
Bonus edilizi, per i lavori sopra i 516mila euro scatta l’obbligo di qualificazione
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NORMATIVA
Bonus edilizi, per i lavori sopra i 516mila euro scatta l’obbligo di qualificazione
Nuove regole operative dal 2023. Associazioni divise sul nuovo onere a carico delle imprese
Vedi Aggiornamento
del 03/07/2023

Vedi Aggiornamento del 03/07/2023
10/05/2022 - Per lavorare nei cantieri del Superbonus e degli altri bonus edilizi sarà necessaria la qualificazione SOA. Lo prevede un emendamento al disegno di legge di conversione al Decreto “Ucraina” (DL 21/2022), approvato dalle Commissioni Finanze e Industria del Senato. Il ddl è oggi all’esame dell’Aula.
I nuovi obblighi non entreranno in vigore subito, ma a partire dal 2023, e riguarderanno solo i lavori di importo superiore a 516mila euro.
La novità non è giudicata nello stesso modo dal mondo imprenditoriale. Se per alcuni è una garanzia di legalità, per altri rischia di escludere molte imprese dal mercato.
Dal 1° gennaio 2023 al 30 giugno 2023, per poter ottenere il Superbonus e gli altri bonus edilizi, le imprese chiamate ad eseguire i lavori in appalto o in subappalto dovranno:
- essere in possesso della qualificazione SOA, prevista dall’articolo 84 del Codice Appalti, al momento della sottoscrizione del contratto di appalto o subappalto;
- essere in possesso, al momento della sottoscrizione del contratto di appalto o subappalto, di un contratto con uno degli organismi di attestazione, finalizzato al rilascio dell’attestazione SOA.
In quest’ultimo caso, per il riconoscimento degli incentivi è necessario che all’impresa sia stata rilasciata l’attestazione della qualificazione SOA.
Dal 1° luglio 2023, i lavori incentivati con il Superbonus e gli altri bonus edilizi potranno essere svolti solo da imprese che, al momento della sottoscrizione del contratto di appalto o subappalto, siano in possesso della qualificazione SOA.
Facendo i conti con le scadenze dei bonus edilizi attualmente in vigore, l’obbligo di qualificazione riguarderà le imprese coinvolte nei lavori durante l’ultimo anno dell’ecobonus, sismabonus e bonus ristrutturazioni, che scadranno il 31 dicembre 2024.
Per quanto riguarda il Superbonus, saranno interessate dal nuovo onere le imprese chiamate ad eseguire interventi su condomìni, edifici fino a 4 unità immobiliari con unico proprietario, edifici ex Iacp o con le stesse finalità, edifici situati nei crateri sismici. Il Superbonus per le altre tipologie di beneficiari (unità unifamiliari, ASD, cooperative di abitazione, comunità energetiche rinnovabili) scadrà prima dell’introduzione dell’obbligo di qualificazione.
L’obbligo non colpirà il bonus facciate, che salvo proroghe dell’ultimo minuto dovrebbe scadere il 31 dicembre 2022.
L’Associazione nazionale costruttori edili (Ance), ad esempio, da tempo chiede l’introduzione dell’obbligo di qualificazione delle imprese coinvolte in lavori che vengono finanziati con denaro pubblico. Secondo l’Ance, il sistema di qualificazione delle imprese allontana il rischio di frodi ai danni dello Stato e rappresenta un’alternativa ai vincoli alla cessione del credito, che creano incertezze e fanno rischiare il blocco dei lavori.
Di parere opposto Anaepa Confartigianato. Quando è stato presentato l’emendamento per l’introduzione dell’obbligo di qualificazione delle imprese, l’associazione si è detta preoccupata e ha giudicato la misura “un inutile sbarramento burocratico al mercato delle riqualificazioni edili - una barriera di acceso a tutte quelle imprese che, non operando per gli appalti pubblici, garantiscono comunque qualità e serietà al committente anche senza attestazione SOA”.
