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Rischio sismico, progettisti e Governo lavoreranno ad un piano di mitigazione

Rischio sismico, progettisti e Governo lavoreranno ad un piano di mitigazione

Il Ministro della Protezione Civile: ‘impediamo che nasca l’industria del terremoto o della ricostruzione’. E invita ingegneri e architetti ad un tavolo tecnico

Vedi Aggiornamento del 18/12/2024
Piano di mitigazione del rischio sismico - Foto: facebook.com/CNAPPC
Piano di mitigazione del rischio sismico - Foto: facebook.com/CNAPPC
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 18/12/2024
13/11/2023 - “Chiedo agli architetti e agli ingegneri di riunirci attorno a un tavolo tecnico per elaborare un serio progetto per la mitigazione del rischio sismico. Un tavolo con compiti e scadenze precise che speriamo in 45 giorni dalla sua prima riunione, possa già dare delle indicazioni precise con degli articoli precisi che possano tracciare una nuova strada”.

È l’annuncio fatto dal Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, nel corso della Giornata Nazionale della Prevenzione Sismica, organizzata giovedì scorso da Fondazione Inarcassa, CNI e CNAPPC e patrocinata da Inarcassa.

La Giornata si è svolta in un momento caratterizzato dalle “importanti decisioni che saranno prese dal Governo in merito alle risorse da dedicare all’attività di riduzione del rischio sismico degli edifici pubblici” - ha detto Domenico Perrini, Presidente del CNI.

Il riferimento è al ‘Programma di mitigazione strutturale della vulnerabilità sismica degli edifici pubblici’, previsto dall’art. 71 della bozza di Legge di Bilancio 2024 con una dotazione di 285 milioni di euro per il periodo 2024-2028 ai potranno aggiungersi risorse già disponibili del bilancio statale e risorse europee e nazionali della coesione destinate allo stesso scopo.

“Per gli ingegneri e gli architetti - ha proseguito Perrini - queste sono buone occasioni per continuare a rappresentare la necessità di interventi di riduzione del rischio sismico del patrimonio edilizio. Da anni gli ingegneri hanno fissato i passaggi necessari per dare concretezza a questo obiettivo. A cominciare dalla classificazione degli edifici, per proseguire col monitoraggio degli edifici a rischio e, infine, con la produzione della documentazione sulla vulnerabilità dei fabbricati che consenta di individuare gli interventi necessari per la messa in sicurezza. In questo contesto, non è un mistero che gli ingegneri chiedano da anni l’introduzione del Fascicolo del fabbricato”.

“Una adeguata conoscenza dello stato dei fabbricati consente anche di determinare correttamente i costi delle assicurazioni”. “Un processo che evidentemente va a totale garanzia dell’interesse del singolo cittadino e dell’intera collettività. Gli ingegneri italiani ritengono che questo sia l’approccio più corretto ed efficace per mettere finalmente in sicurezza il patrimonio edilizio del Paese”.
 

In Italia “riscontriamo un ritardo storico nel porre in essere una ‘strategia di prevenzione’ insieme alla programmazione di interventi sistematici nelle aree di maggiore rischio” - ha sottolineato il Presidente del Consiglio Nazionale degli APPC, Francesco Miceli.

Miceli evidenziato la necessità di incrementare il Fondo previsto dalla Legge 145/2018 per destinare le risorse disponibili alla copertura del triennio 2021-2023, in modo da consentire l’adeguamento ed il miglioramento sismico degli edifici pubblici, a cominciare dalle scuole e dagli ospedali, e del patrimonio abitativo pubblico e privato nelle aree ad elevato rischio sismico e con il supporto degli studi e della microzonazione.

“I provvedimenti emanati che prevedevano importanti agevolazioni fiscali in materia sismica - ha continuato Miceli -, il cosiddetto Sismabonus, potevano essere uno strumento decisivo per incentivare la politica della prevenzione; purtroppo, il loro limite è stato l’assenza di qualsiasi valutazione delle priorità. Era invece necessario graduare l’entità delle agevolazioni in funzione del maggiore o minore rischio sismico. Così non è avvenuto e si è consentito un notevole impegno di risorse dello Stato verso l’efficienza energetica degli edifici ed in minima parte in direzione del rischio sismico. Una agevolazione indifferenziata che non ha tenuto conto della realtà fisica e sociale del Paese. È quanto mai opportuno, anche sulla base degli errori finora commessi, coniugare la prevenzione sismica con strumenti adeguati ed efficaci di agevolazione fiscale”.

Il Ministro Musumeci ha ammesso che “in Italia siamo in ritardo sulla prevenzione strutturale e siamo consapevoli che questo è un ritardo frutto di una abitudine culturale difficile da scardinare ma sul quale ci dobbiamo impegnare per ottenere un cambio di passo. Un lavoro da portare avanti consci che nel nostro Paese le ricostruzioni costano tanto e dobbiamo intervenire per razionalizzare questo processo impedendo che in Italia nasca l’industria del terremoto o della ricostruzione”.

“Per fare questo dobbiamo lavorare sulla consapevolezza della popolazione che conoscere il rischio significare ridurre il rischio. Per questo chiedo agli architetti e agli ingegneri di riunirci attorno a un tavolo tecnico per elaborare un serio progetto per la mitigazione del rischio sismico. Un tavolo con compiti e scadenze precise che speriamo in 45 giorni, dalla sua prima riunione, possa già dare delle indicazioni precise con degli articoli precisi che possano tracciare una nuova strada” - ha concluso Musumeci.

 

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