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I materiali da costruzione ‘viventi’ non sono più fantascienza

I materiali da costruzione ‘viventi’ non sono più fantascienza

Dall’Università del Colorado un ‘mattone’ con l’aggiunta di batteri in grado di rigenerarsi e riprodursi

Vedi Aggiornamento del 02/02/2022
Foto: colorado.edu
Foto: colorado.edu
di Alessandra Marra
Vedi Aggiornamento del 02/02/2022
20/01/2020 - Gli edifici viventi, capaci di auto-ripararsi e riprodursi, potrebbero far parte di un futuro meno lontano di quel che crediamo.
 
L'ingegnere Wil Srubar dell'Università del Colorado Boulder, infatti, ha pubblicato, lo scorso 15 gennaio sulla rivista Matter, uno studio che descrive il metodo utilizzato per creare materiali da costruzione ‘viventi’ grazie all’aggiunta di batteri. 
 

Materiali da costruzione viventi: i dettagli della ricerca

L’ingegner Srubar ha spiegato che si stanno sperimentando materiali da costruzione viventi (LBM) grazie all’innesto di in un particolare cianobatterio fotosintetico, ovvero il Synechococcus sp. PCC 7002, in un composto costituito da sabbia e da una gelatina.
 
Gli scienziati hanno scoperto che, in particolari condizioni di calore e luce solare, i batteri producono cristalli di carbonato di calcio attorno alle particelle di sabbia, dimostrando capacità reattiva e rigenerativa. Il carbonato di calcio prodotto dai microbi mineralizza il composto acquoso portando alla creazione di un ‘mattone’.

La ricerca precisa che la miscela creata con il batterio ha una consistenza strutturale troppo debole per realizzazioni concrete e poco resistente in condizioni di scarsa umidità. Tuttavia, l'esperimento costituisce un buon apripista per future sperimentazioni in questo campo. La precipitazione di carbonato di calcio indotta microbiologicamente, infatti, potrebbe essere utilizzata per la riparazione delle fessure del calcestruzzo.
 

Materiali viventi in grado di riprodursi in modo esponenziale  

I ricercatori hanno anche scoperto che questi materiali sono in grado di riprodursi. Secondo i calcoli riportati nella ricerca, circa il 9-14% delle colonie batteriche presenti nei materiali rimane in vita dopo 30 giorni nei quali si sviluppano tre generazioni.
 
“I batteri crescono a un tasso esponenziale", ha detto Srubar. “Se riusciamo a far crescere biologicamente i nostri materiali, allora li potremo produrre in scala esponenziale".
 
Secondo i ricercatori questa scoperta rivoluzionerà la progettazione degli edifici, permettendo di costruire strutture più sostenibili ed efficienti.  
 
Srubar immagina un futuro in cui i fornitori possano spedire per posta sacchi pieni di ingredienti essiccati a cui aggiungere solo acqua per la produzione di materiali da costruzione viventi. In tal modo,chiunque e in qualunque luogo potrebbe 'far crescere' e dare forma alle proprie case microbiche.
 
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