26/08/2022 - Il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (Mims) ha assegnato 607 milioni di euro a 21 progetti volti a ridurre le perdite di acqua potabile nella rete degli acquedotti.
I progetti, finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), consentiranno di dotare, entro il 31 dicembre 2024, circa
27.500 chilometri di condotte ad uso potabile di strumentazioni e sistemi di controllo innovativi per la localizzazione e la riduzione delle perdite, favorendo una gestione ottimale della risorsa idrica, riducendo gli sprechi e limitando le inefficienze, migliorando allo stesso tempo la qualità del servizio erogato ai cittadini.
Entro il 31 marzo 2026 si prevede di estendere tali interventi ad
ulteriori 41.700 chilometri di condotte.
11 interventi ammessi al finanziamento interessano le regioni del
Nord e Centro (per complessivi
342 milioni di euro) e 10 quelle del
Sud (per
265 milioni di euro), nel rispetto della disposizione di legge che riserva almeno il 40% degli investimenti al Mezzogiorno.
Ulteriori 293 milioni di euro saranno assegnati al termine della seconda finestra temporale del bando che si chiuderà
il prossimo ottobre, per consentire la partecipazione anche agli ambiti territoriali che hanno nel frattempo individuato il gestore del Servizio Idrico Integrato (ad esempio, il Molise, la Calabria, parte della Campania e della Sicilia).
Gli interventi PNRR per la riduzione delle perdite nel settore idrico (complessivamente pari a 900 milioni di euro) si aggiungono a
quelli già finanziati attraverso il programma europeo React-Eu gestito dal Mims, pari a
480 milioni di euro, per l’attuazione di 17 interventi sempre con la stessa finalità in quattro regioni del Sud (Basilicata, Campania, Puglia e Sicilia).
Le proposte di interventi per ridurre le perdite, finanziate e presentate in risposta al bando pubblico riservato ai soggetti regolati dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti Ambiente (Arera), sono state selezionate dalla Commissione mista composta da rappresentanti del Mims e di Arera, la quale ha esaminato
119 proposte pervenute entro il 31 maggio 2022 e ha stilato la
graduatoria disponibile sul sito web del Ministero.
L’efficacia delle singole proposte è stata valutata attraverso precisi criteri, basati sulla quantificazione delle
variazioni dei macroindicatori generali di qualità tecnica fissati dall’Arera, i quali prendono in considerazione gli effetti di riduzione percentuale delle perdite idriche, la diminuzione dei periodi di interruzione del servizio e la qualità dell’acqua erogata.
Il Mims segnala che, sulla base di tali criteri, la Commissione ha
valutato positivamente un numero di proposte molto superiore rispetto a quelle finanziabili con le risorse a disposizione, che pertanto rappresentano un bacino di progettualità finanziabili auspicabilmente a valere su risorse future.
“Il potenziamento e il miglioramento della sicurezza nelle infrastrutture idriche,
anche alla luce della crisi climatica, sono una priorità per il nostro Paese, per troppo tempo trascurata. Fin dall’anno scorso il Ministero ha messo in campo ingenti investimenti per complessivi 4,3 miliardi di euro, allo scopo di colmare il gap infrastrutturale rispetto alle esigenze del Paese e tra Nord e Sud” nota il Ministro Enrico Giovannini. In particolare, 2,9 miliardi di euro vengono dal Pnrr, 450 milioni dall’ultima legge di bilancio, 480 milioni dal fondo React-EU e 468 milioni dal Fondo sviluppo e coesione 2014-2020.
“Abbiamo concentrato le risorse su due filoni: la
riduzione delle perdite di acqua potabile, indispensabile per assicurare un servizio essenziale per i cittadini, e il
miglioramento della sicurezza dell’approvvigionamento idrico, per aumentare la resilienza delle grandi dighe esistenti e la loro funzionalità - ha aggiunto il Ministro -. Inoltre, gli investimenti sono stati accompagnati da una
riforma del sistema di governance, prevista dal Pnrr, per assicurare la pianificazione degli interventi e da nuove norme che consentiranno anche la realizzazione tempestiva degli interventi dei concessionari che gestiscono le grandi dighe”.