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Venezia, dal Governo 20 milioni di euro per l’emergenza

Venezia, dal Governo 20 milioni di euro per l’emergenza

La proposta del PD: art bonus per le chiese danneggiate. Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia: ‘MOSE scandalo nazionale. Perché non è in funzione?’

Vedi Aggiornamento del 20/01/2020
Foto: governo.it
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di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 20/01/2020
15/11/2019 - Il Governo ha dichiarato lo stato di emergenza nei territori della Regione Veneto colpiti dagli eccezionali eventi meteorologici dei giorni scorsi. Lo ha deciso il Consiglio dei Ministri di ieri sera. Stessa iniziativa è stata presa anche per le zone della provincia di Alessandria interessate dagli eventi meteorologici del 19-22 ottobre 2019.
 
Nelle more della definizione e quantificazione dei danni, è stato deciso un primo stanziamento di 20 milioni di euro per Venezia e di 17 milioni per Alessandria, per far fronte agli interventi di soccorso e assistenza alla popolazione, al ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche e alle attività di gestione dei rifiuti e del materiale alluvionale.
 
A breve il Governo dichiarerà lo stato di emergenza anche per il Friuli Venezia Giulia, come annunciato dal capo del dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli. Per Matera, colpita martedì scorso dal maltempo, si registrano, invece, le telefonate del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al sindaco Raffaello De Ruggieri, e l’avvio della valutazione dei danni agli ipogei da parte dal Ministero dei Beni culturali.
 

Venezia, Franceschini: Art Bonus per le chiese danneggiate

“Abbiamo presentato un emendamento per estendere l’art bonus, l’incentivo fiscale per chi dona per il recupero del patrimonio culturale, anche a tutto il patrimonio ecclesiastico di Venezia. Sono tante le chiese che hanno avuto danni e sono state invase dall’acqua. In Parlamento auspico che tutte le forze politiche convergano su questa proposta che non deve avere colore politico”. Lo ha dichiarato il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, al termine del sopralluogo nell’area marciana e a Palazzo Ducale.
 

Venezia, arriva il commissario per il MOSE

Elisabetta Spitz, ex direttrice dell’Agenzia del Demanio sarà supercommissario per il MOSE. Lo ha annunciato ieri a Radio Capital la ministra alle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli. “Ci sono stati forti rallentamenti sul progetto che oggi però è compiuto al 93%. Mancano gli ultimi 400 milioni. Sono stati appostati dal governo, non sono fermi per motivi burocratici. Non c’è niente di fermo, i lavori stanno andando avanti. L’obiettivo è di completarlo entro il 2021” - ha concluso la ministra.
 

MOSE, Zaia: ‘scandalo nazionale. Perché non è in funzione?’

“È uno scandalo nazionale, ero forse alle elementari quando parlavano di MOSE”. Lo ha detto ieri il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, a Repubblica TV. “Prendiamo atto che ci sono 5 miliardi di euro sott’acqua e non abbiamo ben capito quale sia il motivo per cui ancora non è in funzione. Da quello che ci risulta il MOSE è concluso. Non è un’opera della Regione Veneto, ma un cantiere dello Stato”.
 
“Si dice che è quasi ultimato e che per metterlo in funzione ci vorranno 80/100 milioni di euro l’anno - aveva detto Zaia in mattinata a 24Mattino su Radio 24. Bisogna metterlo in funzione e vedremo se funziona. Abbiamo discusso con tutti i Governi per metterlo in funzione e tra l’altro MOSE è un modello unico mai collaudato dal vivo, le paratie sono sott’acqua e c’è già la corrosione”.
 
“Per realizzare l’opera ci vogliono 400 milioni di euro che non sono ancora stati stanziati dal Governo. Aspettare ancora fino al 2021 mi sembra tanto. Non sono ancora ben definite le motivazioni per cui ci siano ancora dei lavori da fare, quali siano esattamente e se la gestione è ben programmata, è un’opera faraonica: sott’acqua ci sono dei grattaceli in cemento armato”.
 

MOSE, la corruzione e le condanne a Venezia

Ricordiamo che il via libera al MOSE è stato dato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici nel 1994, la prima pietra posata nel 2003, con fine dei lavori prevista per il 2016, e la costruzione è andata avanti per oltre 10 anni.
 
Nel 2014 la procura di Venezia ha arrestato 35 persone per corruzione. L’operazione ha colpito l’ex governatore del Veneto, Giancarlo Galan, l’ex sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, l’ex ministro dei Trasporti, Altero Matteoli. Galan, anche ex-deputato di Forza Italia ed ex-ministro dell’Agricoltura, ha patteggiato due anni e dieci mesi per corruzione continuata. Gli è stata confiscata la villa sui Colli Euganei, per un controvalore di 2 milioni e 600mila euro, ed è stato condannato a risarcire lo Stato per 5 milioni 808 mila euro.
 
I costi di realizzazione del MOSE sono lievitati dagli iniziali 3.200 miliardi di lire ai 5,5 miliardi di euro ad oggi spesi, fino ai quasi 7 miliardi di euro previsti al completamento, ai quali si aggiungeranno 100 milioni di euro l’anno per la manutenzione.
 
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