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Passaporto di ristrutturazione: funzione e obblighi
di Redazione Edilportale

Passaporto di ristrutturazione: funzione e obblighi

Introdotto dalla Direttiva Case Green, il passaporto ristrutturazioni sarà uno strumento chiave per la pianificazione degli interventi di efficientamento energetico

Passaporto ristrutturazione direttiva case green - Foto: sonjachnyj 123rf.com
Passaporto ristrutturazione direttiva case green - Foto: sonjachnyj 123rf.com
di Redazione Edilportale
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12/02/2025 - La Direttiva Europea EPBD (Energy Performance of Buildings Directive) introduce significative innovazioni in materia di certificazione energetica degli edifici. Tra le principali novità della Direttiva Case Green, l'articolo 12 prevede l'introduzione del Passaporto di ristrutturazione, destinato a diventare uno strumento chiave per la pianificazione degli interventi di efficientamento energetico.
 
Il Passaporto di Ristrutturazione viene definito dalla Direttiva “Case Green” come “una tabella di marcia su misura per la ristrutturazione profonda di un determinato edificio, in un numero massimo di fasi che ne miglioreranno sensibilmente la prestazione energetica”. 
 

A cosa serve il passaporto di ristrutturazione?

Il passaporto di ristrutturazione è stato concepito come uno strumento per fotografare lo stato degli immobili e per fornire una visione chiara e completa delle misure di ristrutturazione.
 
Ma non solo, il passaporto oltre a documentare gli interventi effettuati, definisce anche una strategia a lungo termine, evidenziando le azioni necessarie per migliorare la prestazione energetica dell’edificio.
 
Questo strumento individua un percorso strutturato di interventi, articolato in più fasi, per condurre gradualmente l’edificio alla condizione di zero emissioni entro il 2050.
 
In particolare, il passaporto dovrà includere:
 
  • Le misure per ridurre le emissioni di gas serra lungo l’intero ciclo di vita dell’edificio.
  • Una tabella di marcia grafica che rappresenta il percorso di ristrutturazione per fasi.
  • I benefici attesi in termini di risparmio energetico e riduzione dei costi in bolletta.
 
Uno strumento, quindi, non solo di monitoraggio, ma anche di pianificazione strategica, essenziale per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità e decarbonizzazione del patrimonio edilizio europeo entro il 2050.
 

Quando sarà operativo?

In base alle disposizioni della Direttiva n. 1275/2024, gli Stati membri dovranno introdurre, entro il 29 maggio 2026, un sistema conforme alle linee guida dell’allegato VIII, ovvero uno strumento digitale dedicato per la redazione e l'aggiornamento del Passaporto delle Ristrutturazioni.
 

Passaporto di ristrutturazione: obbligo e modalità di richiesta

Il passaporto di ristrutturazione potrà essere richiesto da chi intende realizzare interventi finalizzati al miglioramento dell’efficienza energetica del proprio immobile. Sebbene la direttiva preveda l'uso volontario di questo strumento da parte dei proprietari, essa lascia agli Stati membri la facoltà di renderlo obbligatorio.
 
La Direttiva suggerisce che il passaporto di ristrutturazione venga emesso contestualmente alla Certificazione Energetica, sebbene non vi sia un obbligo specifico in tal senso. In ogni caso, gli Stati membri possono decidere se permettere che il passaporto venga redatto e rilasciato insieme all’attestato di prestazione energetica (APE).
 
Va inoltre precisato che, a differenza dell'APE, il passaporto di ristrutturazione non è obbligatorio in caso di operazioni immobiliari, come compravendite o locazioni.
 

Chi redige il passaporto delle ristrutturazioni edilizie?

Secondo quanto previsto dalla Direttiva, il Passaporto delle Ristrutturazioni deve essere redatto da un esperto qualificato e certificato, a seguito di un sopralluogo dell’edificio. Il documento verrà rilasciato in formato digitale, con possibilità di stampa.
 
Inoltre, l’articolo 22 della Direttiva Case Green stabilisce che il Passaporto di Ristrutturazione debba essere archiviato all'interno di una banca dati nazionale della prestazione energetica. Questo registro digitale, gestito a livello statale, garantirà la conservazione e la costante accessibilità del documento, permettendo di consultarlo in qualsiasi momento.
 
Per agevolare i proprietari di immobili e gli amministratori di condominio, la Direttiva invita gli Stati Membri a sviluppare strumenti digitali complementari, tra cui piattaforme interattive che consentano di simulare un Passaporto di Ristrutturazione semplificato. Questi strumenti dovrebbero inoltre permettere l'aggiornamento dinamico del Passaporto, registrando ogni nuovo intervento edilizio o la sostituzione di elementi costruttivi.
 

Quanto costerà il passaporto di ristrutturazione edilizia?

Al momento, il costo del passaporto di ristrutturazione edilizia non è ancora definito. Saranno i singoli Stati membri a dover garantire che questo strumento sia accessibile ed economicamente sostenibile.
 
La Direttiva Case Green sottolinea infatti che “gli Stati membri dovrebbero fare in modo che i passaporti di ristrutturazione non generino un onere sproporzionato”.
 
Più il processo di redazione sarà semplice ed economico, maggiore sarà il numero di proprietari che sceglieranno di adottarlo, contribuendo così a una mappatura sempre più dettagliata del patrimonio edilizio nazionale.
 
Per favorire la diffusione del passaporto, la Direttiva promuove l’introduzione di sostegni finanziari destinati alle famiglie con minori disponibilità economiche, supportandole nella riqualificazione dei propri immobili.
 
Oltre a tracciare il percorso di ristrutturazione, il passaporto avrà anche un'importante funzione informativa, fornendo dettagli sui finanziamenti disponibili e includendo link diretti alle pagine web che illustrano incentivi e agevolazioni accessibili ai proprietari.

 
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