06/03/2007 - Un quadro poco confortante quello delineato dal rapporto Ambiente Italia 2007 di Legambiente. Diviso in due sezioni - la prima dedicata ad infrastrutture e conflitti locali, la seconda alla situazione ambientale complessiva basata su 100 indicatori – il rapporto mostra luci e ombre dei due settori più legati alle infrastrutture,
energia e mobilità .
In controtendenza rispetto agli altri Paesi europei, in Italia si è ridotto l’apporto delle fonti rinnovabili ai consumi complessivi di energia, per effetto soprattutto della diminuzione della produttività degli impianti idroelettrici. Conseguenza di questo trend è il notevole ritardo del nostro Paese nella lotta ai mutamenti climatici: le emissioni di gas serra sono cresciute del 12,1% rispetto al 1990, a fronte di una contrazione di circa mezzo punto percentuale in Europa nello stesso periodo.
Per quanto riguarda la mobilità, l’Italia è il regno delle automobili: 60 macchine ogni 100 abitanti, 10 in più rispetto agli altri Paesi europei, e 24 biciclette ogni 1000 abitanti, metà della media europea.
Se la spesa per ricerca e sviluppo è nettamente inferiore rispetto agli altri Paesi, una consolazione arriva dal territorio: la superficie agricola coltivata a biologico è doppia rispetto alla media europea, aumentano le certificazioni ambientali (ISO 14001, Emas) le aree protette costituiscono l’11% del territorio nazionale.
Gravissima, infine, la situazione dell'abusivismo edilizio: a seguito dell’ultimo condono, nel 2005 sono state più di 30.000 le nuove costruzioni illegali, quasi il 109% in più rispetto al 2000.
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