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No alla centrale di progettazione, il Cni propone la centrale di programmazione

No alla centrale di progettazione, il Cni propone la centrale di programmazione

‘Abbiamo vissuto 130 anni con la legge sui lavori pubblici del 1865’. Per la riforma del Codice Appalti Zambrano chiede norme semplici e chiare

Vedi Aggiornamento del 13/11/2019
No alla centrale di progettazione, il Cni propone la centrale di programmazione
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 13/11/2019
06/03/2019 - “La centralità della progettazione per noi è un mantra”. Ad affermarlo è stato il presidente del Consiglio nazionale degli Ingegneri (CNI), Armando Zambrano, che durante il Festival del Lavoro ha toccato la riforma del Codice Appalti, tema di grande interesse per il mondo delle professioni, suggerendo al Governo la creazione di una centrale di programmazione piuttosto che di una centrale di progettazione.
 
L’intervento di Zambrano arriva subito dopo quello dell’Anci, che con l’obiettivo di semplificare le procedure e sbloccare i cantieri ha proposto il ritorno all’appalto integrato, argomento su cui i professionisti non sono d’accordo.
 

Centralità della progettazione obiettivo fondamentale

Sercondo Zambrano, l’obiettivo della centralità della progettazione spesso viene perso di vista da chi scrive le norme. “Centralità della progettazione significa che, per fare un’opera pubblica di qualità nei tempi e nei costi previsti, il progetto deve essere fatto bene, il che comporta tutta una serie di necessità. Fare una programmazione è importantissimo perché distribuire i fondi in funzione delle opere è una cosa complessa. che prevede anche una strategia che riguarda il Paese, un’organizzazione complessiva fondamentale. Poi si tratta di affidare il progetto a chi lo sa fare.  C’è bisogno di interdisciplinarietà garantita da gruppi professionali con decine di professionisti che spaziano dallo strutturista, al geologo, all’agronomo, all’architetto e così via. Un mondo di professionalità e competenze che va messo insieme.”
 

Codice Appalti, regole semplici e chiare

Il Codice Appalti, ha affermato Zambrano, va semplificato e sburocratizzato. “Noi abbiamo vissuto 130 anni con la legge sui lavori pubblici del 1865. Non sogno un ritorno al passato, ma quella norma ha funzionato bene per tutto quel tempo perché basata su regole semplici e chiare. Probabilmente ad essa mancava solamente una prescrizione più forte per le varianti che sono la rovina di questo Paese”.
 

Zambrano lancia l’idea di una centrale di programmazione

Zambrano ha sottolineato la necessità di una programmazione adeguata. “La norma che è venuta fuori dalla Finanziaria sulla centrale di progettazione - ha spiegato - ci ha molto preoccupato come categorie tecniche, proprio perché pensare che lo Stato possa supplire a tanti professionisti, tante strutture, tante stazioni appaltanti, anche fatte e ben motivate, con un’unica centrale che possa redigere progetti per tutto il Paese ci sembra un’assurdità”
 
“Sarebbe diverso - ha aggiunto - se, invece di centrale di progettazione, parlassimo di centrale di programmazione. È lì che veramente c’è la necessità di utilizzare risorse anche in prospettiva”.
 
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