Network
Pubblica i tuoi prodotti
Sospensione cantieri: per riaprire basta regolarizzare

Sospensione cantieri: per riaprire basta regolarizzare

Se la multa è particolarmente alta, il dissequestro dei cantieri edili è subordinato solo alla regolarizzazione

Vedi Aggiornamento del 08/05/2008
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 08/05/2008
03/05/2007 - Ai fini del “ripristino delle regolari condizioni di lavoro”, è sufficiente la regolarizzazione dei lavoratori “in nero”, in tutti quei casi in cui l’immediato pagamento degli importi sanzionatori appaia eccessivamente gravoso. Così il Ministero del Lavoro, con una nota dell’11 aprile 2007 , risponde ai quesiti delle Direzioni regionali e provinciali, in merito ai provvedimenti di sospensione nei confronti delle imprese che operano nei cantieri edili, previsti dall’art. 36-bis del DL 223/2006 (convertito nella Legge 248/2006). Nell’applicazione del cosiddetto pacchetto-sicurezza contenuto nel decreto Bersani del luglio dello scorso anno, sono stati segnalati dei problemi nella revoca della sospensione, dovuti al fatto che la circolare n. 29/2006 stabilisce che “per la regolarizzazione dei lavoratori “in nero”, oltre alla registrazione degli stessi sui libri obbligatori, [è necessario] il pagamento delle sanzioni amministrative e civili ed il versamento dei relativi contributi previdenziali ed assicurativi”. I provvedimenti sanzionatori che prevedono il pagamento di ingenti importi (la maxisanzione per il lavoro nero) hanno messo in difficoltà quelle imprese che non sono in grado di pagare con immediatezza, precludendo così la revoca della sospensione, pur in presenza di una regolarizzazione dei lavoratori. Il sequestro del cantiere ha determinato, in molti casi, una situazione di difficoltà operativa nella gestione dell’appalto, che impedisce all’impresa di proseguire i lavori e di riscuotere gli importi relativi agli stati di avanzamento, necessari per pagare le sanzioni. Pertanto – si legge nella nota del Ministero del Lavoro – pur ritenendo che il “ripristino delle regolari condizioni di lavoro” richieda la reintegrazione dell’ordine giuridico violato anche attraverso il pagamento delle relative sanzioni amministrative, non si può non tenere conto delle diverse situazioni nonché delle specifiche condizioni aziendali ai fini della adozione del provvedimento di revoca. Le Direzioni regionali e provinciali dovranno verificare che l’impresa abbia effettuato tutti gli adempimenti di natura lavoristica e previdenziale e di tutela prevenzionistico-sanitaria per i lavoratori irregolari; se la multa comminata è particolarmente gravosa in relazione alle possibilità economiche dell’impresa, i suddetti adempimenti potranno essere sufficienti per la revoca della sospensione del cantiere.
Le più lette