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La comunicazione in cantiere: proposte innovative per garantire la sicurezza
di F. Tistarelli, C. Sandalo, G. G. Amaro - GAe Engineering

La comunicazione in cantiere: proposte innovative per garantire la sicurezza

Per prevenire infortuni e ottimizzare le lavorazioni, possono essere utilizzate tecnologie di localizzazione in tempo reale, realtà aumentata e realtà virtuale, droni e camere 360°

Vedi Aggiornamento del 11/10/2024
La comunicazione in cantiere - Foto: ais60 123rf.com
La comunicazione in cantiere - Foto: ais60 123rf.com
di F. Tistarelli, C. Sandalo, G. G. Amaro - GAe Engineering
Vedi Aggiornamento del 11/10/2024
edilportale+
29/03/2024 - Nel mondo delle costruzioni la comunicazione efficace rappresenta più che un semplice strumento operativo: è il fondamento stesso su cui si basano sicurezza ed efficienza del cantiere. Ogni giorno gli operatori devono coordinarsi, scambiarsi informazioni cruciali e adottare misure preventive e protettive per garantire un ambiente di lavoro sicuro, protetto e produttivo.
 
Questo articolo cercherà di esplorare l’importanza della comunicazione nel contesto del cantiere, con l’obiettivo di trasferire al lettore come una comunicazione chiara, tempestiva ed innovativa sia essenziale per prevenire eventi infortunistici, ottimizzare le lavorazioni e promuovere una cultura della sicurezza.
 

Comunicazione in cantiere, introduzione 

La comunicazione è quel processo attraverso il quale le persone condividono informazioni, idee e significati che coinvolge la trasmissione e la ricezione di messaggi tramite diversi mezzi e rappresenta un aspetto fondamentale della vita umana e delle interazioni sociali. Oltre alla semplice trasmissione di informazioni, comprende anche la comprensione reciproca e la capacità di interpretare correttamente i messaggi.
 
Questo significa che la comunicazione non riguarda solo ciò che viene detto o scritto, ma anche e soprattutto come l’informazione viene elaborata, interpretata, veicolata e recepita dall’interlocutore.
 
Esistono diverse tipologie di comunicazione che variano in base al mezzo impiegato, al contesto e agli obiettivi comunicativi. Di seguito sono elencate le tre macro-categorie di comunicazione:
  • Comunicazione verbale: avviene attraverso l’uso del linguaggio parlato o scritto. Include conversazioni, presentazioni, telefonate, email, messaggi di testo e qualsiasi altra forma di comunicazione che coinvolga parole;
  • Comunicazione non verbale: avviene senza l’uso delle parole ed è trasmessa attraverso gesti, espressioni facciali, posture del corpo, contatto visivo, tono di voce e altri segnali non verbali. Può spesso trasmettere significati più profondi e sfumati rispetto alla comunicazione verbale;
  • Comunicazione paraverbale: si riferisce a tutti quegli elementi vocali che accompagnano le parole pronunciate durante una conversazione o una comunicazione di tipo verbale. Questi elementi includono tono della voce, volume, velocità, intonazione, pause e ritmi nella pronuncia. È una parte essenziale della comunicazione umana poiché può trasmettere significati ed emozioni oltre al semplice contenuto delle parole, influenzando notevolmente il recepimento del messaggio comunicato nell’interlocutore.
 
All’interno delle macro-categorie si possono poi individuare varie tipologie e tecniche comunicative, quali, ad esempio, la comunicazione di massa, quella formale, informale, interpersonale, orale e scritta, che spesso possono sovrapporsi o intersecarsi all’interno di un dato contesto comunicativo.
 
A valle di queste considerazioni, nell’ambito del cantiere, è interessante osservare due delle modalità di comunicazione più diffuse, vale a dire la one-way e la two-way.  Nello specifico, la prima comporta il trasferimento di informazioni da un mittente a uno o più destinatari senza la possibilità di feedback immediato. La seconda, invece, è caratterizzata da un dialogo bidirezionale tra mittente e destinatario, consentendo una maggiore chiarezza e comprensione reciproca trattandosi di una relazione di tipo circolare tra gli interlocutori.
 

