Network
Pubblica i tuoi prodotti
Direttiva Bolkestein: sì della commissione Mercato Interno

Direttiva Bolkestein: sì della commissione Mercato Interno

Confermato il principio del paese d'origine; servizi di interesse economico generale nel campo di applicazione

Vedi Aggiornamento del 12/01/2007
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 12/01/2007
01/12/2005 - È stata approvata il 22 novembre scorso dalla commissione Mercato Interno del Parlamento europeo la proposta di Direttiva Bolkestein. Con 21 voti a favore, 16 contrari e 3 astenuti la Commissione ha dato via libera ad un emendamento che di fatto mantiene ''il principio del paese d'origine'' per i fornitori di servizi sul territorio dell'Ue. Rilevante è anche l’inclusione, nel campo di applicazione della direttiva, dei servizi di interesse economico generale aperti alla concorrenza. Ricordiamo che la direttiva ha lo scopo di promuovere lo sviluppo del settore dei servizi attraverso la più vasta liberalizzazione possibile all’interno dei 25 paesi dell’Unione. Tra i punti più controversi vi è il principio del paese d'origine, in base al quale il prestatore del servizio (impresa o singolo) è soggetto unicamente alla legislazione, relativa al comportamento del prestatore, alla qualità o al contenuto del servizio, alla pubblicità, ai contratti e alla responsabilità del prestatore, vigente nel Paese da cui proviene e non a quella dello Stato in cui va ad operare. La definizione di servizi data dalla direttiva è molto ampia e comprende, ad esempio, i servizi di consulenza manageriale e gestionale, di manutenzione, di sicurezza degli uffici, i servizi nel campo della pubblicità, i servizi di consulenza giuridica o fiscale, i servizi legati al settore immobiliare, i servizi di costruzione e di architettura, i servizi nel settore turistico, i servizi ricreativi, i servizi a domicilio. Sono escluse dal principio del Paese d’origine i servizi postali, i servizi di trasmissione, distribuzione e fornitura di energia elettrica, i servizi di distribuzione di gas e i servizi di distribuzione e fornitura dell’acqua e ai servizi di gestione delle acque reflue. Le modifiche apportate alla direttiva, dovute alle numerose critiche ricevute, stabiliscono che le nuove disposizioni “si applichino soltanto nella misura in cui le attività in questione sono aperte alla concorrenza e non obblighino pertanto gli Stati membri a liberalizzare i servizi di interesse economico generale, né a privatizzare gli enti pubblici che forniscono tali servizi, né ad abolire monopoli esistenti riguardanti altre attività, in particolare le lotterie o taluni servizi di distribuzione”. Il testo dunque non impone esplicitamente alcuna liberalizzazione, ma sappiamo che in tutti i Paesi europei ci sono state, negli ultimi anni, massicce liberalizzazioni e in tutti i settori esiste un’offerta privata. All’interno dei partiti di entrambi gli schieramenti italiani permangono dubbi e punti di disaccordo. Sindacati e Social Forum Europeo continuano ad esprimere il totale rifiuto della direttiva e a chiederne il ritiro. Il testo andrà in Parlamento all’inizio del 2006.
Le più lette