I nuovi obblighi non entreranno in vigore subito, ma a partire dal 2023, e riguarderanno solo i lavori di importo superiore a 516mila euro.
La novità non è giudicata nello stesso modo dal mondo imprenditoriale. Se per alcuni è una garanzia di legalità, per altri rischia di escludere molte imprese dal mercato.
Bonus edilizi, obbligo di qualificazione sopra i 516mila euro
Le Commissioni Finanze e Industria hanno approvato un emendamento presentato dai Senatori di Italia Viva, Davide Faraone e Mauro Maria Marino, che introduce un meccanismo di qualificazione delle imprese per i lavori di importo superiore a 516mila euro.Dal 1° gennaio 2023 al 30 giugno 2023, per poter ottenere il Superbonus e gli altri bonus edilizi, le imprese chiamate ad eseguire i lavori in appalto o in subappalto dovranno:
- essere in possesso della qualificazione SOA, prevista dall’articolo 84 del Codice Appalti, al momento della sottoscrizione del contratto di appalto o subappalto;
- essere in possesso, al momento della sottoscrizione del contratto di appalto o subappalto, di un contratto con uno degli organismi di attestazione, finalizzato al rilascio dell’attestazione SOA.
In quest’ultimo caso, per il riconoscimento degli incentivi è necessario che all’impresa sia stata rilasciata l’attestazione della qualificazione SOA.
Dal 1° luglio 2023, i lavori incentivati con il Superbonus e gli altri bonus edilizi potranno essere svolti solo da imprese che, al momento della sottoscrizione del contratto di appalto o subappalto, siano in possesso della qualificazione SOA.
Bonus edilizi, per chi vale l’obbligo di qualificazione SOA
Facendo i conti con le scadenze dei bonus edilizi attualmente in vigore, l’obbligo di qualificazione riguarderà le imprese coinvolte nei lavori durante l’ultimo anno dell’ecobonus, sismabonus e bonus ristrutturazioni, che scadranno il 31 dicembre 2024.Per quanto riguarda il Superbonus, saranno interessate dal nuovo onere le imprese chiamate ad eseguire interventi su condomìni, edifici fino a 4 unità immobiliari con unico proprietario, edifici ex Iacp o con le stesse finalità, edifici situati nei crateri sismici. Il Superbonus per le altre tipologie di beneficiari (unità unifamiliari, ASD, cooperative di abitazione, comunità energetiche rinnovabili) scadrà prima dell’introduzione dell’obbligo di qualificazione.
L’obbligo non colpirà il bonus facciate, che salvo proroghe dell’ultimo minuto dovrebbe scadere il 31 dicembre 2022.
Obbligo di qualificazione, imprese divise
Il nuovo obbligo non è percepito allo stesso modo dalle associazioni imprenditoriali.L’Associazione nazionale costruttori edili (Ance), ad esempio, da tempo chiede l’introduzione dell’obbligo di qualificazione delle imprese coinvolte in lavori che vengono finanziati con denaro pubblico. Secondo l’Ance, il sistema di qualificazione delle imprese allontana il rischio di frodi ai danni dello Stato e rappresenta un’alternativa ai vincoli alla cessione del credito, che creano incertezze e fanno rischiare il blocco dei lavori.
Di parere opposto Anaepa Confartigianato. Quando è stato presentato l’emendamento per l’introduzione dell’obbligo di qualificazione delle imprese, l’associazione si è detta preoccupata e ha giudicato la misura “un inutile sbarramento burocratico al mercato delle riqualificazioni edili - una barriera di acceso a tutte quelle imprese che, non operando per gli appalti pubblici, garantiscono comunque qualità e serietà al committente anche senza attestazione SOA”.
Norme correlate
Legge dello Stato 20/05/2022 n.51
Conversione in legge del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21, recante misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina (Decreto Ucraina - Decreto taglia prezzi)
Decreto Legge 21/03/2022 n.21
Misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina (Decreto Ucraina - Decreto taglia prezzi)
Approfondimenti
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