La comunicazione in cantiere: soggetti coinvolti, problematiche e misure tradizionali

Nell’ambito del processo costruttivo e della realtà di cantiere la comunicazione rappresenta, come introdotto, un aspetto centrale e di fondamentale importanza durante ciascuna fase, da quella di progettazione a quella di realizzazione.
 
La fase più critica in tutto il processo è senza dubbio quella costruttiva a causa del coinvolgimento di un numero importante di soggetti. Per fornire un’idea, generalmente, sono coinvolte in tale fase la Committenza, il Responsabile dei Lavori (se nominato), il Coordinatore della Sicurezza, la Direzione dei Lavori, i Progettisti, i Collaudatori dell’opera nonché tutte le Imprese coinvolte nella realizzazione dell’opera, ognuna delle quali presenta tendenzialmente un numero importante di tecnici e di maestranze propri.
 
Il panorama che si presenta è pertanto notevolmente eterogeneo, con molteplici profili professionali che, oltre a svolgere ruoli diversi, sono caratterizzati da una cultura del lavoro spesso differente. L’aspetto emblematico in tal senso è rappresentato dal divario tra i tecnici di cantiere e gli esecutori dell’opera, non solo per conoscenze tecniche di settore, che spesso vengono colmate con l’esperienza in campo, ma soprattutto a livello culturale e di consapevolezza in ambito della sicurezza negli ambienti di lavoro.
 
A questo si aggiunge l’attuale panorama lavorativo: le imprese esecutrici sono ad oggi caratterizzate da una forte componente di maestranze di provenienza straniera; come tutti i comportamenti sociali, anche l’approccio alla sicurezza e al rischio deve essere sempre analizzato e valutato in base all’estrazione sociale e culturale di provenienza in cui viene elaborato. Queste divergenze possono comportare l’insorgere di una serie di temi spesso sottovalutati durante le lavorazioni in cantiere.
 
Il primo senza dubbio è quello linguistico: il TU 81/08 in tal senso prevede all’art. 37 che “Il datore di lavoro assicura che ciascun lavoratore riceva formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza, anche rispetto alle conoscenze linguistiche […]”. Questo comporta, ad esempio, che le attività di formazione e informazione alle quali viene sottoposto il lavoratore vengano erogate in una lingua comprensibile per lo stesso, oltre alla predisposizione di tutta la documentazione di cantiere a libera consultazione del lavoratore (POS, piani di montaggio, piani delle demolizioni ecc.) in copia tradotta con medesimo criterio.
 
La linea comunicativa da adottare tra datore di lavoro e maestranze è stata anche ripresa dalla cassazione penale, sez. IV con la sentenza n. 18638 del 22/04/2004 decretando che “Il responsabile della sicurezza deve avere la cultura e la "forma mentis" del garante del bene costituzionalmente rilevante costituito dalla integrità fisica del lavoratore ed ha perciò il preciso dovere di non limitarsi ad assolvere formalmente il compito di informare i lavoratori sulle norme antinfortunistiche previste, ma di attivarsi e controllare sino alla pedanteria, che tali norme siano assimilate dai lavoratori nella ordinaria prassi di lavoro”.
 
Presupponendo l’applicazione di tali misure previste dalla legge, si generano tuttavia situazioni nella quotidianità del cantiere dove questa problematica emerge in maniera significativa. Basti pensare a semplici istruzioni impartite direttamente dal datore di lavoro (o dai suoi delegati in cantiere) a maestranze che non conoscono bene la lingua, oppure a situazioni di emergenza di cantiere dove, sebbene ci sia stata una formazione preventiva e un’organizzazione puntuale, la situazione pratica potrebbe richiedere l’applicazione di una linea comunicativa di emergenza che può comportare alcune criticità, spesso imprevedibili e non programmabili.
 
Oltre agli aspetti prettamente di carattere linguistico, va denotata in senso generale una mancanza di uniformità comunicativa. Un sistema di comunicazione che non funziona correttamente preclude infatti non solo la sicurezza delle attività svolte in cantiere, ma anche la qualità di realizzazione e l’aderenza tra progettato e costruito, condizionando l’efficienza dell’intero procedimento.
 
