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A David Chipperfield il C.A.T. di Segovia

A David Chipperfield il C.A.T. di Segovia

Il masterplan ripropone l’impostazione urbana tradizionale

Vedi Aggiornamento del 13/07/2009
A David Chipperfield il C.A.T. di Segovia
A David Chipperfield il C.A.T. di Segovia
di Cecilia Di Marzo
Vedi Aggiornamento del 13/07/2009
03/04/2008 - Lo scorso 27 marzo lo studio britannico David Chipperfield Architects ha vinto il concorso internazionale per la redazione del masterplan per la creazione del CAT - Circolo per le Arti e la Tecnologia a Segovia (Spagna) con il progetto “TECNÉ” . Il quartiere, di oltre 120.000 mq, include un nuovo centro congressi, un museo delle arti, un centro tecnologico, un hotel e gli uffici di un business center. Lo scorso 20 novembre la Giuria aveva selezionato gli otto finalisti , tra i 43 partecipanti, che hanno presentato le proprie proposte: • David Chipperfield Architects • Dominique Perrault, • Foreign Office • MVRDV • Carlos Ferrater • Junquera Arquitectos • Sancho – Madridejos, Architecture Office • Euroestudios y Andrés Perea Ortega, U. T. E. La vecchia città di Segovia, circondata dalle mura dell’VIII secolo, è patrimonio dell’UNESCO e si è proposta come Capitale Europea della cultura 2016. Il sito su cui sorgerà il nuovo CAT si trova ad un chilometro dal centro città ed è collegato alle maggiori reti ferroviarie. Il quartiere si ispira alle vecchie mura, alle piazze, alle strette e irregolari stradine e all’Alcazar (il castello dell’XI secolo), riproponendo uno schema basso e ad alta densità. Una sequenza di tre piazze nel cuore del progetto costituisce la spina dorsale per lo sviluppo futuro. I nuovi edifici civici sono pietre angolari del progetto, ciascuno dei quali include dei portici che affacciano sullo spazio pubblico. Gli spazi interni saranno protetti dal feroce sole della Castilla tramite facciate opportunamente schermate. Il progetto TECNÉ è stato premiato in particolare per la qualità del modello di spazio pubblico proposto, che ripropone l’impostazione di quello tradizionale, per la sensibilità mostrata verso l’integrazione nell’ambiente e nel contesto per il suo basso impatto visivo. La giuria ha, inoltre, sottolineato la fattibilità della proposta, della sua esecuzione per fasi, così come proposto dallo stesso progetto, e la possibilità di trovare finanziamenti. Secondo classificato il progetto ”LEGO” dello studio Junquera Arquitectos , al terzo posto “IN ARTEM DUCERE” di Sancho – Madridejos e infine quarto il progetto “XXI” di Euroestudios e Andrés Perea Ortega . Il prossimo 10 aprile sarà inaugurata presso La Alhóndiga una mostra con tutti i progetti finalisti del concorso.
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