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Fondo salva opere, in arrivo 45,5 milioni di euro per le PMI in crisi

Fondo salva opere, in arrivo 45,5 milioni di euro per le PMI in crisi

Pubblicato il decreto che regola le modalità di erogazione delle risorse; il termine per le istanze 2019 è però scaduto lo scorso 10 dicembre

Vedi Aggiornamento del 10/12/2021
Foto: Katarzyna Bialasiewicz ©123RF.com
Foto: Katarzyna Bialasiewicz ©123RF.com
di Alessandra Marra
Vedi Aggiornamento del 10/12/2021
18/12/2019 - In arrivo 45,5 milioni di euro (12 milioni di euro nel 2019 e 33,5 milioni nel 2020) destinati alle PMI operanti nel settore degli appalti pubblici e vittime delle crisi delle grandi imprese.
 
È stato, infatti, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DM 144/2019 con cui sono stati individuati i criteri di assegnazione delle risorse e le modalità operative del Fondo, in vigore dal prossimo 31 dicembre. Il decreto, tuttavia, contiene alcune incongruenze sulle date per l’accesso alle risorse 2019: il termine d’invio è stabilito al 10 dicembre 2019 anche se il decreto è stato pubblicato solo lo scorso 16 dicembre. 
 

Fondo salva opere: cosa prevede la misura

Ricordiamo che il Fondo è stato istituito dal Decreto Crescita per evitare che la crisi dell’appaltatore porti al default delle imprese subappaltatrici e al blocco del cantiere. La norma stabilisce che, in caso di crisi dell’impresa aggiudicataria di un appalto, sia coperto il 70% dei pagamenti a favore delle Pmi subappaltatrici.
 
Il Fondo sarà alimentato con un contributo dello 0,5% del valore del ribasso offerto dall’aggiudicatario delle gare di appalti pubblici di importo pari o superiore a 200mila euro, a base d’appalto, in caso di lavori, e a 100mila euro in caso di servizi e forniture.
 

Fondo salva opere: come accedere alle risorse

Per richiedere l'accesso alle risorse del Fondo bisogna inviare tramite Pec un’istanza all'amministrazione aggiudicatrice, compilata secondo l'Allegato A al decreto. L'istanza deve essere corredata della documentazione attestante l'esistenza, l’esigibilità, l'importo del credito nei confronti dell'appaltatore, del contraente generale o dell'affidatario del contraente generale, insoluto alla data di presentazione dell'istanza.
 
Il Regolamento precisa la necessità di certificare l'importo del credito, anche avvalendosi di atti e documenti nella disponibilità propria o del contraente generale. La certificazione deve essere redatta secondo l'Allegato B del decreto ed essere trasmessa al MIT.
 
Entro il 31 maggio e il 30 novembre di ciascun anno, il Ministero predispone i piani di ripartizione delle somme disponibili sul Fondo da erogare ai soggetti titolari di crediti, le cui certificazioni siano state trasmesse. Per la quota del 2019 sarà predisposto un unico piano di ripartizione entro il 20 gennaio 2020. 
 
Qualora il 70% dell'importo certificato sia superiore alle somme disponibili per il singolo piano, la ripartizione avviene in misura proporzionale al valore dei crediti certificati e l'eventuale residuo è riconosciuto a valere sulle risorse dei successivi piani di ripartizione, in base all'ordine cronologico di ricezione delle istanze.
 

Fondo salva opere 2019: risorse inutilizzabili?

Per accedere alle risorse 2019 sarà, probabilmente, necessario aspettare un nuovo documento del Ministero delle Infrastrutture (MIT) che corregga le tempistiche; nell'articolo 4 del decreto, infatti, è indicata la data del 10 dicembre 2019 come scadenza per l'invio delle richieste da parte delle imprese.
 
Tale termine sarebbe stato efficace se il DM, datato 12 novembre, fosse stato subito pubblicato in Gazzetta; tuttavia la pubblicazione il 16 dicembre sembra aver reso impossibile l’accesso alle risorse 2019 senza un ulteriore intervento correttivo da parte del MIT.
 
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