Va specificato che l’intento non è quello di “condannare” esclusivamente l’impresa esecutrice, il suo datore di lavoro o tantomeno l’operaio ma anzi, responsabilizzare ulteriormente le figure tecniche di cantiere che rappresentano la punta dell’iceberg e dalle quali deve essere impartito un determinato modus operandi da adottare e di conseguenza una determinata linea comunicativa comune da applicare, che metta nelle condizioni ideali di lavoro tutti i soggetti coinvolti durante le fasi. In tal senso si rende necessario aggiungere che un cantiere con elevati livelli di sicurezza in fase realizzativa è anche, nella maggior parte dei casi, un cantiere che riesce a rispettare i tempi previsti da cronoprogramma e a garantire un’opera realizzata di qualità, fermo restando un corretto funzionamento del flusso di comunicazione e di temi tecnici già a partire dalla fase di progettazione, altrettanto fondamentale. È pertanto da sfatare il mito secondo il quale la sicurezza comporta rallentamenti alle lavorazioni.
 
A conclusione dell’analisi del contesto introdotto, è utile richiamare sinteticamente alcune delle best practices comunicative già consolidate e tradizionalmente impiegate, in misura differente, in ambito della progettazione e della successiva fase di realizzazione dell’opera:
  • Riunioni di progetto, all’interno delle quali i membri del team discutono lo stato del progetto, le prossime attività e le sfide da affrontare;
  • Comunicazioni scritte, impiegate per la condivisione di documenti, piani, rapporti e comunicazioni formali tra le parti interessate;
  • Tecnologie digitali, mediante piattaforme condivise online, come software di gestione del progetto e app per la comunicazione, che facilitano lo scambio di informazioni in tempo reale e la collaborazione remota, oltre all’immediatezza dell’informazione;
  • Formazione e informazione di tutti gli attori coinvolti;
  • Piano Operativo di Sicurezza tradotto in varie lingue;
  • Apposizione di cartellonistica integrativa di cantiere tradotta in varie lingue, in considerazione delle nazionalità più diffuse tra le maestranze di cantiere;
  • Sopralluoghi costanti di verifica delle lavorazioni in atto e dello stato dei luoghi, a cura direttamente dell’impresa affidataria, del CSE, della DL, del RL e della Committenza;
  • Riunioni di Coordinamento e Cooperazione di cantiere, in sede delle quali possono essere convocati direttamente i lavoratori che hanno manifestato problematiche nell’esecuzione di specifiche lavorazioni o hanno dimostrato difficoltà nell’esecuzione in sicurezza;
  • Riunioni di Coordinamento di cantiere, alla presenza dei rappresentanti delle imprese esecutrici, Direzione Lavori di cantiere ed eventualmente progettisti dell’opera;
  • Audit con Organi di Vigilanza richiesti dai referenti di cantiere per la definizione di procedure operative particolari e condivisione di proposte migliorative avanzate dalle imprese;
  • Audit di terza parte in cantiere e report condivisi sulla base di quanto emerso dai sopralluoghi delle aree;
  • Incontri di sensibilizzazione in cantiere.
 

Ottimizzare la comunicazione in cantiere: soluzioni innovative

Nonostante l’applicazione delle misure introdotte al precedente paragrafo e messe in pratica nell’ordinario nei cantieri in differente misura a seconda del contesto specifico, l’analisi del panorama attuale porta all’evidenza come vi siano ancora delle mancanze rilevanti nel flusso comunicativo del processo e conseguentemente nei livelli di sicurezza e di efficienza delle lavorazioni.
 
