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Giovani Ance: rilanciare la città per superare la crisi

Giovani Ance: rilanciare la città per superare la crisi

Le città come arma antirecessiva, a condizione che la trasformazione sia guidata da scelte chiare e mirate

Vedi Aggiornamento del 26/11/2008
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 26/11/2008
19/11/2008 - Si è svolto il 14 novembre scorso a Venezia il X Convegno nazionale dei Giovani costruttori, dal titolo “La città è mobile”.
 
La pesante crisi che ha investito i mercati di tutto il mondo e le conseguenze anche per il nostro Paese - ha affermato Simona Leggeri, presidente dei Giovani imprenditori edili dell’Ance - ci hanno imposto di rivedere il nostro punto di partenza, per ampliarlo alla sfera dell’affidabilità finanziaria degli investimenti a lungo termine in funzione delle prime avvisaglie della crisi anche per il nostro settore. Crisi che tra gli altri fattori deve annoverare la drastica riduzione dei finanziamenti alle infrastrutture disposta nell’arco dei prossimi tre anni dalla legge Finanziaria attualmente in discussione in Parlamento.
 
“Abbiamo focalizzato la nostra attenzione sulle città - ha continuato Leggeri - perché per tutto il sistema nazionale l’economia è correlata all’andamento del nostro settore e quindi la costruzione di una politica di competitività per il nostro Paese non può che partire proprio da serie operazioni di riqualificazione e riassetto del tessuto cittadino”. Per quanto riguarda l’assetto del territorio “abbiamo bisogno di un disegno unitario, di una politica centrale che, una volta condivisi gli obiettivi, riesca ad elaborare una serie di misure adatte a fronteggiare l’emergenza attuale e nel frattempo a riassestare l’Italia sui livelli competitivi delle altre economie”. Inoltre “occorre evitare che l’urbanistica sia sequestrata dal potere economico e che si pervenga in questo modo alla finanziarizzazione dell’urbanistica”.
 
È necessario - secondo Simona Leggeri - un nuovo approccio al governo del territorio : occorre collaborare perché si realizzi il passaggio dalla pianificazione alla programmazione degli interventi che tenga nel giusto conto i fattori del mercato come leva fondamentale per la riuscita economica dell’iniziativa. passaggio dalla pianificazione alla programmazione degli interventi che tenga nel giusto conto i fattori del mercato come leva fondamentale per la riuscita economica dell’iniziativa.
 
Le politica dell’ANCE degli ultimi anni si è concentrata sul tema della progettazione , rivalutando il ruolo dell’impresa da esecutore materiale ad operatore completo, garante della qualità dell’intervento a partire dal progetto. Tuttavia la proposta ed il progetto di un costruttore è vista ancora oggi come speculazione: “se pensiamo che le città - ha ricordato la presidente dei Giovani Ance - sono il motore dello sviluppo strategico del Paese e che tutto passa per le città, e quindi per il settore immobiliare, dobbiamo accreditarci come settore dell’economia”.
 
Sul fronte dei finanziamenti ,Leggeri ricorda la scarsità dei finanziamenti per opere pubbliche in Finanziaria, a cui si aggiungere il fatto che anche gli enti locali confermano il prosciugamento degli interventi finanziari per l’edilizia. “Siamo sicuri - si chiede Leggeri - che non si tratti soltanto di una premessa per far rientrare lo Stato o in generale l’amministrazione pubblica nel nostro settore ma non come finanziatore bensì come nostro concorrente?” Il primo riferimento è al Piano Casa: dopo anni di assenza di una politica per la casa, lo Stato finalmente interviene, ma lo fa con un provvedimento lodevole per l’apertura a nuovi strumenti, quasi sperimentali, ed invece lacunoso per l’assenza di paletti chiari nel ricorso a nuovi soggetti, primo tra tutti la Cassa Depositi e Prestiti che gestisce un fondo immobiliare finalizzato alla realizzazione di alloggi sociali ma partecipato primariamente dallo Stato con il finanziamento di 150 milioni di euro stabilito con la legge 133/2008.
“Ripetiamo l’esperienza del mattone di Stato?” si chiede Simona Leggeri . E anticipa una proposta: riservare alle imprese di costruzioni uno spazio di collaborazione nell’articolazione del progetto del fondo immobiliare per il Piano casa, per evitare la finanziarizzazione degli interventi e la riduzione delle imprese a mero esecutore.
 
Ultimo step è la realizzazione degli interventi, fase strettamente connessa a quella della progettazione, legata a tutta una serie di regole, dal rispetto delle norme dell’edilizia alla regolarità dei cantieri. Per crescere è necessario che le imprese sviluppino una cultura imprenditoriale, qualificando sempre di più il mondo delle costruzioni. “L’impresa - ha affermato Leggeri - va organizzata, gli addetti devono essere professionalizzati, occorre cooperare, mettere insieme il know-how.”
 
L’imperativo dunque è uno solo: decidere e superare l’immobilismo. Dobbiamo esserci con il dinamismo delle idee, l’unico in grado di contrastare la dinamica oggi in atto: quella del declino. Questo è il ruolo dell’imprenditore e dell’associazionismo - ha concluso Leggeri -, che dobbiamo rivendicare con forza.
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