
Costruzioni, Legambiente: il futuro è nel riciclo dei rifiuti
AMBIENTE
Costruzioni, Legambiente: il futuro è nel riciclo dei rifiuti
Le buone pratiche: Juventus Stadium, Padiglioni Expo, Silos di Copenhagen
Vedi Aggiornamento
del 30/01/2018

26/06/2017 - Il futuro delle costruzioni passa per l’innovazione ambientale e per la definizione di regole chiare e trasparenti per facilitare il riciclo.
È questo il tema che emerge dal dossier ‘L’economia circolare nel settore delle costruzioni’, redatto dall’Osservatorio Recycle di Legambiente, presentato il 21 giugno nel corso del IV EcoForum Rifiuti 2017.
Il tema del riciclo - spiega Legambiente - è stato ripreso più volte anche dall’Europa e ben spiegato anche nelle Direttive europee, in particolare dalla Direttiva 2008/98/CE che prevede che al 2020 si raggiunga un obiettivo pari al 70% del riciclo dei rifiuti da costruzione e demolizione.
Ma a frenare l’economia circolare sono anche l’assenza di riferimenti chiari e obblighi per l’utilizzo di materiali provenienti dal riciclo nei cantieri dei lavori pubblici e le difficoltà di utilizzo che i materiali provenienti dal riciclo trovano nella loro applicazione.
Per questo, secondo Legambiente, è indispensabile abbattere al più presto questi ostacoli non tecnologici, e allo stesso tempo attuare la direttiva europea introducendo obblighi crescenti di utilizzo di aggregati riciclati, cambiare i capitolati, fissando obiettivi prestazionali, e avviare controlli e monitoraggi dei rifiuti da demolizioni.
Dallo Juventus Stadium al recupero e riutilizzo dell’acciaio dei Padiglioni Expo, dal complesso residenziale Casanova EA8 di Bolzano alle buone pratiche oltre oceano come la Coucil House a Melbourne o il Silos di Copenhagen, solo per citarne alcuni.
Senza dimenticare i vantaggi che l’economia circolare porterebbe al settore delle costruzioni in termini di lavoro e attività imprenditoriali, nella riduzione del prelievo da cava (arrivando al 70% di riciclo di materiali di recupero si genererebbero oltre 23 milioni di tonnellate di materiali che permetterebbero di fermare la produzione di almeno 100 cave di sabbia e ghiaia per un anno) e soprattutto nella riduzione dei gas serra (aumentando la quantità di pneumatici fuori uso recuperati e utilizzati fino a raddoppiarla al 2020, diventerebbe possibile riasfaltare 26.000 km di strade).
È questo il tema che emerge dal dossier ‘L’economia circolare nel settore delle costruzioni’, redatto dall’Osservatorio Recycle di Legambiente, presentato il 21 giugno nel corso del IV EcoForum Rifiuti 2017.
Il tema del riciclo - spiega Legambiente - è stato ripreso più volte anche dall’Europa e ben spiegato anche nelle Direttive europee, in particolare dalla Direttiva 2008/98/CE che prevede che al 2020 si raggiunga un obiettivo pari al 70% del riciclo dei rifiuti da costruzione e demolizione.
Il riciclo dei rifiuti da costruzione e demolizione: le difficoltà
Nel dossier si fa il punto sulla situazione attuale descrivendo le barriere che ostacolano l’economia circolare in questo settore a partire dai cantieri dei lavori pubblici e privati, dove i capitolati diventano spesso un ostacolo insormontabile per gli aggregati riciclati.Ma a frenare l’economia circolare sono anche l’assenza di riferimenti chiari e obblighi per l’utilizzo di materiali provenienti dal riciclo nei cantieri dei lavori pubblici e le difficoltà di utilizzo che i materiali provenienti dal riciclo trovano nella loro applicazione.
Per questo, secondo Legambiente, è indispensabile abbattere al più presto questi ostacoli non tecnologici, e allo stesso tempo attuare la direttiva europea introducendo obblighi crescenti di utilizzo di aggregati riciclati, cambiare i capitolati, fissando obiettivi prestazionali, e avviare controlli e monitoraggi dei rifiuti da demolizioni.
Il riciclo dei rifiuti da costruzione e demolizione: le buone pratiche
Ma il dossier raccoglie anche le buone pratiche in atto già in diversi Paesi del mondo che dimostrano come oggi esistano norme codificate basate sulle prestazioni che permettano ai materiali da riciclo di poter competere sul piano tecnico e anche del prezzo.Dallo Juventus Stadium al recupero e riutilizzo dell’acciaio dei Padiglioni Expo, dal complesso residenziale Casanova EA8 di Bolzano alle buone pratiche oltre oceano come la Coucil House a Melbourne o il Silos di Copenhagen, solo per citarne alcuni.
Senza dimenticare i vantaggi che l’economia circolare porterebbe al settore delle costruzioni in termini di lavoro e attività imprenditoriali, nella riduzione del prelievo da cava (arrivando al 70% di riciclo di materiali di recupero si genererebbero oltre 23 milioni di tonnellate di materiali che permetterebbero di fermare la produzione di almeno 100 cave di sabbia e ghiaia per un anno) e soprattutto nella riduzione dei gas serra (aumentando la quantità di pneumatici fuori uso recuperati e utilizzati fino a raddoppiarla al 2020, diventerebbe possibile riasfaltare 26.000 km di strade).