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Dibattito pubblico, sarà obbligatorio per opere oltre i 200 milioni

Dibattito pubblico, sarà obbligatorio per opere oltre i 200 milioni

Il Ministro Delrio ha firmato il decreto, consultazioni obbligatorie anche per importi inferiori se richieste da Amministrazioni centrali, Enti locali e cittadini

Vedi Aggiornamento del 10/04/2018
Dibattito pubblico, sarà obbligatorio per opere oltre i 200 milioni
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 10/04/2018
16/06/2017 - Dibattito pubblico obbligatorio per opere di importo superiore a 200 milioni di euro o se richiesto da Amministrazioni centrali, Enti locali e cittadini. Sono i contenuti del decreto, attuativo del Codice Appalti, firmato dal Ministro delle infrastrutture e trasporti, Graziano Delrio.
 
I contenuti della norma, che ha come obiettivo la realizzazione di opere condivise con le popolazioni coinvolte, per evitare a monte contenziosi e il blocco dei cantieri, sono stati annunciati da Delrio durante il convegno “Connettere l’Italia”.
 

Dibattito pubblico, quando è possibile

Il decreto prevede che il dibattito pubblico si apra quando il proponente può ancora modificare il progetto, quindi sul documento delle alternative progettuali. I risultati del Dibattito pubblico concorrono all’elaborazione del progetti di fattibilità.
 
Sarà obbligatorio per opere di una certa consistenza, tra i 200 e 500 milioni di euro a seconda della tipologia di intervento. l dibattito pubblico sarà obbligatorio anche per opere di importo inferiore se richiesto dalle amministrazioni centrali (Presidenza del Consiglio e Ministeri), dagli enti locali (un consiglio regionale, una provincia, una città metropolitana, un numero di consigli comunali rappresentativi di almeno 100.000 abitanti) o dai cittadini (almeno 50.000 elettori). 
 
Il proponente potrà sempre aprire un dibattito pubblico qualora lo ritenga necessario, anche se non ci sono le condizioni per l’obbligatorietà.
 

Dibattito pubblico, la procedura

Il dibattito pubblico durerà quattro mesi, prorogabili per altri due mesi in caso di comprovata necessità. Sarà preceduto da una fase dedicata alla progettazione del processo decisionale della durata massima di tre mesi.
 
Il procedimento di consultazione sarà articolato in incontri di informazione, approfondimento, discussione e gestione dei conflitti e nella raccolta di proposte e posizioni da parte di cittadini, associazioni, istituzioni.
 
Il dibattito pubblico verrà gestito da un responsabile selezionato dal proponente con una gara pubblica. Il responsabile opererà in autonomia coordinando le attività con il proponente dell’opera e il Comitato di monitoraggio formato dagli enti locali interessati dall’opera.
 
Una volta terminato il dibattito pubblico, il proponente avrà tre mesi di tempo per presentare un dossier conclusivo contenente la volontà o meno di realizzare l’intervento, le eventuali modifiche apportate al progetto e le ragioni che hanno condotto a non accogliere eventuali proposte.
 
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