali e della prevenzione.

Foto: Pica Ciamarra Associati
Città della scienza, Catania
La città della scienza di Catania promuove la divulgazione scientifica grazie a volontari provenienti dal mondo universitario. Si trova in una vecchia raffineria di zolfo, poi riconvertita, e ospita un museo interattivo composto da cinque sezioni definite isole, un'area espositiva distribuita lungo un corridoio sospeso, un auditorium, alcuni laboratori e un'area ristoro. Nella stessa area, con un altro progetto di riconversione industriale è nato il Centro Fieristico "Le Ciminiere".

Foto: Università degli Studi di Catania
Kilometro Rosso, Bergamo
Questo parco scientifico, ispirato alla multisettorialità ed alla interdisciplinarietà, è un campus che valorizza il dialogo tra cultura accademica, imprenditoriale e scientifica. La sua realizzazione è stata curata dall’architetto Jean Nouvel che, data la vicinanza all’autostrada, ha giocato con la dimensione estetica della velocità. Le strutture sono state progettate per garantire la flessibilità, l’adattamento alle esigenze delle società che vi si insedieranno e il risparmio energetico.

Foto: Kilometrorosso.com
Tecnopolo per la ricerca industriale, Reggio Emilia
Nate come fabbriche (Officine Righi) di materiale rotabile ferroviario e convertite, durante la prima guerra mondiale, per produrre cannoni e ogive per proiettili e, in seguito, velivoli da guerra, hanno conosciuto l'abbandono e il degrado, ma sono tornate a vivere col progetto di riconversione
curato dall'architetto Andrea Oliva, che ne ha fatto un polo tecnologico. Per volontà del progettista, gli ambienti sono rimasti fedeli al passato come esempio di archeologia industriale. Il Tecnopolo sorge nell'ex capannone 19 e fa parte del
Parco Innovazione in cui si trova anche il Centro Internazionale "Loris malaguzzi". Il parco si propone come modello di sviluppo locale basato sull’economia della conoscenza.

Foto: Kai-Uwe Schulte-Bunert
Laboratori Nazionali del Gran Sasso, Assergi (L’Aquila)
Quello sotto i monti del Gran Sasso è il centro di ricerca sotterraneo più grande del mondo. I laboratori sono stati progettati e costruiti con lo scopo di sfruttare la protezione dalla radiazione cosmica, ottenuta con gli oltre 1.400 metri di montagna sovrastanti, principale requisito per l’attività scientifica a cui sono dedicati.

Foto: www.lngs.infn.it
Centro di ricerca applicata Ipazia, Novara
Il Centro di Ricerca Applicata Ipazia di Novara ospita una sede universitaria e la Fondazione Novara Sviluppo. È intitolato a Ipazia, prima scienziata della storia, vissuta a cavallo fra il 300 e il 400 d.C. e considerata la martire della libertà di pensiero. L’edificio si inserisce in un progetto più ampio di riqualificazione urbana, curato società 3TI Progetti Italia ingegneria integrata Spa di Roma. Qui dovrebbe essere ospitato il Centro per la Ricerca Traslazionale sulle Malattie Autoimmuni che sarà gestito dall’Università del Piemonte Orientale.

Foto: 3TI Progetti
Area Science Park, Trieste
Nato nel 1978, ospita enti di ricerca che collaborano con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. È composto da una serie di edifici, immersi in un’area verde, dotati di ampie vetrate, facciate curve e griglie forate. Sull'area sorgeva un campo profughi che dal secondo dopoguerra fino agli anni '70, quando è stato chiuso, ha ospitato gli sfollati istriani. Una parte del campo oggi è un museo.
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Foto: www.areasciencepark.it