Pertanto, vengono proposte di seguito alcune misure integrative e di carattere innovativo che potrebbero rappresentare un punto di partenza per lo sviluppo di una comunicazione efficace e condivisa tra tutti i livelli coinvolti:
 
  • Utilizzo di tecnologie di localizzazione in tempo reale (RTLS): consentono di monitorare la posizione degli operatori e delle attrezzature sul cantiere in tempo reale. Queste soluzioni possono essere utilizzate per ottimizzare la distribuzione delle risorse, migliorare la sicurezza sul lavoro e facilitare la comunicazione tra i membri del team. Ad esempio, se un operatore ha bisogno di assistenza urgente, può inviare una richiesta di soccorso attraverso il sistema RTLS, consentendo al personale di rispondere prontamente alla situazione;
  • Adozione di segnaletica visiva e impiego di QR Code: l’impiego di cartelli con simboli chiari e intuitivi può indicare le aree pericolose o le procedure di sicurezza da seguire direttamente recepibili e consultabili dai lavoratori tramite scansione di QR Code predisposto in corrispondenza degli elementi o di aree maggiormente sensibili;
  • Codici di colore e monitor informativi: l’utilizzo di codici di colore condivisi per identificare le diverse fasi del progetto o i diversi tipi di materiali può semplificare la comunicazione visiva tra gli operatori, così come l’installazione di monitor informativi in corrispondenza degli ingressi di cantiere o delle aree interessate da un passaggio costante delle maestranze;
  • Applicazioni mobili e piattaforme digitali: l’implementazione di app mobili e piattaforme digitali progettate appositamente per la gestione del cantiere può migliorare notevolmente la comunicazione. Queste piattaforme consentono di condividere istantaneamente informazioni, programmi di lavoro, documentazione tecnica e segnalazioni di sicurezza tra tutti i membri del team, sia sul cantiere che in ufficio;
  • Realtà Aumentata (AR) e Realtà Virtuale (VR): questi strumenti consentono di fornire istruzioni dettagliate e simulazioni di procedure di sicurezza che possono aiutare i lavoratori a comprendere meglio i rischi e le precauzioni necessarie. Tali tecnologie possono essere impiegate per la formazione delle maestranze, consentendo ai lavoratori di immergersi in scenari realistici di sicurezza senza mettere a rischio la loro incolumità, oltre a valutazioni sull’effettiva realizzabilità operativa di quanto previsto dal progetto dell’opera, antecedentemente all’accesso in cantiere;
  • Banche dati di conoscenza: creare una banca dati con risorse informative, guide di sicurezza e manuali operativi accessibili a tutti i membri del team può migliorare la comunicazione, facilitare l’apprendimento continuo sulle migliori pratiche e sulle normative di sicurezza;
  • Droni, camere 360° e tecnologie di sorveglianza: questi sistemi possono consentire una supervisione costante e più efficiente del cantiere, identificando potenziali rischi o anomalie e fornendo un’analisi visiva in tempo reale a tutto il team, oltre alla possibilità di impiego di videoregistrazioni da poter impiegare per incontri di informazione e formazione specifici di cantiere che potrebbero rendersi necessari.
 

Conclusioni

Migliorare la comunicazione all’interno del cantiere è dunque essenziale al fine di garantire il successo di qualsiasi progetto edilizio. Il lavoro in condizioni di sicurezza e benessere è un obiettivo perseguibile solo sulla base di una comunicazione reale ed efficiente tra i vari soggetti del processo, che altresì comporti la creazione di uno spirito di consapevolezza sui temi della sicurezza e sul raggiungimento di una cultura della sicurezza uniforme.
 
Attraverso l’implementazione di strategie e soluzioni tecnologiche come quelle introdotte è possibile ottimizzare la collaborazione tra gli operatori coinvolti, i capi progetto e tutti gli stakeholders interessati, riducendo i ritardi, migliorando sensibilmente la sicurezza sul lavoro e rappresentando ipoteticamente uno standard atteso e condiviso per tutti i cantieri del futuro. Investire nella formazione e nella sensibilizzazione del personale sulle migliori ed innovative pratiche di comunicazione resta altresì un aspetto fondamentale per garantire il successo a lungo termine di tali sviluppi strategici.
 
 
Autori: Ing. Francesco Tistarelli, Mediatrice Sociale Chiara Sandalo, Ing. Giuseppe G. Amaro - GAe Engineering Srl
 
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