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Sisma 2016, a Camerino un Polo Recovery Art per rivitalizzare il borgo

Sisma 2016, a Camerino un Polo Recovery Art per rivitalizzare il borgo

Nel Comune marchigiano un progetto di riqualificazione urbana con la creazione di un Centro per il restauro delle opere d’arte danneggiate

Vedi Aggiornamento del 22/11/2024
Sisma 2016, a Camerino un Polo Recovery Art per rivitalizzare il borgo - Ph. agenziademanio.it
Sisma 2016, a Camerino un Polo Recovery Art per rivitalizzare il borgo - Ph. agenziademanio.it
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 22/11/2024
24/08/2023 - A sette anni dal sisma che nel 2016 ha colpito i territori del Centro-Italia, a Camerino (MC) è stato presentato un grande progetto di rigenerazione urbana del borgo che prevede la creazione di un Polo di eccellenza per il restauro delle opere d’arte danneggiate dal sisma, spazi museali, laboratori didattici e residenze universitarie.
 
Frutto della collaborazione tra il Commissario Straordinario per il Sisma 2016, l’Agenzia del Demanio, la Direzione Regionale Musei Marche, l’Università degli Studi di Camerino, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata e il Comune di Camerino, il progetto di valorizzazione dei beni demaniali Ex Casermette di Torre del Parco, Chiesa di San Francesco, Ex Carcere Giudiziario ed Ex Caserma dei Carabinieri, mira a contribuire alla ripresa e al rilancio del territorio duramente colpito dal sisma, in un’ottica di crescita economica e sociale.
 
I fondi per la ricostruzione sono quelli previsti dal Commissario Straordinario di Governo, circa 10,4 milioni di euro, a cui si aggiungono quasi 30 milioni di euro stanziati nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). 
 
La progettazione e la realizzazione degli interventi sono impostati secondo il modello innovativo di ricostruzione pubblica, promosso dall’Agenzia del Demanio, in grado di rigenerare il tessuto sociale ed economico del territorio ispirandosi ai principi di sostenibilità, trasformazione digitale, accessibilità e connettività. Il concept alla base del progetto di rigenerazione urbana è di creare una connessione tra i diversi complessi immobiliari situati in zona periferica e nel centro storico.
 
Gli edifici verranno adeguati sismicamente e tutta l’area rifunzionalizzata per creare un Recovery Art, il primo centro di ricovero e recupero di beni artistici e culturali danneggiati dalle calamità nella Regione Marche. Ci saranno anche aree didattiche, in coerenza con l’offerta formativa dell’Università degli Studi di Camerino, foresterie per gli addetti ai lavori, residenze universitarie, e aree espositive per accogliere temporaneamente le opere restaurate di maggior prestigio, prima di essere riportate alla destinazione originaria.
 


Sisma 2016, a Camerino un Polo Recovery Art per rivitalizzare il borgo

Il complesso immobiliare delle Ex Casermette è stato costruito prima della Seconda Guerra Mondiale per la detenzione dei prigionieri di guerra ma è stato principalmente utilizzato come deposito di materiali vari dell’Esercito fino al 2007, anno in cui è stato dismesso dal Ministero della Difesa.
 
L’intera area, che si estende su una superficie territoriale di oltre 56.000 mq, sarà riqualificata e gli edifici saranno adeguati sismicamente per ottenere un Recovery Art, il primo centro di ricovero e recupero di beni artistici danneggiati dalle calamità nella Regione Marche.
 
L’operazione consentirà di rifunzionalizzare immobili pubblici in disuso destinandoli a nuova vita, secondo principi di efficientamento energetico, in grado di determinare contenimento dei consumi energetici, riduzione di suolo e impatti positivi e misurabili sul territorio.   
 
Si otterranno delle strutture a emissioni zero, integrate con sistemi energetici dinamici e interattivi, grazie all’implementazione di soluzioni volte al risparmio energetico e al basso impatto ambientale, con particolare attenzione ai seguenti aspetti: digitalizzazione, gestione dei consumi e produzione di energia elettrica. Verranno applicate soluzioni di “sustainable building”, bioclimatiche ed ecologiche, e utilizzati materiali e tecnologie innovative.
 
Sia la progettazione che la gestione del cantiere sarà inoltre supportata dalla tecnologia BIM (Building Information Modeling) che permetterà un più efficace controllo della fase di cantiere e delle successive manutenzioni. La Recovery Art sarà parzialmente attiva già dal secondo semestre 2025 e l’intera opera sarà completata entro il 2026 nel rispetto delle milestone del PNRR.
 
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