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La compensazione contro il caro materiali vale anche per gli extra-costi della sicurezza in cantiere

La compensazione contro il caro materiali vale anche per gli extra-costi della sicurezza in cantiere

L’interpretazione dell’Anac riguarda le lavorazioni per garantire la sicurezza che richiedono l’uso di materiali colpiti dai rincari

Vedi Aggiornamento del 26/02/2025
Revisione prezzi - Foto: Virtos Media 123RF.com
Revisione prezzi - Foto: Virtos Media 123RF.com
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 26/02/2025
06/10/2023 - La revisione dei prezzi nei contratti di appalto può riguardare anche i costi per la sicurezza sul lavoro.
 
C’è però una condizione: nelle lavorazioni necessarie a garantire la sicurezza devono essere utilizzati materiali colpiti dal caro prezzi rilevato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit).
 
La spiegazione è arrivata dall’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) che, con il parere 42/2023, ha dato un’interpretazione estensiva sulla normativa che regola il caro materiali.
 
Ma perché questa volta è stata fornita un’interpretazione estensiva sulla revisione dei prezzi, mentre in precedenza il Mit l’ha esclusa?
 

Revisione dei prezzi per i costi della sicurezza

Nel parere l’Anac fa una premessa: le previsioni del bando non possono essere disattese ed impongono la corrispondenza fra l’appalto messo in gara e quello eseguito.
 
Tuttavia, a causa dell’eccezionale aumento dei prezzi registrato nel settore edile, sono state approvate norme straordinarie, che consentono la revisione dei prezzi negli appalti in corso di esecuzione.
 
Anac sottolinea che la revisione dei prezzi non costituisce un riallineamento del prezzo contrattuale, ma un indennizzo che il legislatore ha inteso riconoscere all’appaltatore nel caso in cui ricorrano le condizioni previste dalle norme sul caro materiali.
 
 
Sulle condizioni che danno diritto alla revisione dei prezzi, il Mit ha sempre dato interpretazioni restrittive: le variazioni di prezzo devono riferirsi esclusivamente ai materiali per cui il Mit ha rilevato i rincari. Gli elenchi di tali materiali si trovano nel DM 11 novembre 2021, relativo al primo semestre 2021, e nel DM 4 aprile 2022, relativo al secondo semestre 2021.
 
 Non possono invece essere compensate altre voci di costo.
 
Questa interpretazione restrittiva, spiega Anac, porterebbe ad escludere la revisione dei prezzi per l’aumento dei costi della sicurezza.
 
Anac invece ritiene che il meccanismo della revisione dei prezzi può essere esteso alle lavorazioni finalizzate a garantire la sicurezza in cui sono impiegati i materiali da costruzione inseriti nei decreti con cui il Mit ha rilevato i rincari.
 
Secondo l’Anac, l’interpretazione estensiva sarebbe giustificata dal rispetto dei valori costituzionali che garantiscono la tutela della salute del lavoratore, intesa sia come diritto all’incolumità fisica sia come diritto ad un ambiente lavorativo salubre.
 

Revisione dei prezzi, quando il Mit ha negato interpretazioni estensive

L’interpretazione estensiva, data dall’Anac, costituisce una novità giustificata dal rispetto dei valori costituzionali.
 
In altri casi, il Mit ha escluso qualsiasi disallineamento dalle condizioni tassativamente previste dalla normativa sulla revisione dei prezzi.
 
Ricordiamo che è stata negata la revisione dei prezzi per le parcelle dei professionisti in quanto il meccanismo di compensazione riconosce un adeguamento dei prezzi solo per i prodotti, le attrezzature e le lavorazioni eseguite dall’appaltatore. Al contrario, la norma non riconosce alcun adeguamento dei corrispettivi riconosciuti per i servizi.
 
È stata inoltre esclusa la compensazione per analogia, cioè la revisione dei prezzi per materiali analoghi a quelli indicati negli elenchi del Mit.
 
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